Elisa, influencer della bici: «Soffro di ciclistite acuta»

L’atleta è di Valdengo (Biella). Conta 194mila follower su Instagram e 33.400 su Facebook. I social, nati per scherzo, sono diventati un’attività vera

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Elisa Scarlatta, classe 1986. Sui social si definisce “influencer e ciclista e non sempre in quest’ordine”. È di Valdengo, in provincia di Biella. È mamma e moglie e, manco a dirlo, ha una passione irrefrenabile per la bicicletta. Conta 194mila follower su Instagram e 33.400 su Facebook. Sposata con Mirco, la coppia condivide un grande amore per le due ruote, come spesso raccontato dall’atleta biellese nelle sue interviste e sui canali social.
Elisa, com’è nato il desiderio irrefrenabile di pedalare?
«Un “vizio” di famiglia: mio nonno era un professionista e anche mio papà Gilberto è corridore. È con lui che ho iniziato ad appassionarmi: ogni volta che papà tornava da una corsa o da un semplice allenamento mi trasmetteva carica e grinta a volontà. Poi ho iniziato a seguirlo in ogni angolo d’Italia, ad ogni evento su due ruote».
E l’attività sui social?
«È iniziata per scherzo. Ho cominciato a pubblicare foto, storie, video e reel sui social. Ho visto che il seguito era sempre più alto. Sia per numero di persone comuni, sia per appassionati di ciclismo come me. Ho proseguito, sono stata contattata da brand e negozi, così è diventata una professione».
Che cosa racconta?
«La mia passione per la bicicletta, le pedalate, il vento nei capelli, lo sforzo, ma anche il piacere di un’attività sportiva sana».
In uno dei video più divertenti, lei inscena la visita dal medico che le fa una diagnosi: “ciclistite acuta”.
«Sì, per prendermi in giro un po’ da sola (ride, ndr). Perché il mio problema è il divano: sto male solo quando sono ferma. Per il resto del tempo penso a quando pedalerò».
Pensa che potrebbe esserci davvero un’estremizzazione della pedalata, insomma quasi “una fissa” per qualcuno?
«No, non credo, deve essere sempre tutto un divertimento, altrimenti non si deve nemmeno salire in sella. Lo sport, e il ciclismo in particolare, deve essere fatto per star bene, anzi star meglio, una visione sana delle due ruote. Se ci fosse un’estremizzazione per la bici, sarebbe negativo».
A quali gare ha partecipato in provincia di Cuneo?
«Alla Bra Bra, ma non sono mai riuscita ad iscrivermi alla Fausto Coppi. Magari lo farò in futuro. Parteciperò alla 24 Ore di Feltre (12 e 13 giugno) e mi sto allenando per la Maratona Dolomiti, in Alta Badia, una delle granfondo su strada più amate, a luglio: 4.200 metri di dislivello e 138 km… da pedalare».