Alba cambia volto, sospesa tra innovazione e funzionalità. Nel cuore della città, tre nuove passerelle sopraelevate – già realizzate e operative, o in fase avanzata di rifinitura – stanno ridisegnando l’impronta urbana con un linguaggio architettonico contemporaneo, leggero e sostenibile. Infrastrutture pensate non solo per migliorare la mobilità cittadina, ma anche per rafforzare l’efficienza del sistema produttivo locale: collegano in modo diretto e sicuro aree aziendali distinte, ottimizzando i flussi senza interferire con il traffico veicolare.
C’è poi un aspetto meno visibile ma altrettanto rilevante: la tutela del patrimonio storico. Nei centri urbani stratificati come quello albese, dove il sottosuolo custodisce tracce medievali e archeologiche, intervenire con scavi per sottopassi può risultare complesso e invasivo. Le passerelle rappresentano invece una soluzione rispettosa, capace di creare nuovi collegamenti senza compromettere ciò che si conserva sotto terra.
Negli ultimi anni Alba, capitale delle Langhe, ha fatto scuola in questo ambito con tre interventi significativi: la passerella ferroviaria, quella della cantina Pio Cesare e il collegamento sopraelevato del complesso Ferrero in via Ognissanti.
«Questa visione nasce ormai una decina di anni fa», spiega il sindaco con delega all’Urbanistica ed edilizia privata Alberto Gatto. «Il primo progetto è stato quello della passerella della stazione ferroviaria, realizzata grazie alla collaborazione tra Comune, Rfi e Ferrero. L’obiettivo era semplice ma strategico: consentire a chi arriva ad Alba per lavoro di raggiungere in modo rapido e sicuro gli stabilimenti, superando il fascio binari senza lunghi percorsi alternativi. Un’opera pubblica che ha migliorato concretamente i collegamenti pedonali tra le due parti della città, rendendo più accessibili aree cruciali come corso Fratelli Bandiera e corso Banská Bystrica, dove si concentrano scuole e poli produttivi. Prima si era costretti a lunghi giri», aggiunge il Sindaco, «oggi invece il collegamento è diretto, accessibile e privo di barriere architettoniche».
A questa prima esperienza si sono aggiunti, negli anni, gli altri due interventi. «La passerella della cantina Pio Cesare e quella realizzata da Ferrero rientrano nella stessa visione: una città che si modernizza e che adotta soluzioni innovative, utili sia al pubblico sia al privato», sottolinea Gatto. «Si tratta di infrastrutture che snelliscono i collegamenti e, allo stesso tempo, riducono l’impatto sulla viabilità cittadina».
Emblematico il caso Ferrero, dove la passerella collega edifici un tempo separati, come l’ex Farmea e il polo uffici. «In questo modo si è migliorata l’efficienza aziendale senza sovraccaricare il traffico urbano. Se centinaia di dipendenti dovessero attraversare quotidianamente la strada, l’impatto sarebbe ben diverso. Così invece si ottiene un beneficio per tutti», evidenzia il primo cittadino, che parla di «un esempio concreto e positivo di collaborazione tra pubblico e privato».
Anche il progetto della cantina Pio Cesare, nel cuore del centro storico, segue la stessa logica. «Era necessario ampliare e ammodernare l’azienda, mantenendo però un collegamento funzionale tra le diverse sedi. La passerella ha permesso di conciliare queste esigenze con il rispetto di un contesto urbano delicato», spiega Gatto.
Non a caso, tutti gli interventi sono stati sottoposti al vaglio della Commissione Paesaggio e agli iter autorizzativi previsti, proprio per garantire il corretto inserimento nel tessuto cittadino.
«Mi sembra che siano state realizzate opere di qualità, a basso impatto e ben integrate dal punto di vista architettonico», conclude il Sindaco. «Sono il segno di una città che cambia e si trasforma, ma che allo stesso tempo rispetta le proprie radici e mette le aziende nelle condizioni di operare al meglio, senza incidere negativamente sulla qualità della vita dei cittadini».
Nuovi collegamenti sopra la città ridisegnano la mobilità urbana
Il sindaco Alberto Gatto: «Le tre passerelle cittadine sono infrastrutture moderne capaci di rendere più fluidi gli spostamenti e ridurre l’impatto sul traffico»



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