“Imprese Vincenti” del Terzo Settore il valore sociale al centro della crescita

Sostenibilità economica e modelli organizzativi solidi e innovativi sono stati l’occasione per premiare realtà che generano benefici per la collettività

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Si è svolto a Milano il quattordicesimo appuntamento della nuova edizione di “Imprese Vincenti”, il programma della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, guidata da Stefano Barrese, dedicato alle eccellenze imprenditoriali italiane. Protagoniste dell’incontro sono state dieci realtà del Terzo Settore provenienti da tutta Italia, selezionate come esempi di impresa sostenibile e inclusiva: Cabiria Soc. Coop. Sociale a.r.l. di Parma; Consorzio Jobel Impresa Sociale S.r.l. di Crotone; Consorzio FA – Famiglie e Accoglienza di Brignano Gera d’Adda; La Contrada S.c.s. di Torino; LILT Milano Monza e Brianza A.p.s.; Opera in Fiore Coop. Sociale di Milano; Provincia S. Antonio dei Frati Minori ETS di Bologna; San Camillo de Lellis Coop. Sociale di Sassari; Cooperativa Sociale Oasi Onlus di Mesagne e Welcomedica Roma S.r.l. Tutte queste realtà riceveranno da Intesa Sanpaolo e dai partner di progetto un supporto strategico per affrontare ogni fase della vita aziendale e a coordinare questo impegno è la Direzione Impact della banca, la struttura dedicata all’economia del Bene comune.
«Le dieci Imprese Vincenti – ha dichiarato Andrea Lecce, Responsabile Direzione Impact di Intesa Sanpaolo – si distinguono per la capacità di coniugare sostenibilità economica e impatto sociale, ponendo al centro le persone, l’inclusione e modelli organizzativi solidi e innovativi. Il loro operato conferma il valore strategico del Terzo Settore: ogni euro investito genera benefici per la collettività fino a tre volte superiori».
Tra le realtà premiate anche La Contrada, cooperativa sociale torinese nata dieci anni fa dall’iniziativa di alcune famiglie per offrire sostegno a nuclei familiari fragili, inizialmente soprattutto a persone migranti. A raccontarne il percorso è stato il presidente Giacomo Paolo Ciavarella, che ha ricordato il sostegno ricevuto da Intesa Sanpaolo fin dalle prime fasi di avvio della cooperativa.
«Siamo nati praticamente da zero – ha spiegato Ciavarella – e il rapporto con Intesa Sanpaolo è iniziato dall’esigenza di aprire un conto corrente. Abbiamo però incontrato persone che hanno accompagnato concretamente il percorso di crescita della cooperativa». Un supporto che si è tradotto anche in strumenti concreti per sviluppare i progetti della cooperativa. «All’inizio abbiamo preso in affitto una struttura molto grande e onerosa che ci ha permesso di avere una sede operativa. Successivamente è arrivato un mutuo ipotecario grazie al quale abbiamo acquistato uno spazio diventato oggi un’esperienza di housing sociale che funziona molto bene».
Il modello promosso da La Contrada si fonda sul principio del “mix sociale”, ovvero sulla valorizzazione delle differenze come ricchezza per la comunità. «Le persone che vivono nei nostri progetti condividono spazi, momenti e forme di sostegno reciproco nella quotidianità. Questo permette di creare relazioni, evitare l’isolamento sociale e costruire una rete di vicinato attivo». Secondo Ciavarella, il social housing rappresenta una risposta concreta alle nuove fragilità sociali, perché consente alle persone di mantenere più a lungo la propria autonomia all’interno di contesti protetti e inclusivi. Un modello che, ha sottolineato il presidente, può essere utile anche alle amministrazioni locali nell’ottica di una migliore gestione delle risorse e dei servizi. La cooperativa guarda inoltre alle nuove generazioni con un progetto di social housing dedicato ai giovani del territorio. «Vediamo nascere esperienze molto interessanti – ha concluso Ciavarella – basate non solo sulla condivisione degli spazi, ma anche sull’accoglienza, sulla cultura e sulla socialità. Percorsi che possono diventare occasioni di crescita personale e civile».