Un’edizione che segna una svolta per l’Expo della Sostenibilità, grazie a una formula rinnovata e alla volontà di costruire un progetto sempre più riconoscibile e capace di lasciare un’impronta concreta. «Siamo soddisfatti di questa edizione, che è cambiata molto rispetto agli anni scorsi. Avendo eventi più diffusi nel tempo e nello spazio abbiamo avuto modo di concentrarci maggiormente sui singoli momenti e, complessivamente, ne usciamo davvero molto soddisfatti», spiega Stefano Alessandria, fondatore e presidente di Wild Life Protection Ets e promotore della manifestazione. Una scelta che ha comportato una maggiore complessità organizzativa, ma che ha consentito di alzare l’asticella della qualità. «Pur essendo al quarto anno era giusto provare a fare un passo in più, anche uscendo dalla nostra comfort zone», sottolinea Alessandria. Tra gli appuntamenti che meglio rappresentano questa evoluzione c’è stato l’Expo Innovation Hub del 29 maggio, dedicato alle startup innovative. Un format che ha portato sul palco realtà dell’agritech, dell’energia, dell’economia circolare e della digitalizzazione. Da Agertech a Lampante, da Lorawine a Plantzcare, le aziende partecipanti hanno mostrato come innovazione e sostenibilità possano tradursi in soluzioni concrete per il territorio e per il sistema produttivo. «È stato un piacere ospitare, all’interno della quarta edizione di Expo della Sostenibilità, le startup, che incarnano perfettamente i valori di giovani, innovazione e sostenibilità, i tre punti cardine che guidano l’impegno della nostra associazione», sottolinea Umberto Boffa, vicepresidente di Wild Life Protection Ets. «Siamo riusciti a rivolgerci al mondo dell’imprenditoria con un format che avesse qualcosa di nostro, lasciando ampio spazio ad aziende e istituzioni», osserva Alessandria. Boffa evidenzia inoltre il valore complessivo dell’edizione 2026: «Si conclude così una quarta edizione diffusa, che ha coinvolto 12 città e messo in relazione studenti, aziende, startup e istituzioni. A coronare questo percorso è stata la mostra “Just Open Your Eyes”, organizzata a Roddi in collaborazione con Valerio Berruti, che ha registrato oltre duemila ingressi nel corso di un mese di apertura». Un altro tassello importante è stato il Premio Comuni del 30 maggio, che quest’anno ha registrato un numero particolarmente elevato di candidature. «Abbiamo ricevuto tantissime candidature e selezionato i migliori progetti. È stato un passaggio ulteriore rispetto al passato: non ci siamo limitati a raccontare le esperienze, ma abbiamo provato a dare un contributo concreto nella selezione e nella valorizzazione delle azioni più significative». La stessa filosofia ha guidato il riconoscimento assegnato a 32 nuove Green School e la mostra dedicata all’artista Valerio Berruti, iniziative che hanno ampliato il raggio d’azione dell’Expo oltre la dimensione puramente divulgativa. «Cerchiamo sempre di più di creare qualcosa che non sia soltanto utile a promuovere esempi virtuosi di sostenibilità, ma che abbia anche una nostra filosofia ben riconoscibile. Vogliamo continuare a promuovere una sostenibilità a 360 gradi, in un’ottica propositiva e di speranza verso il futuro». L’obiettivo è continuare a crescere mantenendo saldo il legame con il territorio, favorendo il confronto tra istituzioni, imprese, scuole e cittadini attorno ai temi della transizione ecologica e dell’innovazione sostenibile. Una visione che coinvolge imprese, istituzioni, scuole e cittadini in un racconto comune del cambiamento.
L’Expo cresce e si rinnova «Un’identità sempre più forte»
Wild Life Protection traccia il bilancio dell’edizione 2026: Premio Comuni, startup, Green School e una manifestazione sempre più diffusa sul territorio


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