Dopo la sessione privata riservata alle imprese associate, l’Assemblea annuale 2026 di ANCE Cuneo si è aperta al confronto pubblico nella cornice del Castello di Grinzane Cavour. Il tema scelto, “Re-set. Riconfigurare il presente, progettare il paesaggio dell’abitare”, ha consentito al presidente Gabriele Gazzano di guidare gli interventi verso una riflessione ampia sul futuro delle città, sulla qualità dell’abitare, sulla rigenerazione urbana, sulle infrastrutture e sul ruolo delle costruzioni nello sviluppo economico e sociale del territorio.
Il saluto istituzionale del territorio è stato affidato al sindaco di Grinzane Cavour, Gianfranco Garau, che ha sottolineato come il comparto delle costruzioni sia decisivo per lo sviluppo delle comunità, soprattutto in una fase segnata da cambiamenti rapidi, difficoltà negli approvvigionamenti e andamento instabile dei costi.
A portare il contributo della Regione Piemonte è stato, in apertura, il presidente Alberto Cirio che ha citato il “Cresci Piemonte” e il percorso di riforma della legge urbanistica regionale, ribadendo che «se l’edilizia funziona, tutto cresce, tutto si muove».
Il tema è stato poi approfondito dall’assessore regionale Marco Gallo, che ha illustrato il lavoro sulla revisione della legge urbanistica piemontese, sul riordino delle norme edilizie e sul nuovo Piano territoriale regionale, evidenziando il metodo del confronto con ANCE, ANCI, ordini professionali e stakeholder della pianificazione.
Il quadro nazionale è stato portato da Elena Lovera, presidente di Formedil Italia, intervenuta a nome della presidente nazionale ANCE Federica Brancaccio. «Essere qui oggi significa riconoscere il valore dell’ANCE come casa comune delle imprese. In una fase storica complessa, ANCE continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per il settore delle costruzioni, dando voce agli imprenditori, rappresentandone gli interessi presso le istituzioni e accompagnando concretamente le aziende nella crescita».
Il presidente di Confindustria Cuneo, Mariano Costamagna, ha sottolineato il valore del lavoro comune tra categorie economiche. In una fase segnata da rincari e incertezza, evidenziando come la risposta debba passare dalla capacità di fare squadra e di costruire insieme nuove opportunità per il territorio.
Nella relazione centrale, Gabriele Gazzano ha sviluppato il senso dell’Assemblea 2026: «Dobbiamo proseguire sull’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare, ma la neutralità climatica deve poggiare su un chiaro progetto industriale e non trasformarsi solo in oneri per cittadini e imprese. La sostenibilità ambientale resta un obiettivo primario, ma allo stesso modo dobbiamo considerare il tema della casa, sostanziale per lo sviluppo socio-economico di città e territori. L’emergenza abitativa si traduce anche in perdita di sicurezza e di comunità. L’obiettivo è arrivare a una casa accessibile, con politiche di riqualificazione urbana, rigenerazione abitativa e un piano casa che non riguardi solo i grandi centri urbani. La provincia di Cuneo, con la sua identità diffusa e le sue città medie di fondovalle e pianura, può avere un ruolo di bilanciamento e integrazione rispetto ai centri metropolitani. Veniamo da lontano e andremo lontano: per questo, nell’anno in cui festeggiamo gli 80 anni di ANCE Cuneo, vogliamo parlare di visioni».
Gazzano ha poi ricordato il ruolo del PNRR, che ha consentito di aprire cantieri in ambiti strategici come edilizia scolastica, social housing, sanità e infrastrutture. Dall’altro lato, ha richiamato le criticità legate all’aumento dei prezzi, alla difficoltà di programmazione degli investimenti, ai conflitti internazionali e alla volatilità di materiali come bitume, acciaio, derivati plastici e prodotti energetici. Per il presidente di ANCE Cuneo, la “fabbrica cantiere” deve essere sempre più industrializzata, con cronoprogrammi chiari, controllo dei costi, qualità del prodotto e uso consapevole di nuove tecnologie, dall’intelligenza artificiale al Bim.
