Palazzo Monterosso, nel cuore del centro storico di Saluzzo, sarà la casa della formazione. L’edificio di proprietà comunale, rimasto inutilizzato per diversi anni, sarà recuperato e diventerà la nuova sede della scuola professionale Cnos-Fap, realtà salesiana attiva da tempo sul territorio. Il progetto unisce di fatto due esigenze: riqualificare uno degli immobili storici della città, ex sede dell’istituto d’arte Bertoni e rafforzare l’offerta formativa, riportando studenti e attività nella parte alta del centro storico.
«Stiamo parlando del recupero di un palazzo rimasto in disuso – ci ha spiegato la vicesindaca e assessora all’urbanistica Francesca Neberti – perché in origine ospitava una scuola che poi si è progressivamente spostata nella parte bassa di Saluzzo». L’intervento sarà impostato su un ripristino conservativo dell’edificio: «Manteniamo gli elementi più pregiati dal punto di vista storico – ha aggiunto Neberti – adattando gli spazi per renderli funzionali alle esigenze di una scuola moderna. Vogliamo creare ambienti molto funzionali che permettano un utilizzo variegato degli spazi». Anche le aree esterne saranno oggetto di riqualificazione: «Gli spazi verranno sistemati per essere utilizzati non solo dalla scuola ma, quando possibile, anche dalla comunità. Recuperiamo uno degli immobili più pregiati investendo sulla formazione. Parliamo di centinaia di studenti che porteranno nuova vitalità anche alle attività presenti in Castiglia». Un progetto del valore complessivo di 2,69 milioni di euro, finanziato con 1,324 milioni di fondi Pr‑Fesr 2021‑2027, 450mila euro di contributo Cnos-Fap e 916mila euro di risorse comunali. Tutto rientra nella strategia più ampia che l’amministrazione del sindaco Franco Demaria vuole sviluppare con la creazione di nuovi poli scolastici, come ha specificato la vicesindaca Neberti: «L’idea è avere due poli: uno nella parte bassa e uno nel centro storico».
Per il Cnos-Fap l’approdo a Palazzo Monterosso rappresenta soprattutto la risposta al problema della mancanza di spazi adeguati: «Negli anni abbiamo ampliato la nostra offerta formativa – sono le parole di Debora Gastaldi, direttrice del centro –, lavoriamo con ragazzi in obbligo di istruzione ma anche con adulti, disoccupati e occupati». Con l’aumento dei corsi, la sede attuale di via Griselda è diventata sempre più stretta. «Siamo stati costretti a organizzare attività dopo le cinque del pomeriggio, quando finiscono le lezioni dei ragazzi, non avendo spazi sufficienti». Il nuovo palazzo consentirà di ampliare l’attività e sviluppare nuovi progetti. «Avremo ambienti più adeguati anche per l’incontro con le aziende. Oggi capita di dover organizzare riunioni con le imprese senza avere il posto giusto», ha affermato la direttrice che a Palazzo Monterosso conta di ospitare anche eventi: «È un edificio molto bello dal punto di vista stilistico». Il Cnos-Fap, che in Piemonte conta tredici centri e quattro in provincia di Cuneo (a Saluzzo, Fossano, Savigliano e Bra) intende sviluppare nuovi laboratori e tecnologie: «Valutiamo anche aule immersive e strumenti innovativi». L’obiettivo è di completare i lavori già entro il 2026 per una possibile inaugurazione delle attità a partire dal 2027.
Il nuovo Palazzo Monterosso sarà la casa della formazione
Grazie a Comune e Cnos-Fap si realizza un doppio obiettivo con la riqualificazione di un immobile storico e più studenti e attività nella zona di Castiglia. Fine lavori entro l’anno


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