Alto contrasto | Aumenta dimensione carattere | Leggi il testo dell'articolo
Home Articoli Rivista Idea Carabiniere, la professione militare che lavora per gli altri

Carabiniere, la professione militare che lavora per gli altri

Come si entra a far parte dell’Arma? Quali devono essere le caratteristiche dei candidati? Le opportunità, i reparti speciali, i servizi sul territorio

0
0

Da ragazzo mi chiedevo che cosa potessi fare per migliorare la società in cui vivo. Che cosa potevo fare di più se non mettermi in gioco anch’io. Si può entrare in politica, operare nel campo della solidarietà, nel campo scientifico o medico. Ho scelto di fare il carabiniere perché contribuisce in modo diretto alla sicurezza e al rispetto delle regole della vita comune». Il colonnello Marco Piras è alla guida del Comando provinciale dei Carabinieri dal 2024. Rivolgere a lui la domanda “perché un giovane dovrebbe decidere di indossare gli alamari e la divisa dell’Arma”, vuol dire farlo tornare indietro, quando, studente, decise di arruolarsi a 19 anni, subito dopo il Liceo Classico, frequentato a Brescia e alla Scuola Navale Morosini di Venezia. Figlio di un ufficiale dell’Arma, classe 1976, è originario di Roma. È stato ufficiale addetto all’ufficio Affari giuridici internazionali dello Stato Maggiore della Difesa. Più volte in missione all’estero, ha tre lauree e prima di Sondrio ha guidato il reparto Operativo di Siracusa. Fa parte di quella schiera di ufficiali dei Carabinieri da cui traspare l’orgoglio di appartenere alle Forze Armate e in particolare alla “Fiamma”. Nella “Granda” gli è capitato di raccontare la storia dei Carabinieri anche agli studenti partendo dal Comando Interregionale Pastrengo, competente sulle 4 regioni del nord ovest (Lombardia, Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria). Perché significa anche raccontare Cuneo, città che fin dal 1814, anno della costituzione del Corpo dei Carabinieri Reali, costituì una delle prime sei sedi di divisione. L’Arma opera per il controllo capillare del territorio, svolge compiti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, ha compiti militari e si occupa anche di cooperazione internazionale. I suoi reparti speciali sono molti, tra i quali ad esempio quelli che operano nella tutela del lavoro, forestale, ambientale e agroalimentare, le investigazioni scientifiche, la tutela dei beni culturali e della salute, nell’attività informativa e di sicurezza nazionale. Competenze e specializzazioni che consentono vari campi di applicazione dei propri interessi. Un militare già di grande esperienza che cosa può dire a un giovane che volesse scegliere l’Arma per il suo futuro? «Prima di tutto – risponde il colonnello Piras – che per fare il carabiniere occorre concepire che il lavoro da affrontare ogni giorno viene fatto per gli altri. Dico anche una parola importante: vocazione. Perché sta alla base della volontà di migliorare la vita delle altre persone, contribuendo a renderla più ricca di significato, di qualità». E poi c’è l’operatività. «Non è un lavoro qualunque – aggiunge –. Le esigenze di servizio vengono sempre prima di quelle personali. Le situazioni con cui ci confrontiamo sono imprevedibili e si deve avere il coraggio di affrontarle sempre, adattandosi alle contingenze che ogni caso presenta. Il carabiniere deve fare tutto ciò che serve quando serve, per gli altri». La professione ha fatto passi da gigante nella formazione e, dunque, nella preparazione qualitativa del militare dell’Arma. «La formazione è sempre stata l’essenza del carabiniere – aggiunge l’ufficiale – Ciò che è cambiato è il contesto. I ragazzi che si arruolano lo fanno nel tempo in cui vivono, forse oggi richiedere sacrifici è più complicato. Difficile chiedere a un giovane di andare a vivere in cima ad una montagna in una stazione sperduta per prestarvi servizio. Lo spirito di adattamento deve essere più sviluppato rispetto ad altre professioni. E poi c’è il rispetto della scala gerarchica. Oggi sembra un concetto arcaico e superato, in realtà è un valore che deve continuare ad esistere perché nel momento in cui si affronta la realtà in qualunque ambito, c’è sempre una gerarchia, nella vita civile come in quella militare».
Al giovane che sceglie l’Arma si aprono, all’inizio, strade che potranno farlo diventare carabiniere semplice, sottufficiale o ufficiale attraverso i bandi e le scuole specifiche. Esistono anche le specialità: Nas, Gruppo di Intervento Speciale, di altissimo livello, Tutela del patrimonio culturale e tanti altri reparti. «I periodi di difficoltà? – conclude il colonnello Piras –. Certo, ci sono ma la professionalità e la serietà li fa superare».

BaNNER
Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial