«Meno auto, più alternative» La ricetta della Granda

Dalle nuove corsie ciclabili di Alba ai 900 iscritti al Bike to Work di Cuneo: le due città maggiori della provincia investono sulla mobilità sostenibile

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Non è soltanto una questione di piste ciclabili o di qualche chilometro di asfalto ridisegnato. Ad Alba e Cuneo la mobilità sostenibile sta diventando una politica pubblica strutturata, fatta di infrastrutture, incentivi economici e cambiamenti nelle abitudini quotidiane. Le due città più popolose della Granda stanno seguendo strade diverse ma convergenti: ridurre la dipendenza dall’automobile e offrire alternative concrete a cittadini, studenti e lavoratori. L’occasione per fare il punto arriva dalla Giornata mondiale della Bicicletta e dall’annuncio del Comune di Alba dell’avvio dei lavori per nuove corsie ciclabili lungo alcuni assi urbani, tra cui corso Piave e corso Piera Cillario. Un intervento che punta a dare continuità ai percorsi esistenti anche dove non è possibile realizzare piste ciclabili tradizionali. «Non si tratta solo di infrastrutture, ma di un cambiamento culturale che prova a valorizzare la bicicletta come mezzo quotidiano di spostamento», osserva l’assessore alla Mobilità Edoardo Fenocchio. Una visione che si inserisce in un percorso più ampio avviato con l’introduzione, nel gennaio 2026, della figura del mobility manager comunale. Accanto al progetto AlbAttiva, che ridisegnerà gli spazi davanti ai licei cittadini privilegiando studenti e pedoni, Alba guarda ora agli spostamenti casa-lavoro: con Bra, Mondovì e Confartigianato è infatti al lavoro per estendere anche sul territorio il modello Bike to Work già sperimentato con successo a Cuneo, città che oggi può presentare i risultati di un lavoro iniziato nel 2021 con l’istituzione del mobility manager comunale. In cinque anni il capoluogo ha sviluppato una strategia che unisce infrastrutture, incentivi e trasporto pubblico, arrivando a contare oltre 30 chilometri di percorsi ciclabili urbani e a collocarsi ai vertici nazionali per rapporto tra metri di ciclabile e numero di abitanti. Il dato forse più significativo riguarda il programma Bike to Work. Gli iscritti hanno raggiunto quota 900 e sei realtà private del territorio – Michelin, McDonald’s, Bus Company, Tecno World, Confartigianato e Confcommercio – hanno deciso di premiare direttamente i dipendenti che scelgono la bicicletta per raggiungere il posto di lavoro utilizzando il sistema sviluppato dal Comune. «Quando i privati si fidano e investono in una politica di mobilità messa in campo dal Comune è un riconoscimento importante», sottolinea l’assessore alla Mobilità Luca Pellegrino. Accanto ai lavoratori, un altro fronte strategico è quello delle scuole. Una recente rilevazione ha indicato Cuneo come il capoluogo italiano con il maggior numero di scuole collegate alla rete ciclabile; da due anni il Comune promuove inoltre il progetto Bike to School, che in una delle ultime giornate dedicate ha coinvolto circa 500 studenti. La mobilità sostenibile, però, non riguarda soltanto chi pedala. L’amministrazione cuneese investe circa 1,3 milioni di euro all’anno in incentivi legati alla mobilità, dei quali circa 500mila destinati al trasporto pubblico locale. Tra le misure più recenti c’è il Cuneo Pass, che consente di utilizzare gli autobus urbani a 9 euro al mese e che nei primi mesi di applicazione ha più che raddoppiato gli abbonamenti. Secondo Pellegrino, l’effetto combinato di Bike to Work e Cuneo Pass significa almeno 500 automobili in meno ogni giorno sulle strade cittadine. Le esperienze di Alba e Cuneo raccontano due fasi diverse della stessa trasformazione. Da una parte nuove corsie ciclabili, spazi urbani ripensati e una governance appena avviata; dall’altra un sistema che dopo cinque anni produce risultati misurabili. In entrambi i casi la sfida è la stessa: rendere la mobilità sostenibile una scelta quotidiana e non più soltanto una buona intenzione.