Tra gli scaffali di una biblioteca non circolano soltanto libri. Circolano idee, curiosità, incontri. E spesso anche le storie di giovani che, grazie al Servizio Civile, trovano proprio lì una direzione per il proprio futuro. Nelle biblioteche di Bra e Cuneo sono due i volti che raccontano questo percorso: Elisabetta Pugliese, 24 anni, impegnata alla biblioteca civica braidese, e Martina Bianco, 25 anni, volontaria alla “Biblioteca 0-18” di Cuneo, spazio dedicato ai più giovani. Due esperienze diverse, ma unite da un filo comune: la passione per i libri e per la cultura condivisa.
Martina: la biblioteca come luogo di incontro
Per Martina il Servizio Civile è stato anche un modo per ritrovare il proprio territorio. Dopo cinque anni di università a Bologna e una laurea in Lettere, è tornata a casa con il desiderio di restare vicina al mondo dell’educazione. «Mi sono laureata a marzo e ho pensato: perché non fare il servizio civile? Cercavo qualcosa che fosse attinente ai miei studi», racconta. La scelta della Biblioteca 0-18 è stata naturale: un luogo in cui libri e infanzia si incontrano ogni giorno. Qui Martina accoglie famiglie, consiglia letture, partecipa alle attività dedicate ai più piccoli. Ed è proprio il rapporto con i giovani lettori a renderle l’esperienza speciale. «Si crea un rapporto con i bambini e con i ragazzi: tornano, ti raccontano che il libro che hai consigliato è piaciuto e vogliono continuare quella storia. È davvero un bell’universo». Quello che l’ha sorpresa di più, però, è la vitalità della biblioteca. «Non è soltanto un luogo dove si prendono libri. È un posto dove le persone si incontrano. Ci sono famiglie che invece di vedersi al bar si ritrovano qui, leggono insieme ai bambini, partecipano alle attività». Un segno di quanto la biblioteca possa essere oggi uno spazio culturale vivo, capace di creare comunità.
Elisabetta: la biblioteca diventa una scelta
La storia di Elisabetta parte quasi per caso. Studentessa di Lettere moderne a Torino, non conosceva nemmeno l’esistenza del Servizio Civile. «Me ne ha parlato mia mamma. Mi ha detto: potrebbe essere una bella opportunità». Così ha deciso di provare e si è ritrovata alla biblioteca civica di Bra, nella sala adulti. Un’esperienza che ha cambiato completamente il suo sguardo sul futuro. «I libri sono sempre stati la mia valvola di sfogo. Sapere che grandi autori provavano le stesse cose che provavo io mi ha sempre tolto quel senso di solitudine». Nel lavoro quotidiano ha scoperto anche il piacere del dialogo con i lettori. «Quando consiglio un libro e qualcuno torna dicendomi che gli è piaciuto tantissimo, io mi sento al settimo cielo». E la biblioteca non è solo prestiti e scaffali. In questi mesi Elisabetta ha partecipato anche all’organizzazione di eventi culturali, arrivando persino a invitare un’autrice e curare l’incontro con il pubblico. «Vedere la gente partecipare, parlare con l’autrice, interessarsi… è stata un’adrenalina incredibile». Un’esperienza così intensa da averle chiarito le idee. «Sto già studiando per i concorsi perché ho capito che voglio fare questo».
Un anno che lascia tracce
Il Servizio Civile, nelle biblioteche, diventa così molto più di un semplice periodo di volontariato. È un laboratorio di relazioni, di cultura e di crescita personale. Tra consigli di lettura, eventi e incontri quotidiani con i lettori, Martina ed Elisabetta hanno scoperto che la biblioteca è molto più di uno spazio silenzioso pieno di libri. È un luogo dove la cultura prende forma ogni giorno. E dove, a volte, si può anche trovare la propria strada.



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