A Montezemolo, negli anni Settanta, bastava aprire l’elenco telefonico della Sip e far scorrere il dito su un colonnino di dieci centimetri di nomi tranquilli. Poi spuntava lui: Itler. Una consonante saltata – proprio quella che non fa rumore – e il nome diventava un lampo, un piccolo cortocircuito in mezzo alla normalità. In un paese dove non succedeva quasi nulla, quell’apparizione bastava a far sobbalzare chiunque sfogliasse la pagina, a meno che non fosse del posto. Un brivido anagrafico in un mare di prevedibilità.
Ma era un caso isolato. Perché fino al 2024, in Piemonte – e la provincia di Cuneo non ha fatto eccezione – i nomi hanno seguito un ritmo stabile. I maschi si sono affidati ai soliti pilastri: Lorenzo, Alessandro, Matteo, Francesco, Andrea. Intanto, ai margini, una nuova generazione avanzava senza fretta ma con costanza: Leonardo, Tommaso, Edoardo, Riccardo. Prima comparse, poi presenze inevitabili. Sul fronte femminile, Sofia ha tenuto la scena con una continuità ostinata, mentre Alice, Aurora e il gruppo anni Duemila – Martina, Giorgia, Greta, Sara, Giulia – hanno resistito finché hanno potuto, prima di lasciare spazio a Ginevra, Vittoria, Beatrice, Matilde, Camilla, Ludovica.
Dentro questo movimento scorreva anche un’altra storia: quella dei bambini stranieri nati da genitori residenti nella Granda. I maschi si chiamavano spesso Rayan o Amir, ma comparivano anche Matteo e Leonardo. Le bambine vedevano Sofia e Amira in cima. Le preferenze cambiavano a seconda della comunità: i rumeni puntavano su Matteo e Luca; gli albanesi su Amar e Aron; i marocchini su Adam e Rayan; i genitori del Bangladesh su Abdullah e Ayan; i macedoni su Aleksandar e Filip. Un mosaico silenzioso, ma capace di ridisegnare il quadro complessivo.
Poi arrivano i primi dati locali del 2025, fotografie scattate nello stesso istante, ma con esposizioni diverse.
Ad Alba, Edoardo prende la testa senza clamore, seguito da Gabriele e Lorenzo, con Nicolò che si inserisce senza esitazioni. Tra le femmine, Ginevra e Ludovica dominano, mentre il terzo posto diventa un crocevia di Cecilia, Eleonora e Sofia.
A Bra, Leonardo torna primo come se non se ne fosse mai andato, Francesco lo segue, e poi un terzo posto condiviso – Gabriele, Alessandro, Vittorio – che sembra una foto di gruppo scattata al volo. Sul lato femminile, Camilla e Matilde guidano, mentre Beatrice e Ginevra dividono il gradino.
A Cuneo, la fotografia è più affollata. Tommaso davanti, Nicolò subito dietro, e poi un terzo posto che è quasi un corteo: Leonardo, Enea, Andrea, Edoardo, Riccardo. Tra le femmine, Sofia resta in cima, Matilde cresce, Mia e Aurora condividono il terzo posto.
Fossano rimane fedele alla tradizione: nell’ordine Giuseppe, Andrea, Giovanni; e per le femmine Maria, Anna, Francesca.
Savigliano segue invece l’onda: Nicolò, Filippo, Francesco; e poi Matilde, Beatrice, Aurora. Saluzzo si allinea al momento: Edoardo in testa, seguito da Leonardo e Federico; tra le femmine Lucia, Sofia e Ginevra.
Mondovì non si discosta molto: primo Leonardo, poi Paolo e Tommaso; e per le bambine Lucia, Camilla, Anna.
Così la provincia di Cuneo entra nel 2025: non con scosse, ma con piccoli spostamenti che dicono più di quanto sembri. I nomi cambiano, si sovrappongono, si rimescolano. Non raccontano favole: raccontano abitudini, inclinazioni, oscillazioni. E in questo mosaico di città e scelte, che saranno sempre più determinate dalla composizione della popolazione, si intravede già il prossimo capitolo.
Naming in Granda, ritmo stabile Sofia e Leonardo gettonatissimi
Come si chiamano oggi i cuneesi? Si va sul classico: nel capoluogo comanda Tommaso tra i maschi, ad Alba dominano Ginevra e Ludovica tra le femmine



|
|








