Saluzzo aspetta il Giro Women «Una prima assoluta»

Domenica 7 giugno il grande ciclismo chiuderà nelle Terre del Monviso: l’assessore Enrico Falda racconta l’avvicinamento a una giornata storica

0
0

Ultima tappa, ultima maglia rosa. Stavolta, però, il Giro d’Italia Women non chiuderà in una grande città ma a Saluzzo, meno di 20 mila abitanti nel cuore delle Terre del Monviso. Sarà la prima città così piccola a ospitare insieme partenza e arrivo dell’atto finale del Giro, maschile o femminile. «Nel bilancio preventivo 2026 non c’era assolutamente traccia della tappa finale del Giro d’Italia», racconta l’assessore allo Sport e al Bilancio Enrico Falda. «È stata una sorpresa per tutti». Nel giro di poche settimane Saluzzo si è trasformata nella capitale rosa del ciclismo femminile. Corso Italia è già attraversato dalle bandiere rosa e la città si prepara ad accogliere migliaia di persone tra squadre, staff, media e tifosi. La tappa finale sarà tutt’altro che una passerella. I 143 chilometri disegnati da Rcs attraversano gran parte del territorio del Monviso con un percorso nervoso e spettacolare. Dopo la partenza da Saluzzo, il gruppo salirà verso il Pinerolese affrontando il primo Gpm (Gran premio della montagna) di giornata a Montoso, oltre i 1.200 metri. Poi la corsa tornerà verso la pianura passando dalla Colletta di Paesana, tra continui saliscendi e strappi capaci di spezzare il ritmo del gruppo. Il finale promette spettacolo. A circa trenta chilometri dall’arrivo arriverà la Colletta di Brondello, ultimo Gpm di giornata: una salita breve ma dura, perfetta per attacchi e ultimi tentativi di ribaltare la corsa prima del rientro verso Saluzzo. Gli ultimi chilometri accompagneranno il gruppo tra Costigliole Saluzzo, Verzuolo e Busca prima dell’arrivo conclusivo previsto in via Circonvallazione, accanto alla sede di Eviso, partner dell’evento.

Che cosa rappresenta per Saluzzo ospitare il Giro Women?
«Per noi è una prima assoluta. Abbiamo avuto passaggi importanti, dal Giro alla Vuelta, ma mai un evento così. Anche Rcs ci ha detto che non era mai successo che una città sotto i 20 mila abitanti fosse scelta sia per la partenza sia per l’arrivo dell’ultima tappa del Giro d’Italia».

Per Saluzzo il Giro rappresenta anche il risultato di anni di investimenti sul cicloturismo e sulla valorizzazione del territorio. Le “Scalate leggendarie” e le ciclovie verso Torino raccontano una strategia che ora trova nella corsa rosa la sua vetrina internazionale.
Quanto lavoro c’è dietro una tappa così?
«Gigantesco. Significa gestire sicurezza, viabilità, logistica e comunicazione ai cittadini. Il 7 giugno la città sarà praticamente bloccata e stiamo chiedendo a tutti collaborazione e pazienza».

Saluzzo si prepara così a giorni intensissimi. Rai, Eurosport e le piattaforme internazionali porteranno le immagini del Monviso in tutto il mondo.
Perché questa tappa è importante per il territorio?
«Perché non parliamo soltanto di Saluzzo. Parliamo delle Terre del Monviso. La corsa attraverserà quasi tutto il territorio e questo si sposa perfettamente con il lavoro che stiamo facendo da anni sul cicloturismo».

La città si prepara anche al suo grande fuori corsa. Il 5 giugno sarà il giorno della Notte Rosa organizzata insieme alla Fondazione Bertoni: musica, spettacoli e iniziative diffuse dedicate al ciclismo.
Come state coinvolgendo cittadini e commercianti?
«Stiamo chiedendo a tutti di colorare la città di rosa. Forniremo bandierine ai negozi e speriamo che ogni via possa partecipare con allestimenti e iniziative proprie».
Dal giorno successivo inizierà il montaggio del villaggio Giro e delle strutture tecniche che trasformeranno Saluzzo nel centro operativo del ciclismo mondiale femminile. Per un weekend, il Monviso sarà lo sfondo dell’ultima battaglia rosa.