Buone pratiche e lavoro di squadra: a Mondovì un modello multispecialistico per la salute mentale dei giovani

0
1
ASL CN1

Un’esperienza concreta, strutturata e soprattutto condivisa: è quella che sta prendendo forma all’Ospedale di Mondovì, dove un lavoro integrato tra più servizi dell’ASL CN1 sta offrendo una risposta innovativa e coordinata ai bisogni dei minori e giovani adulti tra i 14 e i 25 anni con disturbi psichiatrici.

Il progetto coinvolge il Dipartimento di Salute Mentale (Centro di Salute Mentale e Reparto di Psichiatria), il Dipartimento Materno Infantile (Pediatria e Neuropsichiatria Infantile) e il Servizio Dipendenze Patologiche, con l’obiettivo di garantire ricoveri appropriati, percorsi condivisi e una presa in carico territoriale continua per tutto il territorio dell’ASL CN1.

Al centro c’è un team multispecialistico composto da psichiatri, neuropsichiatri infantili, medici del SerD, infermieri, educatori e terapisti della riabilitazione psichiatrica. Una rete che non si limita all’ospedale, ma che coinvolge attivamente le famiglie e la comunità monregalese attraverso il Cantiere Adolescenti, in dialogo con scuole, parrocchie, associazioni sportive e realtà di volontariato come l’Associazione Volontari Ospedalieri e l’associazione Affidati, impegnata sui disturbi del comportamento alimentare.

Un elemento di assoluta rilevanza — e unico in Italia — è l’attivazione della reperibilità h24 non solo degli psichiatri, ma anche dei neuropsichiatri infantili per le urgenze del DEA di Mondovì. Un servizio che permette di accogliere con tempestività e sensibilità ragazze e ragazzi in condizioni di grave sofferenza mentale, garantendo continuità clinica e umana.

Il ringraziamento espresso da più parti va ai professionisti coinvolti, ai primari dei reparti interessati e soprattutto alla Direzione Generale dell’ASL CN1: il Direttore Generale Giuseppe Guerra, il Direttore Sanitario Monica Rebora e la Direzione Sanitaria del Presidio Mondovì‑Ceva. Un sostegno fondamentale, sia organizzativo sia economico‑finanziario, in un momento complesso per la sanità pubblica italiana.

Un modello che dimostra come la collaborazione tra servizi, territorio e famiglie possa diventare una vera buona pratica, capace di offrire risposte concrete e di qualità ai bisogni di salute mentale dei giovani.