Baskin, la cavalcata vincente dell’istituto “Giolitti Bellisario”

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èlo sport che dà più l’idea in modo plastico di ciò che vuol dire inclusione, collaborazione, spirito di squadra a beneficio dei più deboli. Giocando con il sorriso. È il Baskin, vale a dire il basket inclusivo, progettato per permettere a giocatori con e senza qualsiasi tipo di disabilità di giocare nella stessa squadra. A Mondovì l’istituto di scuola secondaria di secondo grado “Giolitti Bellisario” ha scalato il tetto d’Italia, laureandosi, nei giorni scorsi, campione nazionale ai Giochi della Gioventù, a Roma, dove si sono sfidati migliaia di studenti.
Come si gioca? Ogni giocatore riceve un “numero di ruolo” (da 1 a 5) in base alle proprie capacità motorie e di tiro. L’1 e il 2 sono giocatori con disabilità più grave e giocano in aree protette e laterali, di seguito i giocatori con abilità e disabilità intermedie o normodotati alle prime armi. Infine il ruolo 5: giocatori esperti o normodotati con buone abilità cestistiche. Invece di due sono quattro i canestri sul campo (due sono più bassi). Il regolamento tutela l’equilibrio della gara, impedendo ai giocatori più abili di sopraffare quelli con disabilità. Nella fase a gironi la squadra ha letteralmente sbaragliato la concorrenza superando nell’ordine: Liguria, Marche, Sicilia e Friuli-Venezia- Giulia, conquistando con pieno merito l’accesso alle semifinali tra le migliori quattro squadre d’Italia.
La semifinale contro il Veneto è stata una vera battaglia sportiva, ricca di colpi di scena ed emozioni fino all’ultimo secondo. Nell’ultima azione il capolavoro: rapido scambio tra Davide Massano e Daniel Sedda, palla filtrante per Aurora Terreno che entra in area e appoggia al tabellone il canestro della vittoria, sulla sirena finale. Finisce 31-29 nel tripudio degli spalti gremiti. La finalissima è contro la Toscana, rappresentata dalla forte formazione di Barga (Lucca). Il risultato finale: 45-39 e si scatena la festa tricolore. A conquistare il titolo nazionale sono stati: Erik Bertolino, Daniel Sedda, Davide Massano, Alessandro Fresia, Francesco Roatta, Aurora Terreno, Lisa Sattragno, Eleonora Avesani, Giada Capasso, Greta Mauro, Asia Bevacqua, Noemi Marengo, Miriam Faccia e Chiara Terreno. Grande soddisfazione anche per Lucia Terreno della classe 2ª Agrario, che alle finali ha conquistato uno splendido terzo posto nei 100 metri categoria DIR femminile, salendo sul podio nazionale. «Un risultato che riempie d’orgoglio tutta la comunità scolastica – commenta la dirigente scolastica Donatella Garello – e che rappresenta al meglio i valori autentici dello sport: inclusione, partecipazione, rispetto e lavoro di squadra. I nostri studenti hanno lottato insieme, si sono sostenuti a vicenda e hanno conquistato un risultato che dimostra come, quando impegno, talento e inclusione camminano insieme, si possono raggiungere traguardi straordinari. Il titolo rimarrà nella storia dell’istituto».

 

Regala un sorriso: a Cherasco ritornano
le sfide che raccolgono fondi per l’Asl Cn2

Sabato 13 giugno, alle 15, negli impianti sportivi di Roreto di Cherasco, si svolgerà la giornata benefica a favore dell’associazione “Regala un Sorriso Piemonte Odv”. Parteciperanno le squadre di calcio Vecchie Glorie Roretesi, Ordine degli Avvocati di Torino e la squadra dell’Ospedale Asl Cn2; i “ragazzi speciali” di SportAbili, Sport Senza Barriere e Asd Senza Limiti Torino; inoltre le giovanili della Roretese, della Cheraschese e del Bra. Il pomeriggio sportivo avrà il culmine intorno alle ore 20, sempre nel centro di via Malabaila, con la Cena Solidale offerta dal Comune di Cherasco e organizzata dalle Pro Loco cheraschesi. Prenotazione obbligatoria all’ufficio turistico al numero 0172 427050. Lo scopo dell’evento è sostenere l’associazione benefica “Regala un Sorriso Piemonte Odv” per l’acquisto di un “ecografo 3d” evoluto di ultima generazione, utile per la diagnosi precoce dei tumori al seno, a favore dell’Asl Cn2. Carmelo Franceschini, presidente dell’associazione: «Cherasco si conferma “Città dei Sorrisi”: quando c’è da aiutare i bambini e le persone in difficoltà, la comunità cheraschese è sempre presente e pronta a offrire il proprio sostegno: fare del bene fa stare bene».