Santa Vittoria d’Alba trasforma la sua storia in una galleria d’arte a cielo aperto: i murales dedicati a Carlo Bertero, medico e botanico nato nel 1789 e scomparso nel 1831 nel Pacifico, sono la scommessa culturale che il borgo ha deciso di vincere. Il personaggio più importante della storia del paese, dove lo hanno già definito “Indiana Jones” del Roero. L’idea, promossa da Agostino Angeli insieme all’associazione Anforianus (presidente Maurizio Sartore, la segretaria è Marilena Costantino), punta a far uscire l’eredità di Bertero dalle stanze istituzionali per portarla direttamente nelle strade, creando un percorso che lega arte contemporanea, memoria e turismo.
Il primo murales ritrae l’esploratore in abiti d’epoca ma con un tratto pop e moderno: Bertero guarda i passanti negli occhi, affiancando il busto bronzeo dello scultore Gioachino Chiesa, simbolo ufficiale del paese, senza sostituirlo ma dialogando con esso. «L’obiettivo — spiega Angeli — è rendere la storia accessibile e viva, stimolando la curiosità e l’interesse per la figura dello scienziato». Accanto all’immediatezza delle opere murarie, l’associazione Anforianus custodisce il nucleo storico: nella gipsoteca si trovano il ritratto in gesso e il bozzetto che hanno originato il bronzo comunale. Chi viene catturato dal murales e decide di approfondire può così completare il percorso passando dalla poesia visiva della strada alla densità documentaria del museo.
LA MEMORIA DIVENTA POP
Nel Comune (a metà strada tra Bra e Alba) di circa 2.900 abitanti, sulla rocca che domina il Tanaro a 364 metri di altitudine, il secondo murales, quasi ultimato (autore lo stesso Angeli insieme a Fiorenzo Badellino), mette in scena un veliero e un fiore, sintetizzando il destino dell’esploratore e il legame tra viaggio e botanica. Questa commistione tra arte, fede e scienza trova eco nella vicina Cappella di San Rocco, anch’essa curata dall’associazione: pannelli in tessuto contemporaneo celebrano la figura di Bertero, dimostrando come linguaggi diversi possano far dialogare passato e futuro. Ogni murales sarà presto dotato di spiegazione sul significato della rappresentazione.
La narrazione scelta non segue un ordine cronologico rigido: la priorità è suscitare emozione e stupore, affidando alla forza delle immagini il compito di avviare un percorso di scoperta. Il progetto mira anche a creare una nuova attrattiva turistica nel Roero, capace di raccontare una storia autentica e di richiamare visitatori curiosi. Nuove tappe sono già in cantiere. Per ora resta l’invito a perdersi nelle strade di Santa Vittoria d’Alba, alzare lo sguardo e lasciarsi sorprendere. « C’è un veliero in arrivo – dicono all’associazione Anforianus – da avvistare all’orizzonte e un grande esploratore che, grazie alla sensibilità della sua comunità, sta finalmente trovando la strada per tornare a casa».
Murales e memoria: Bertero, “Indiana Jones” del Roero
L’associazione Anforianus punta sulla figura del medico e botanico dell’800 per farne attrazione storica e turistica. Raggiunse i Caraibi per studiare le piante esotiche


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