Nel corso dell’assemblea è stato anche presentato il quadro realizzato dall’artista Lorella Lion per gli 80 anni di ANCE Cuneo. L’opera, di formato 80 per 80, è stata pensata come un racconto simbolico del tempo, del territorio e dell’identità dell’associazione.
Il rapporto tra imprese, Provincia e Comuni è stato al centro del confronto tra Gazzano e Luca Robaldo, presidente della Provincia di Cuneo e sindaco di Mondovì, il quale ha evidenziato il metodo di collaborazione: «Il confronto con ANCE è costante e rappresenta un segnale della vitalità del rapporto tra enti locali e corpi intermedi. Il protocollo sui criteri ambientali minimi è diventato un modello, quasi una prototipazione di rilievo nazionale, perché è nato dal confronto con chi quelle regole deve applicarle negli appalti e nei cantieri. Oggi, però, siamo in una fase nuova: il PNRR ha portato molte risorse, ma sta finendo, e le amministrazioni devono affrontare le sfide della rigenerazione, dell’housing sociale e della casa accessibile con altri strumenti. Anche nelle città medie e nei comuni della provincia il tema dell’abitare è diventato centrale».
La parte conclusiva dell’assemblea è stata affidata al dialogo condotto dal giornalista Rai Vanni Caratto con Francesco Rutelli, ex vicepresidente del Consiglio, già sindaco di Roma e direttore di “Città nel futuro 2030-2050”. Rutelli ha legato il tema della rigenerazione urbana alla necessità di una nuova alleanza tra amministrazioni, imprese e istituzioni, a partire da semplificazione, adattamento climatico e capacità di governo del territorio.
«La rigenerazione urbana non è retorica: significa decidere che cosa fare degli impianti industriali dismessi, delle vecchie caserme, delle aree contaminate, dei luoghi che hanno perso funzione. In alcuni casi occorre demolire e ricostruire, senza immobilismi; in altri occorre valorizzare ciò che è prezioso e inserirlo in nuove attività. Chi deve decidere? Gli amministratori del territorio, con Regioni e Governo, chiedendo però semplificazione, velocità e investimenti di supporto. Allo stesso tempo dobbiamo concentrarci sull’adattamento al cambiamento climatico: prevenire costa meno che riparare, e il governo del territorio deve servire a ridurre i danni, non solo a gestirli dopo. La sostenibilità è un valore, non un fattore di paralisi. Le città, i borghi e i territori devono trovare nuove destinazioni e nuove funzioni: questo è il compito di chi costruisce, interpretare i cambiamenti, assecondarli, anticiparli e accompagnarli».
Rutelli ha poi richiamato il ruolo storico delle città italiane e il contributo che il mondo delle costruzioni può dare alla trasformazione contemporanea. «L’Italia ha insegnato al mondo la nascita della città, costruita attorno al Comune, alla chiesa e al mercato. Oggi quella struttura cambia, perché cambiano la demografia, il lavoro, il turismo, le funzioni urbane e i bisogni abitativi. Il mondo delle trasformazioni ha dimostrato di sapere accompagnare i tempi e, in molti casi, di precorrere le trasformazioni. È ciò che auguro ad ANCE Cuneo, ad ANCE Piemonte e ad ANCE Nazionale».
La chiusura ha riportato il confronto al significato degli 80 anni di ANCE Cuneo. Fondata il 10 agosto 1945 come sezione di categoria edile dell’Unione Industriale, l’associazione nacque in un Paese appena uscito dalla guerra, quando la priorità era ricostruire case, infrastrutture e comunità. Oggi quella storia va riletta come responsabilità verso il futuro: continuare a rappresentare le imprese, costruire relazioni con le istituzioni, promuovere innovazione, sicurezza, qualità e sostenibilità, e contribuire a progettare il paesaggio dell’abitare per le prossime generazioni.


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