Prosegue il calendario di Resistenze di Oggi, il percorso culturale promosso dal Centro Culturale don Aldo Benevelli dell’Associazione Partigiana Ignazio Vian di Cuneo. Venerdì 17 aprile 2026, alle ore 21, è in programma l’incontro “La guerra come tragedia umana e disastro ambientale”, un dialogo che intreccia diritti umani, geopolitica e cambiamento climatico.
Gli ospiti saranno John Mpaliza, attivista per i diritti umani e portavoce della rete “Insieme per la Pace in Congo”, e Antonello Pasini, fisico climatologo del CNR. Due voci che, da prospettive diverse, analizzeranno l’impatto devastante dei conflitti contemporanei sulle persone e sugli ecosistemi.
L’incontro prende le mosse dall’articolo 11 della Costituzione italiana, che sancisce il ripudio della guerra come mezzo di offesa e di risoluzione delle controversie internazionali. Una scelta che, oggi più che mai, richiama alla responsabilità morale e politica di fronte ai conflitti che insanguinano il pianeta.
La guerra produce conseguenze profonde e durature:
- perdita di vite umane e traumi psicologici;
- migrazioni forzate e crisi sanitarie;
- distruzione di infrastrutture essenziali;
- danni ambientali che possono perdurare per secoli.
Il climatologo Antonello Pasini sottolinea come i conflitti non generino solo devastazioni dirette, ma contribuiscano anche al cambiamento climatico: le emissioni del comparto militare, la produzione di armamenti, gli incendi, la deforestazione e l’uso massiccio di combustibili fossili alimentano un circolo vizioso che colpisce l’intero pianeta.
L’attivista congolese John Mpaliza, noto come “il camminatore resistente”, porta da anni in Italia ed Europa la voce delle popolazioni colpite dalla guerra nella Repubblica Democratica del Congo. Le sue marce e iniziative di sensibilizzazione raccontano un’Africa che lotta per sopravvivere a fame, dolore e violenza, ma che cerca anche un risveglio politico e sociale.
Secondo Mpaliza, la soluzione non può arrivare dall’esterno: «Non saranno l’Europa né l’Occidente a risolvere i problemi dell’Africa. Bisogna lavorare per un risveglio africano, affinché con la pace e con nuove istituzioni forti più realtà africane si mettano insieme per cambiare l’Africa».
L’incontro invita a riflettere sulle responsabilità dell’Occidente nei conflitti globali, tra colonialismo, sfruttamento delle risorse e logiche di potere. In un mondo in cui la parola “pace” viene spesso evocata sulle macerie delle guerre, diventa urgente promuovere un’educazione alla cooperazione, alla sostenibilità e al ripudio della violenza.
Solo così si può spezzare la spirale distruttiva di odio, vendetta e devastazione, costruendo percorsi di pace che partano dal basso e coinvolgano comunità, istituzioni e cittadini.


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