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Valform accelera sulla crescita «La nostra forza sono le persone»

Giorgio Bernardi racconta la trasformazione del suo caseificio a Martiniana Po tra sacrifici familiari, investimenti e innovazione. Una storia imprenditoriale dinamica e giovane che guarda ai mercati esteri

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C’è un momento preciso in cui una storia di famiglia smette di essere soltanto continuità e diventa visione. Per Giorgio Bernardi quel momento arriva nel 2022, quando assume ufficialmente la guida di Valform, azienda casearia piemontese che oggi rappresenta la quarta generazione di una famiglia cresciuta nel mondo del latte e dei formaggi.
«Io sono la quarta generazione», racconta Bernardi. «Tutto è iniziato con mio bisnonno Giacomo negli anni Sessanta qui a Martiniana Po. Poi la storia dell’azienda si è intrecciata con quella della nostra famiglia, tra cambiamenti, sacrifici e nuove partenze».
Un susseguirsi di avvenimenti fatta di svolte improvvise, di riorganizzazioni familiari e di quella voglia di riscatto che, ancora oggi, Giorgio Bernardi considera il vero motore dell’impresa. Dopo la chiusura dell’attività del nonno, infatti, ogni ramo della famiglia prende la propria strada. Suo padre decide di ricominciare quasi da zero: nel 1992 apre una piccola produzione di ricotta in affitto da Osella, fino ad arrivare nel 2000 alla costruzione dello stabilimento produttivo di Martiniana Po.
«I miei genitori si sono privati di tutto pur di costruire qualcosa», racconta. «Avevano un forte desiderio di riscatto e una voglia incredibile di lavorare».
Giorgio entra in azienda giovanissimo. Ha appena quindici anni quando decide di lasciare il liceo scientifico per dedicarsi completamente al caseificio. Una scelta nata quasi per sfida, dopo un’estate trascorsa accanto al padre tra produzioni e consegne all’alba. Mio padre iniziava alle due del mattino. Pensava che mi sarei stufato dopo pochi giorni. Invece mi è piaciuto subito». Da quel momento il lavoro diventa totalizzante. Prima la produzione, poi la gestione dei turni, dei dipendenti e dei processi industriali. Nel frattempo l’azienda cresce rapidamente: dai 100 quintali di latte lavorati ogni giorno nei primi anni Duemila fino ai volumi attuali che superano i 1.200 quintali giornalieri nei periodi di punta. Ma il percorso non è lineare. Nel 2012 arriva la diagnosi di un linfoma. Un anno difficile, segnato da ospedali, cure e operazioni.
«Quella malattia mi ha cambiato profondamente», racconta Bernardi. «Mi ha insegnato che c’è una cosa che nessuno può toglierti: il sorriso». Dopo la guarigione torna immediatamente al lavoro. Poi arriva un’altra esperienza decisiva: il trasferimento a San Marino con la sorella per seguire l’apertura di un nuovo caseificio di famiglia. Due anni vissuti lontano da casa, in un mercato completamente nuovo, tra difficoltà operative e ambizioni internazionali legate all’export verso la Russia.
«Lì ho imparato cosa significa davvero costruire un’azienda da zero», spiega. «Quando nessuno ti conosce, ogni cosa diventa più complicata». Nel 2019 rientra a Martiniana Po con una consapevolezza diversa. L’azienda cresce, lui inizia a seguire sempre di più l’area commerciale e lo sviluppo strategico. Poi arriva il Covid, seguito dalla crisi energetica e dall’impennata dei costi delle materie prime.
«Il 2022 è stato l’anno più complicato», ricorda. «Dovevamo spiegare ai clienti aumenti di prezzo anche superiori al 50%. È stato durissimo». A cambiare tutto è una conversazione con quella che oggi è sua moglie. «Mi disse: “Se è davvero quello che vuoi fare, provaci. Se fallisci almeno ci avrai provato”. Quelle parole mi hanno acceso qualcosa dentro». Così, nel 2023, Giorgio Bernardi decide di assumersi completamente la responsabilità dell’azienda insieme alla madre. Inizia una nuova fase fatta di investimenti importanti, innovazione tecnologica e riorganizzazione interna. Uno dei passaggi più delicati riguarda l’installazione di un nuovo impianto produttivo da oltre un milione di euro dedicato alla mozzarella. Un investimento rischioso, inizialmente accompagnato da problemi tecnici e momenti di forte tensione. «A un certo punto mi dissero che forse avevo sbagliato tutto», racconta. «Mi è crollato il mondo addosso». Lo stress accumulato porta anche a conseguenze fisiche importanti: nel 2024 Giorgio Bernardi viene colpito da una crisi epilettica legata proprio all’eccessiva pressione lavorativa. Ma anche questa volta decide di ripartire. Determinante è l’arrivo di nuovi collaboratori e di una squadra giovane costruita quasi interamente in casa. Oggi Valform conta circa quaranta dipendenti con un’età media molto bassa.
«Abbiamo investito tantissimo sui giovani», sottolinea. «Li abbiamo formati internamente e oggi rappresentano il nostro vero punto di forza». I numeri raccontano bene la crescita dell’azienda: dai circa 6 milioni di euro di fatturato del 2022 ai 13,5 milioni raggiunti nel 2025, con una previsione che punta a superare i 15 milioni nel 2026. Parallelamente cresce anche la presenza internazionale: Polonia, Romania, Germania, Francia, Spagna e persino Capo Verde rappresentano oggi i primi mercati esteri aperti dall’azienda.
Alla base della crescita c’è soprattutto l’innovazione produttiva.
«La tecnologia oggi fa la differenza», spiega Bernardi. «Ma senza le persone giuste non vai da nessuna parte. «Io credo tantissimo nei giovani», dice. «Quando trovi persone che sposano davvero il progetto aziendale, allora puoi crescere davvero».
Nonostante i risultati, Bernardi mantiene uno sguardo estremamente concreto sul futuro. È consapevole delle difficoltà di un mercato sempre più dominato dai grandi gruppi industriali, ma rivendica il valore dell’agilità e della capacità di reinventarsi rapidamente. «Quando sei determinato metti in campo motivazione, costanza e resilienza», conclude. «Ed è questa la nostra forza, l’unicità di Valform».

BaNNER
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