La transizione ecologica spiegata ai bimbi è un gioco consapevole da capire e costruire insieme, non certo un insieme di regole e divieti. Questa l’idea alla base di “EcoScuola. L’album della transizione ecologica”, progetto editoriale curato dalla divulgatrice braidese Cinzia Scaffidi (foto a lato) insieme con Lucio Carraro e Francesco Donadini. Un volume pensato per studenti tra i 9 e i 14 anni, efficace strumento didattico che unisce divulgazione scientifica, esercizi e attività pratiche. L’intento è quello di farlo entrare in classe trasformandolo, pagina dopo pagina, in un laboratorio di educazione ambientale. «Non volevamo fare un semplice libro da leggere – ha commentato Scaffidi – ma uno strumento da usare. Ogni capitolo presenta un tema e poi propone attività, esercizi, spazi per disegnare o annotare. In questo modo ogni copia diventa diversa dalle altre perché viene completata dai ragazzi».
Il risultato è una sorta di album di lavoro, a metà tra quaderno e manuale, costruito come una serie di unità didattiche dedicate ai principali temi della sostenibilità: cibo, rifiuti, acqua, energia, biodiversità e cambiamento climatico. Ogni argomento è affidato a esperti e ricercatori che hanno accettato la sfida più difficile: tradurre contenuti complessi in un linguaggio comprensibile ai più giovani. «Il linguaggio degli specialisti non è sempre alla portata dei bambini – racconta Scaffidi – e una parte del lavoro è stata proprio questa: rendere accessibili concetti scientifici senza banalizzarli». Nel volume, per esempio, si parla di alimentazione consapevole, di spreco di cibo e di raccolta differenziata attraverso domande e attività pratiche: osservare le etichette dei prodotti, capire da dove arriva il cibo, misurare quanti rifiuti produce una classe in una settimana. In Italia ogni cittadino genera in media circa un chilo e mezzo di rifiuti al giorno: i numeri diventano concreti solo quando si trasformano in esperienza diretta: «I bambini sono bravissimi a fare questo collegamento perché mettono subito in relazione quello che gli viene spiegato con quello che già sanno o con quello che vedono a casa. E da lì nasce una grande creatività».
Proprio la creatività, secondo l’autrice, è una delle chiavi della transizione ecologica. Non esiste una soluzione unica valida per tutti: cambiare il rapporto con l’ambiente significa modificare abitudini, consumi, stili di vita e anche relazioni sociali: «Il modo in cui trattiamo l’ambiente e quello in cui trattiamo le altre persone sono collegati. Non possiamo dire di voler difendere la natura e poi ignorare gli altri o discriminarli», l’osservazione di Scaffidi.
EcoScuola nasce anche dalla constatazione di un vuoto: l’educazione civica comprende i temi ambientali, ma gli insegnanti spesso non hanno strumenti didattici adeguati: «Molti docenti si trovano a dover insegnare argomenti nuovi senza avere materiali o formazione specifica. Questo progetto vuole essere un aiuto concreto».
Il metodo scelto è volutamente interdisciplinare: i temi ecologici possono essere affrontati nello spazio dedicato alle scienze, ma anche nella storia, nella letteratura o nell’educazione fisica. E l’esperienza nelle classi ha dato risultati incoraggianti. Durante un incontro, l’autrice si è trovata davanti oltre cento bambini delle elementari per una mattinata di attività. «Avevamo tre ore insieme e temevo che sarebbe stato difficile mantenere alta l’attenzione. Invece sono stati straordinari: capiscono subito il senso di ciò che stai raccontando e cercano di immaginare cosa possono fare loro». Ecco il messaggio centrale: la transizione ecologica è un processo culturale che riguarda tutti. E che può cominciare, molto semplicemente, da una classe e da un album da riempire con idee, disegni e domande. Come scrivono i curatori nella presentazione del volume, è importante far nascere nei più giovani «una consuetudine di osservazione e studio della natura» che porti a comprendere come ambiente, energia, agricoltura e clima siano profondamente interconnessi: «Perché – conclude Cinzia Scaffidi – educare i bambini a capire il pianeta significa preparare i cittadini che dovranno prendersene cura domani».
La transizione di EcoScuola «Un po’ libro, un po’ album»
Cinzia Scaffidi e l’educazione energetica creativa: «I bambini collegano subito i comportamenti che osservano a casa con ciò che apprendono»


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