Per spiegare la riforma degli istituti tecnici (scuole superiori dei settori economici e tecnologico), approvata a febbraio 2026, è utile precisare prima di tutto “il perché”. L’idea è di proporre percorsi coerenti con le esigenze produttive del territorio, oltre che più ampie opportunità di occupazione qualificata per i giovani e la possibilità di scegliere: ingresso diretto nel mondo del lavoro dopo il quadriennio; percorso negli ITS Academy per diventare Tecnico Superiore oppure ancora l’iscrizione all’università.
CHE COSA PREVEDE
La riforma prevede una revisione radicale dei programmi con l’obiettivo di allineare la formazione scolastica alle esigenze dell’industria 4.0 e 5.0. Il nuovo assetto, operativo dal 2026/2027, introduce percorsi 4+2 (4 anni di superiori + 2 di ITS) e riduce le ore di materie teoriche in favore di laboratori e attività in collaborazione con le aziende. Gli ITS (Istituti Tecnici Superiori), oggi
chiamati ITS Academy, sono scuole di
eccellenza post-diploma ad alta specializzazione tecnologica. Rappresentano un percorso formativo biennale (o triennale senza prove di ingresso aggiuntive) che alterna teoria e molta pratica, nato per colmare il divario tra scuola e lavoro e formare tecnici super-specializzati in settori strategici per l’economia.
I PUNTI CHIAVE
Struttura 4+2: la riforma mira a consolidare la filiera formativa che unisce tecnici e professionali agli Its Academy.
Riduzione delle materie generali: si registra una diminuzione delle ore dedicate alle materie teoriche, in particolare nel biennio.
Accorpamento materie scientifiche: discipline come Scienze della Terra, Biologia, Chimica e Fisica verranno accorpate in una nuova area “Scienze sperimentali”, riducendo il monte ore complessivo.
Avvio anticipato della specializzazione: il biennio comune viene modificato per introdurre materie professionalizzanti già dal primo anno (13-14 anni).
Autonomia e competenze: maggiore flessibilità ai singoli istituti per programmare le attività e focus sul rafforzamento delle competenze Stem. La riforma prevede dunque che, dopo 4 anni di istituto tecnico o professionale, si possa conseguire un diploma quadriennale che viene considerato alla stregua di un diploma quinquennale.
L’INTENZIONE
La riforma del “4+2”, in definitiva, vorrebbe tentare di trasformare l’istruzione tecnica e professionale in una vera e propria “filiera formativa”, spiega il portale “Studenti.it”. Questo perché il mondo della scuola e quello delle imprese diventino parti di un unico percorso mirato per accompagnare gli studenti verso competenze avanzate ed un ingresso certo nel mondo del lavoro.
CRITICHE SOLLEVATE DA DOCENTI E SINDACATI
In piazza, anche a Cuneo, si sono visti insegnanti e sindacalisti. Hanno espresso preoccupazioni, definendo la riforma “avventata” e orientata a una “mera funzionalità produttiva”, a scapito della formazione culturale generale. Le obiezioni principali. Riduzione dell’organico: la revisione dei quadri orari rischia di comportare una riduzione delle cattedre. Povertà educativa: la Rete cuneese degli istituti tecnici ha chiesto al ministro Valditara di rivedere le scelte, temendo un calo nella preparazione degli studenti. Didattica: il passaggio da un biennio comune a un orientamento precoce è visto da alcuni come un superamento della logica inclusiva.
Pubblicato il calendario dell’anno scolastico 2026/2027
èstato definito il calendario scolastico 2026-2027. L’anno inizierà lunedì 14 settembre 2026 per terminare giovedì 10 giugno 2027 (mercoledì 30 giugno per le scuole dell’infanzia).
Il calendario approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni comprende 206 giorni di lezione in aula negli istituti in cui si frequenta dal lunedì al sabato, 173 dove si resta in classe fino al venerdì. Potranno ridursi di un giorno per la ricorrenza del Santo Patrono. In considerazione del servizio svolto, le scuole dell’infanzia potranno anticipare l’inizio delle lezioni.
Le vacanze. Definiti anche i periodi di sospensione dell’attività didattica: da lunedì 7 a martedì 8 dicembre 2026 ponte dell’Immacolata; da mercoledì 23 dicembre a mercoledì 6 gennaio 2027 per le vacanze di Natale (le lezioni riprenderanno giovedì 7 gennaio); da sabato 6 febbraio a mercoledì 10 febbraio per le vacanze di Carnevale; da giovedì 25 marzo a martedì 30 marzo per le vacanze di Pasqua; sabato 1° maggio per la Festa del Lavoro; mercoledì 2 giugno per la Festa della Repubblica; Festa del Santo patrono: qualora cada in un giorno nel quale è previsto lo svolgimento dell’attività didattica.


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