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Un ritiro “sensa cunisiùn”

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I have a dream. In questa vita supersonica e iperconnessa, io sogno una pausa pigra e analogica con mie amiche. Senza squilli di WhatsApp, podcast nelle orecchie e affanni nel cuore. Un pazzo retreat senza connessione, un vero ritiro “sensa cunisiùn”.
La prima attività sarà legare i fili. Seguendo le istruzioni di una Voce Guida che uscirà dagli altoparlanti, tipo Squid Game, da grandi ceste pescheremo filati che annoderemo per ricordarci di perdere il filo, la bussola e il tempo. Con i ferri da maglia tricotteremo lunghe sciarpe per proteggerci dai colpi d’aria e dai sensi di colpa. Con l’ago da mezzopunto ricameremo un ricordo felice. Ci godremo il viaggio dell’ago, dentro e fuori la tela, più che la meta: serve pazienza perché ogni filo lasci un segno. Voilà.
Arriverà poi l’Lsd: lettura silente destrutturata. Ognuno si accomoderà con il suo bel libro in mano. E, in rigoroso silenzio, leggeremo. E dopo? Dopo niente. No dibattito, zero condivisione. Siamo stufi sfatti di condividere: la vera rivoluzione è stare zitti. Voilà.
E quando ci verrà fame? Ognuno cucinerà in pace senza fotografare o narrare segreti della nonna. Mangiare tornerà un atto privato, come respirare: in fondo a nessuno interessa come lo fai. Finché lo fai.
A seguire, il puzzle condiviso. Un progetto da millemila pezzi nato dal mescolarsi di diverse mani, menti, visioni, in cui il successo del tuo amico porta anche te più vicino alla meta. Che metafora bella è?
Il tutto annaffiato da tisana, ettolitri di tisana, brocche di acqua bollente ovunque mentre la Voce racconta i benefici delle varie erbe. Le useremo anche per i vaticini tipo tarocchi. “Sara, ho girato per te: è uscita verbena urticante, camomilla e salvia selvatica. Ti devi dare una calmata…”. Oppure potremmo leggerne i misteriosi fondi nelle tazze. O lanciare le tazze stesse in aria e analizzarne il volo. Voilà.
Il gran finale? Il grasso grosso collage conclusivo. La Voce ci farà sedere a un tavolo pieno di colori, colla, forbici, ritagli di giornali con parole, lettere, fumetti, bottoni, pezzetti di stoffa. “È l’ora del collage. Scegliete, appiccicate, create. Non ci sono regole. Non fate domande. Non esistono errori. Non abbiate paura”.
Sarà bello pasticciare con le mie amiche, senza nemmeno un pensiero, come all’asilo. O come all’Rsa.
Dulcis in fundo la Voce ci sussurrerà: “È finita… Ora sdraiatevi comode e chiudete gli occhi. Vi leggo una storia.” Il corpo abbandonato, gli occhi esausti, la mente finalmente vuota, noi, vicinissime, torneremo minuscole. E sentendo svanire questo tempo “sensa cunisiùn”, esauste, avremo una sola parola in mente. “Ancora.” Voilà.

BaNNER
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