Laris, lavoro e autonomia «Percorsi che includono»

Nel Cuneese, Fondazione Industriali, Fondazione Operti e rete Sai costruiscono insieme un modello innovativo di integrazione

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Nella Nella provincia di Cuneo, dove il tema dell’accoglienza si intreccia sempre più con quello dell’autonomia, il progetto Laris rappresenta una delle esperienze più concrete di collaborazione tra terzo settore, impresa e servizi territoriali. Nato dalla sinergia tra Fondazione Industriali, Fondazione Don Mario Operti e rete Sai, il progetto Laris – acronimo di lavoro, abitare, reti per l’inclusione sociale – traduce in pratica un principio semplice ma decisivo: l’inclusione passa dalla possibilità di costruirsi una vita autonoma attraverso lavoro e casa. In un territorio che negli ultimi anni ha rafforzato la propria capacità di accoglienza grazie alla collaborazione tra istituzioni, cooperative, fondazioni e sistema produttivo, Laris si afferma come una best practice capace di superare la sola dimensione assistenziale. L’obiettivo non è soltanto accompagnare persone migranti o in condizioni di fragilità durante una prima fase di protezione, ma creare percorsi strutturati di inserimento lavorativo e abitativo, mettendo in connessione bisogni sociali, dignità personale e necessità reali delle aziende, generando benefici concreti sia per le persone sia per il tessuto economico locale. In questo senso, Laris diventa anche uno strumento di sviluppo territoriale, capace di rispondere contemporaneamente a fragilità sociali e fabbisogni produttivi.
Fondata nell’ottobre 2024 su impulso di un gruppo di imprenditori cuneesi, Fondazione Industriali nasce con una missione precisa: non erogare denaro, ma opportunità professionali. «Noi non spendiamo moneta, spendiamo contratti di lavoro», sintetizza la presidente Giuliana Cirio, spiegando l’identità di un ente che in poco più di un anno ha già contribuito a oltre trenta collocazioni lavorative nel 2025. «Il lavoro è uno strumento di autodeterminazione. Il passaggio dall’assistenza all’autonomia può avvenire soltanto tramite il lavoro».
Nel progetto Laris, Fondazione Don Mario Operti completa l’inserimento professionale con il proprio lavoro sull’abitare. «Tenere insieme casa e lavoro significa costruire percorsi duraturi di inclusione sociale», sottolinea il segretario generale Antonio Sansone. Una visione che ha trasformato il sistema produttivo, mettendo l’impresa al centro di una nuova responsabilità. Tra le esperienze più emblematiche c’è quella sviluppata con Giuggia Costruzioni e Kemoko, lavoratore originario del Mali. Un caso concreto. «Negli ultimi anni nel nostro settore c’è stata una crescente difficoltà nel reperire manodopera – spiega Paolo Giuggia, vicepresidente di Fondazione Industriali –. Laris è stata per noi l’opportunità di tradurre in pratica valori come inclusione e responsabilità sociale. Ma soprattutto non siamo stati lasciati soli: è stato un inserimento accompagnato, con mediatori culturali e linguistici, un percorso assistito che ha reso possibile costruire davvero qualcosa».
Fondamentale il ruolo del Sai. Francesca Benso, referente del progetto sul territorio monregalese, spiega: «Prepariamo le persone attraverso lingua italiana, formazione, educazione civica, orientamento professionale e tirocini. Il nostro obiettivo è accompagnarle verso l’autonomia». Sul piano operativo, Alessandra Dogliani coordina per Fondazione Industriali la rete dei partner, garantendo monitoraggio degli inserimenti e raccordo tra impresa, servizi e beneficiari. Fondazione Don Mario Operti completa invece il lavoro sul fronte abitativo, tenendo insieme casa e occupazione.
Per Kemoko, trent’anni, arrivato dal Mali, il cambiamento è concreto: «Quando ho iniziato questo lavoro con Giuggia è cambiata la mia vita. Prima vivevo in un campo, oggi ho una casa, pago l’affitto». Parole semplici che restituiscono il senso più profondo di Laris: trasformare l’accoglienza da risposta emergenziale a progetto di autonomia, dove impresa, terzo settore e servizi territoriali costruiscono insieme inclusione, coesione sociale e futuro.