Lo sguardo su Hong Kong per aprire nuovi mercati

L’incontro in Confindustria Cuneo con la delegazione legata al paese asiatico rilancia il tema della diversificazione commerciale

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In una fase storica segnata da tensioni geopolitiche, instabilità economica e conflitti che incidono sulle catene del valore e sugli scambi commerciali, per le imprese diventa sempre più strategico diversificare i mercati di riferimento, riducendo l’esposizione ai rischi concentrati in singole aree. In questo quadro si inserisce l’incontro promosso da Confindustria Cuneo con la delegazione dell’Hong Kong Economic and Trade Office, guidata dalla special representative Shirley Yung, occasione di confronto utile per guardare con maggiore attenzione all’Asia e alle sue potenzialità.
Ad aprire i lavori è stata Giuliana Cirio, direttore di Confindustria Cuneo, che ha evidenziato il valore di Hong Kong come porta d’accesso privilegiata ai mercati asiatici e la volontà di sviluppare nuove aree di cooperazione economica. L’obiettivo, ha spiegato, è creare ponti concreti, favorire la comprensione reciproca e sostenere la crescita internazionale delle aziende del territorio in un contesto globale complesso.
All’incontro hanno partecipato anche rappresentanti istituzionali. La sindaca di Cuneo Patrizia Manassero ha richiamato il valore del dialogo diretto, sottolineando come il territorio cuneese esprima imprese dinamiche, orientate alla qualità, all’export e all’innovazione. Il segretario generale della Camera di commercio di Cuneo Patrizia Mellano ha ricordato che il commercio internazionale vale circa il 38% del Pil locale, confermando la forte vocazione all’export della provincia. L’incontro è stato moderato da Nicola Calvano, international and EU policy advisor di Confindustria Bruxelles.
Nel suo intervento, Shirley Yung ha presentato Hong Kong come hub strategico per l’Asia, capace di unire accesso privilegiato al mercato cinese e contesto internazionale grazie al modello “un Paese, due sistemi”, con common law, porto franco e tassazione semplice. Ha inoltre richiamato alcuni dati economici degli ultimi dodici mesi: +12% nell’export, +3,5% nel Pil e +28% dell’indice Hang Seng. Hong Kong è stata definita un ponte tra Cina e resto del mondo, tra Europa e Asia, in grado di collegare mercati, commercio, capitali e competenze professionali. Tra le opportunità illustrate, anche quelle della Greater Bay Area, con 87 milioni di abitanti e un Pil combinato di 1,8 trilioni di euro.
Ampio spazio è stato dedicato al comparto vino, distillati e agroalimentare. Dal 2008 Hong Kong ha abolito i dazi sul vino e ridotto l’imposta all’importazione per i liquori di fascia più alta. La città rappresenta così un contesto favorevole per promuovere vino italiano, grappa e prodotti agricoli di qualità. Gianluca Mirante, direttore per Italia, Cipro e Malta dell’Hktdc, ha sottolineato che per avere successo a Hong Kong e in Asia non basta vendere un prodotto, ma occorre esportare cultura. Elena Angaramo, responsabile del Centro studi di Confindustria Cuneo, ha infine ricordato che oggi l’Asia rappresenta circa il 10% delle esportazioni manifatturiere cuneesi, dato che segnala margini di crescita significativi.