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Musica, cultura e recitazione: l’altra faccia dell’Ancalau

La Passeggiata Letteraria con Paolo Tibaldi, la musica della Filarmonica Bosconerese e lo show di Pippo Bessone con Luca Occelli nel sabato di Bosia

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L’anima popolare e al tempo stesso culturale dell’Ancalau si incarna anche nelle iniziative parallele al Premio, in calendario sabato 20 giugno. Alle 17 infatti si partirà con un appuntamento ormai irrinunciabile, la Passeggiata Letteraria organizzata dalla Fondazione Mirafiore e affidata alle letture di Paolo Tibaldi, mai come questa volta in sintonia con il tema dell’edizione 2026. L’attore albese infatti leggerà alcune parti del libro che ha scritto proprio con Carlin Petrini, ovvero “Vite di Langhe e Roero”, un viaggio tra storia, cultura, vino e comunità che fotografa l’evoluzione straordinaria del territorio e la trasformazione della civiltà rurale, rimasta però nel tempo fedele alla propria anima.
Nel contesto del consueto servizio di ristorazione a Bosia, la Passeggiata anticiperà l’appuntamento serale del Concerto in Piazza e la prima premiazione, quella dedicata all’Ancalau 2026.
E poi, musica! In piazza San Nazario toccherà all’Orchestra Filarmonica Bosconerese: una presenza tutt’altro che casuale: fondata nel 1912 nel comune di Bosconero, nel Canavese, la Filarmonica condivide con l’Ancalau qualcosa di più di una data sul calendario. Entrambe affondano le radici in un piccolo paese di provincia, entrambe non si sono mai arrese alle difficoltà – l’orchestra non si fermò nemmeno durante le due guerre mondiali – ed entrambe hanno saputo crescere fino a farsi conoscere ben oltre i propri confini. In una parola, osano.
Elvira Bianco ci informa che, in oltre un secolo di attività l’organico è passato dalla ventina di fondatori agli attuali cinquanta elementi, e la tradizionale banda è diventata una vera orchestra di fiati, arricchita di recente da violoncelli e contrabbasso. Sotto la direzione del professor Pietro Marchetti, titolare della cattedra di sassofono al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, la Filarmonica ha suonato all’Auditorium Rai, al Piccolo Regio, al Teatro Carignano, spaziando dal repertorio classico al jazz fino ai ritmi sudamericani. A Bosia porterà brani per lo più noti al pubblico, eseguiti con la consueta cura. La connessione con il Premio Ancalau è stata quasi casuale, ma l’intesa è sembrata subito spontanea e promette molto bene per la serata che introdurrà la giornata delle premiazioni a Bosia.
Anche perché, a fare da corollario alla musica, ritroveremo Pippo Bessone, comico e cantautore nato a Carrù e cresciuto artisticamente nelle Langhe, uno di quelli che sul palco ci sa stare da decenni, anche se il mestiere – come spiega lui stesso – da solo non basta se non scatta la magia di una connessione con il pubblico. Bessone si è affermato prima con i Tre Lilu, poi nei panni dell’irresistibile Padre Filip, ora in una formula più intima e narrativa. A Bosia sarà con Luca Occelli, attore, per uno spettacolo che fonde musica, recitazione e racconto. Risponde presto al telefono con la battuta già pronta: «Mi stavo preprando due cipolle caramellate, ma dimmi pure». Lo spettacolo seguirà un copione dove l’improvvisazione sarà alla base di tutto: «Ogni tanto serve l’intuizione giusta. Mi è successo, per esempio, quando ho detto a Luca, fammi due note. Lui ha capito ed è partito letteralmente con due note – tin-tan – e per magia si è creata l’ambientazione perfetta. Era quella giusta per raccontare la storia che avevo in mente, parlava di una ragazza nata nel fondovalle del Tanaro. Lei come tante che, una volta, non uscivano mai, se non per i matrimoni combinati per procura: loro cercavano l’amore e scoprivano che non era così bello come lo avevano immaginato. Il tema della violenza resta attuale ma ha orgini lontane. Sì, è vero, ogni tanto il magone prevale, ma poi torniamo a essere molto ironici e scherzosi».
Bessone scrive in dialetto da quarant’anni, ha cambiato formazioni e partner, c’è da chiedersi come abbia fatto a portare avanti questa cultura popolare in un mondo che cambia a velocità crescente: «è vero che i tempi cambiano, perfino i tajarin non è detto che si facciano ancora con trenta rossi d’uovo. Magari ne usi meno e sono un po’ più sbiaditi. Ma quello che resta sempre è la nostra “maniera”, l’imprinting piemontese».
Il momento che più lo affascina, davanti al pubblico, è quando scatta la magia di cui sopra: «Se non c’è empatia, tu non puoi fare il giullare. Magari non sempre hai la forza e le condizioni per esserlo, allora purtroppo una serata resta un po’ freddina. Ma quando riesci davvero a creare quell’empatia, il divertimento da parte mia è proprio vedere cosa succede. Perché non puoi mai saperlo in anticipo.»
Parla per esperienza diretta. Le stesse parole proposte in un modo passano, in un altro no. Ed è il bello di stare sul palco.
Quanto allo spirito dell’Ancalau, Bessone ci ride su, ma fino a un certo punto. «La parola l’ho sentita solo quando ho saputo del Premio, perché nella vita di tutti i giorni non l’avevo mai usata. Eppure descrive benissimo una certa razza di persone». Lui stesso ne è un esempio lampante. Racconta che una mattina si è alzato e ha deciso di passare una giornata vestito da prete. «Anche se non sono molto clericale». In un negozio la commessa lo fissava perplessa, fino all’arrivo della proprietaria che lo conosceva da una vita. Poi a «benedire» in una fabbrica e in un ristorante. «Una giornata pazzesca. Divertentissima.»
Ci vuole, insomma, una bella faccia tosta. «Come si dice, bisogna avere una faccia di “tola”. L’Ancalau è anche quello: uno che azzarda anche quando non è detto che farà bella figura. Si butta. Tante volte ha le intuizioni giuste, altre volte no. Ma ci prova. Tutto sommato, un po’ lo siamo tutti».

Dieci anni del concorso artistico per le scuole

Decima edizione del Concorso Artistico per le scuole primarie nell’ambito del Premio Ancalau: quest’anno il tema scelto è “Chi cura la terra costruisce il futuro”, un invito rivolto alle classi terze, quarte e quinte delle scuole primarie dei distretti scolastici del territorio a riflettere sul legame tra lavoro, natura e comunità. Gli elaborati (disegni in formato A4 o A3) dovevano pervenire entro il 5 giugno. Il 21 giugno saranno esposti presso i locali di Ca’ Nostra, dove alle ore 11 si terrà la premiazione. La giuria, composta da artisti e creativi, assegnerà tre premi da 200 euro ciascuno, somme destinate all’acquisto di materiale didattico per le scuole vincitrici. Ma tutti i bambini presenti riceveranno il diploma di partecipazione e i gadget degli sponsor, tra cui Fontanafredda, Banca d’Alba, Reale Group, La Stampa, Fondazione Crc.
E il riconoscimento a Carlìn Petrini conferma che innovare e rispettare la natura non sono obiettivi in contraddizione, ma la stessa cosa.

BaNNER
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