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La mano delle mafie sull’ambiente conteso

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Ecomafia. La parola ha più di trent’anni: comparve per la prima volta in un rapporto del 1994 firmato da Legambiente con Eurispes e Arma dei Carabinieri. Allora descriveva un fenomeno che molti consideravano marginale; oggi è uno dei capitoli centrali delle relazioni della Direzione nazionale antimafia. Ciclo illegale del cemento, traffico di rifiuti, agromafie, racket degli animali, aggressione al patrimonio artistico e archeologico, infiltrazioni nella green economy e nei fondi del Pnrr: la cartografia si è allargata, le rotte si sono fatte transnazionali e il bene comune più prezioso – la salute del pianeta – è diventato uno dei terreni di conquista più redditizi per la criminalità organizzata.
È da questo paesaggio che parte “La mano delle mafie sull’ambiente”, l’incontro in programma venerdì 5 giugno alle 18.30 nella sala storica del Teatro Sociale G. Busca di Alba, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente. Un appuntamento che chiude l’undicesima edizione di Circonomia – il Festival Internazionale dell’Economia Circolare e della Transizione Ecologica – e che porta nelle Langhe una delle voci più ascoltate della magistratura italiana: Giovanni Melillo (foto a destra), Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. Foggiano, classe 1959, Melillo è alla guida della Dna dal maggio 2022, eletto dal Consiglio superiore della magistratura come successore di Federico Cafiero De Raho. Quasi quarant’anni di magistratura: a metà anni Ottanta i primi passi come pretore a Barra, periferia est di Napoli; poi la stagione partenopea come sostituto, la consulenza giuridica al Quirinale tra il 1999 e il 2001 e il primo approdo alla Direzione nazionale antimafia, dove si occupa delle indagini sulle stragi mafiose del biennio 1992-93 e contribuisce a ricostruire il ruolo controverso di Paolo Bellini. Seguono il ritorno a Napoli come procuratore aggiunto, gli anni a via Arenula come capo di gabinetto del ministro Andrea Orlando (2014-2017) e il vertice della Procura partenopea, dal 2017 al 2022. A intervistarlo saranno i giornalisti Francesco Pungitore (foto a sinistra), e Francesca Pinaffo, in un dialogo che si annuncia tutt’altro che convenzionale. Quanto pesa la criminalità organizzata sull’economia che si autodefinisce “verde”? Esiste un Nord che si crede estraneo e che invece è snodo cruciale dei traffici? Dalla legge 68/2015 sugli ecoreati ad oggi, gli strumenti repressivi sono adeguati? La testimonianza di Fondazione con il Sud, partner dell’incontro, sposterà poi lo sguardo dal versante repressivo a quello civile, raccontando come la rete del Terzo settore presidi i territori più esposti. L’appuntamento si inserisce nel cartellone “Circonomia Off”, la sezione che estende oltre le tre giornate principali (21-23 maggio) il tema scelto per il 2026, “Le radici dell’oggi”. Una formula che invita a leggere le grandi crisi del presente – clima, risorse, geopolitica – cercandone le cause profonde. La legalità ambientale, in questa cornice, non è una variabile secondaria: è la condizione perché la transizione ecologica resti tale, e non diventi l’ennesima occasione di profitto per chi del bene comune ha sempre fatto preda.
L’ingresso al Teatro Sociale è libero e gratuito, fino a esaurimento posti. Prenotazioni su Eventbrite. Un invito che, nell’anno in cui Alba torna capitale italiana del dibattito sulla sostenibilità, ricorda una verità troppo spesso lasciata sullo sfondo: difendere l’ambiente, oggi, significa difendere lo Stato di diritto.

Territori, comunità e partecipazione: reti civili per cambiare

Nata il 22 novembre 2006 dall’alleanza tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del terzo settore e del volontariato, la Fondazione con il Sud promuove l’infrastrutturazione sociale nelle regioni dell’Italia meridionale con percorsi di coesione sociale e buone pratiche, sostenendo reti di soggetti che lavorano insieme per il bene comune. Tra i suoi ambiti di intervento c’è anche quello della legalità e del rapporto con l’ambiente: la Fondazione, oltre al recupero di terreni incolti e la tutela ambientale del territorio, sostiene progetti per il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie e per la valorizzazione dei beni comuni, convinta che ambiente e legalità non siano temi separabili. Spesso la criminalità organizzata agisce proprio sulle risorse naturali come il suolo, le coste, i rifiuti e contrastare questi fenomeni è parte fondamentale di qualsiasi forma di sviluppo sostenibile. È questa connessione profonda tra ambiente e legalità che porta un’esperienza promossa dalla Fondazione con il Sud sul palco di Circonomia il 5 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, accanto al Procuratore Nazionale Antimafia Giovanni Melillo. Una presenza che ricorda come buone pratiche e innovazione sostenibile si costruiscono anche grazie alla forza e al coraggio di chi lavora ogni giorno per costruire un paese diverso.

 

Spazzamondo: camminare, pulire, partecipare

C’è un modo per fare del bene all’ambiente e tenersi in forma allo stesso tempo. Si chiama
clean up ed è la pratica di raccogliere i rifiuti abbandonati mentre si cammina, che sia durante un’escursione, una passeggiata o un’attività programmata vera e propria. Questa pratica si è diffusa rapidamente in tutto il mondo come forma di attivismo ambientale accessibile a tutti, capace di unire movimento fisico e cura del territorio. Circonomia 2026, in collaborazione con la Fondazione Crc, porta nelle strade di Alba Spazzamondo, la più grande campagna collettiva di raccolta rifiuti in provincia di Cuneo che coinvolge Comuni, cittadini, associazioni e aziende del territorio per manifestare il proprio impegno a prendersi cura dell’ambiente. Una sessione aperta a tutti per pulire insieme la città e cominciare la giornata con un gesto concreto di sostenibilità e cura per l’ambiente. Al termine della giornata verrà stimato il peso dei rifiuti raccolti nonché l’equivalente di CO2 eliminato dall’ambiente grazie a questo gesto collettivo, che si inserisce all’interno della campagna Let’s Clean up Europe.

 

BaNNER
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