Comunità che si costruisce «Dare una mano fa ripartire»

Le esperienze di Andrea Origlia, Samuele Meinero e Francesca Bailo tra sportelli informativi, cittadinanza attiva a Cuneo e Fossano

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Il Servizio Civile non è solo un’occasione di crescita personale. Spesso è anche un modo concreto per entrare in contatto con la propria comunità, scoprirne bisogni e opportunità, e contribuire a migliorare la vita quotidiana delle persone. È quello che hanno vissuto Andrea Origlia, Samuele Meinero e Francesca Bailo, tre giovani impegnati in ambiti diversi ma uniti da un filo comune: lavorare ogni giorno a contatto con cittadini, famiglie e ragazzi, trasformando il servizio civile in un’esperienza di relazione e di responsabilità.
ANDREA: AIUTARE GLI ALTRI A RIPARTIRE
Per Andrea Origlia, 25 anni, l’esperienza all’Informagiovani del Comune di Cuneo è stata prima di tutto un punto di ripartenza personale. Dopo aver interrotto gli studi universitari a causa di un problema fisico, il Servizio Civile è diventato l’occasione per rimettersi in gioco. «Per me è stato un anno di ripartenza: un anno pieno di opportunità per uscire dalla mia comfort zone e capire cosa potesse darmi questa esperienza». Allo sportello Informagiovani il suo lavoro consisteva soprattutto nell’orientare i ragazzi tra i 15 e i 35 anni: consigli su lavoro, studio, università, opportunità sul territorio. «Arrivavano ragazzi che non sapevano bene cosa fare dopo la scuola o dove cercare lavoro. Il bello era proprio poter dare una mano, raccontare anche la propria esperienza e cercare di farli ripartire». Un lavoro fatto di ascolto e di relazioni, spesso anche in situazioni complesse. Andrea ricorda in particolare l’incontro con una ragazza arrivata dall’Ucraina, con grandi difficoltà linguistiche. «Con Google traduttore e un po’ di pazienza siamo riusciti a capirci e ad aiutarla. È stata una delle soddisfazioni più grandi». Un’esperienza che gli ha lasciato soprattutto una consapevolezza: il valore delle persone incontrate lungo il percorso.
SAMUELE: RACCONTARE OPPORTUNITÀ AI GIOVANI
Anche Samuele Meinero, 22 anni, ha lavorato a stretto contatto con i giovani, ma con uno sguardo rivolto all’Europa. Il suo servizio civile si svolge presso lo sportello Europe Direct del Comune di Cuneo, che si occupa di informare cittadini e studenti sulle opportunità europee. Il lavoro è molto vario: organizzare incontri, curare la comunicazione online, contattare relatori e partecipare agli eventi sul territorio. «Il nostro compito è dare strumenti ai giovani: raccontare opportunità come Erasmus, scambi internazionali o esperienze all’estero». Spesso però il primo ostacolo è proprio la mancanza di informazione. «Abbiamo visto che le opportunità esistono, ma spesso i ragazzi non le conoscono. Quando andiamo nelle scuole e le raccontiamo, molti restano sorpresi». Per Samuele è stata anche una palestra personale. In alcuni incontri è stato lui stesso a parlare davanti agli studenti, raccontando opportunità europee a centinaia di ragazzi. «La prima volta è stato strano: ero abituato a stare seduto ad ascoltare i relatori, invece quella volta ero io davanti alla platea». Un’esperienza che, tra organizzazione, comunicazione e incontri pubblici, gli ha permesso di sviluppare competenze utili anche per il futuro.
FRANCESCA: RICOSTRUIRE RELAZIONI DI VICINATO
A Fossano, invece, il Servizio Civile assume una dimensione ancora più quotidiana e concreta. Francesca Bailo, 21 anni, opera nel condominio sociale Nova Corte, un progetto pensato per ricreare relazioni di vicinato e solidarietà tra gli abitanti. Il complesso ospita diverse famiglie e persone di nazionalità differenti, con l’obiettivo di costruire una comunità basata sull’aiuto reciproco. «L’idea è riportare un po’ l’atmosfera delle vecchie corti, dove tutti si conoscevano e si aiutavano». Le attività sono tante: doposcuola per i bambini, serate di gioco e cinema, momenti di socialità tra gli abitanti del condominio. «Organizziamo serate in cui ci troviamo semplicemente per stare insieme, oppure momenti in cui ognuno porta qualcosa da cucinare e lo condivide con gli altri». C’è anche un lavoro più discreto ma fondamentale: accompagnare gli anziani che hanno difficoltà a uscire di casa o aiutarli con piccole commissioni quotidiane. Per Francesca questa esperienza è stata anche un modo per capire meglio il proprio futuro. «Mi ha fatto capire che lavorare con le persone, soprattutto con i bambini, è qualcosa che mi piace davvero».
IL VALORE DELLE RELAZIONI
Sportelli informativi, incontri nelle scuole, iniziative di quartiere, attività con famiglie e anziani. Le esperienze di Andrea, Samuele e Francesca raccontano tre modi diversi di vivere il Servizio Civile, ma con lo stesso risultato: entrare in relazione con le persone e con il territorio. Per tutti e tre, al di là delle competenze acquisite, resta soprattutto il valore umano dell’esperienza. Perché, come dimostrano le loro storie, a volte basta un ascolto, un consiglio o un gesto di aiuto per costruire davvero una comunità.