«Con l’Asti-Cuneo si cresce Mondovì diventerà strategica»

L’assessore regionale Enrico Bussalino dopo la presentazione del Rapporto Oti: «L’area monregalese un retroporto ideale per Savona e Vado Ligure»

0
0

Aproposito di Asti-Cuneo e non solo, secondo il Rapporto Oti 2026, da qui al 2033 in Piemonte saranno ultimate più di 40 grandi opere per un investimento da oltre 30 miliardi di euro. L’assessore regionale alla Logistica e Infrastrutture strategiche, Enrico Bussalino, è l’interlocutore ideale per fare un punto della situazione partendo proprio dal cantiere-città da dove si coordinano le operazioni per il completamento dell’atteso tratto autostradale. «È una struttura importante – dice Bussalino –, con tutte le maestranze impegnate nei lavori. A metà aprile dovrebbero essere completati gli interventi, anche quelli della seconda carreggiata. Restano solo piccoli dettagli, ma i lavori sono praticamente finiti. Poi ci saranno ancora opere complementari, per circa 50 milioni di euro, che riguarderanno il territorio: rotonde, sistemazioni e altri interventi».

Può farci intanto un riassunto del nuovo Rapporto Oti?
«Presenta lati molto positivi, perché le opere strategiche, quelle che determinano lo sviluppo economico del nostro Piemonte, stanno andando avanti. Il completamento dell’Asti-Cuneo lo è per il Sud del Piemonte. Ma sono stati realizzati anche più del 94% degli scavi del Terzo Valico dei Giovi (Genova-Tortona). Poi c’è la Pedemontana, collegamento con la Lombardia: a metà maggio partiranno i lavori definitivi. E anche il secondo scalo di Alessandria, il retroporto, oltre alla Torino-Lione che sta procedendo. Le aziende diventano più competitive se hanno trasporti e collegamenti, sia fer­roviari sia stradali, più efficienti».

Storicamente è sempre stato un punto debole per il Piemonte e in particolare per il Cuneese?
«Per questo l’Asti-Cuneo è fondamentale: porterà un aumento
anche in termini di crescita eco­­nomica, occupazione e sviluppo».

A Mondovì sta partendo il terzo lotto della circonvallazione, dopo trent’anni.
«Sì, è un’altra opera importante. È una delega dell’assessore Gabusi, ma confermo che il terzo lotto sta partendo. Come Regione Piemonte abbiamo inserito Mondovì nella Zona Logistica Semplificata (Zls), perché è un’area che consideriamo un retroporto naturale. Non c’è solo Genova, ma anche Savona, con il porto di Vado Ligure. Il collegamento della zona di Cuneo con questi porti è strategico. Stiamo aspettando il decreto ministeriale, ma tutta l’istruttoria è già stata fatta e Mondovì è stata inserita proprio per la sua vocazione logistica».

È quindi un passaggio importante anche in chiave di collegamenti con il Nord Europa?
«Assolutamente sì. Riteniamo che i due corridoi fondamentali siano quello mediterraneo, quindi la Torino-Lione, e quello Reno-Alpi, cioè il collegamento da Genova verso il Nord Europa. I retroporti servono proprio a questo: a stoccare le merci che arrivano nei porti, lavorarle e poi smistarle verso il Nord Europa o la Francia. Su questo stiamo lavorando molto, anche con il collegamento del Colle di Tenda, che è un altro tema fondamentale sia per il turismo sia per le merci. Noi siamo all’incrocio di due importanti corridoi europei e dobbiamo valorizzare questa opportunità».

Procede anche l’Autostrada ferroviaria alpina (Afa): di cosa si tratta?
«È un sistema incentivato. Con l’autorizzazione dell’Unione Europea è previsto un contributo alle aziende che trasportano merci su ferro, da Torino a Lione. Oggi il collegamento del Frejus è a mille metri di quota, quindi è più complesso. Per questo lo Stato incentiva il trasporto su ferro, per renderlo competitivo rispetto alla gomma. L’obiettivo è sempre lo stesso: spostare più merci dalla strada alla ferrovia, ridurre l’inquinamento e aumentare la sicurezza».

Per la linea da Cuneo a Ventimiglia, invece, quali sono le prospettive?
«È una tratta che va potenziata. Il ragionamento, sia a livello regionale sia ministeriale, è quello di rafforzare i collegamenti tra i porti liguri e l’entroterra piemontese, ovvero è il loro retroporto naturale. Si sta lavorando in generale sia sul potenziamento ferroviario sia su quello stradale».

Oggi la sfida, anche in chiave logistica, riguarda soprattutto la sostenibilità ambientale. È così?
«Assolutamente sì. L’idea è quella di realizzare una logistica di qualità, che tenga conto dell’ambiente. Ad esempio installando pannelli solari sui capannoni, lavorando sull’autoproduzione di energia. Il Cuneese ha una forte vocazione turistica e ambientale, quindi è fondamentale trovare un equilibrio. La logistica di oggi non è più quella di 50 anni fa: richiede tecnologie avanzate e personale qualificato. E deve necessariamente coniugare sviluppo economico e sostenibilità».