Quattro giovani ricercatori torinesi si sono messi in testa di risolvere uno dei problemi più silenziosi dell’agricoltura moderna: il 50% dei fertilizzanti sparsi nei campi non raggiunge mai le piante. Si scioglie, scorre via, finisce in falda. I pesticidi vanno peggio: il 90% si disperde nell’ambiente senza colpire il bersaglio. La risposta è Altered Materials – startup nata tra i laboratori del Politecnico di Torino, fondata da Marco Illich, Morena Rolando, Carlo Amata e Silvia Fraterrigo Garofalo – e la sua nanocapsula grande quanto un centesimo di capello umano. Dentro ci puoi mettere quello che vuoi: fertilizzanti, biostimolanti, estratti naturali di vario genere. Il punto non è il contenuto, ma come viene attivato e diffuso.
A differenza dei sistemi già in commercio, che si attivano in risposta a variabili fisiche come l’umidità o il pH del suolo, le capsule di Altered Materials rispondono a un segnale biologico: i composti organici secreti dalle radici quando la pianta è in stress. È lei a richiedere il nutrimento, non il calendario del contadino.
Il risultato pratico è una riduzione stimata del 30% nell’uso di chimica. E per i produttori di formulati biologici c’è un altro vantaggio: i biologicals si degradano facilmente nei magazzini – anche a 50 gradi d’estate – prima ancora di arrivare in campo. La capsula li protegge, allungandone la vita utile e aumentando i margini tra il 7 e il 13%. Senza contare che la somministrazione avviene come con qualsiasi altro prodotto: su foglia oppure nel terreno.
Le colture più adatte, in questa fase, sono quelle ad alto valore aggiunto: fragole, mirtilli, uva, orticole da serra. Le mele, con i prezzi bassi e i venti trattamenti annui, non rientrano nel conto. La vigna e le serre, sì.
A rendere questa storia interessante per il territorio piemontese è la partnership con la cuneese Fondazione Agrion: la startup ha firmato un contratto di ricerca che le garantisce spazi, personale tecnico e soprattutto un accesso diretto alle aziende agricole locali, dove la tecnologia sarà testata secondo i protocolli di certificazione commerciale. Altered Materials è anche nel programma di accelerazione La Gemma Venture della Fondazione CRC, e si prepara a diventare il primo spin-off congiunto tra Politecnico e Università degli Studi di Torino. Tante le sperimentazioni con diverse realtà industriali. Il lancio commerciale è atteso per metà 2027.


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