RACCONTI DI SPORT – Emma Errico e il suo calcio: «Passione oltre gli stereotipi» (VIDEOINTERVISTA)

La capitana della Freedom FC Women a cuore aperto: «Il ritorno a Cuneo una nuova sfida, orgogliosa di far parte di un gruppo così»

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Un amore per il pallone che travalica i confini e supera gli stereotipi. La storia di Emma Errico è un racconto che trasuda determinazione, forza di volontà e passione: savonese classe 1994, di professione centrocampista, è la capitana della Freedom FC Women, società che, in soli 5 anni di vita, ha già riportato Cuneo nello scenario nazionale del calcio femminile. Nel punto di piena maturità di un’intensa carriera in giro per l’Italia, attraversata da Genova a Napoli, passando per Tavagnacco, Ravenna, Sassuolo e Parma, Emma ha deciso di tornare nel capoluogo della Granda (dove ha iniziato fra il 2014 e 2017, ndr) per mettere tutta la propria esperienza ed il suo trascinante carisma al servizio della squadra biancoblu, protagonista in Serie B.

Emma, il tuo profondo legame con il calcio parte da lontano…
«Tutto è iniziato all’età di 6 anni: ai tempi mio padre era allenatore e mi piaceva seguirlo ovunque andasse. Dopo aver convinto mia mamma, ho cominciato ad allenarmi: mi ricordo i primi tempi in cui, mentre papà guidava le sedute, da parte con un pallone mi mettevo a fare un gran “muretto”, come si suol dire. Un giorno, il mister dei più piccoli mi ha coinvolto, per provare, e da quel momento non ho più smesso. Giocare con i maschietti e crescere in mezzo a loro è stato agonistico e bello: ero una bambina che andava d’accordo con tutti e, senza giri di parole, se ne fregava di quello che la gente poteva pensare. L’unica cosa che desideravo era giocare».

C’è una persona che, nella tua formazione sportiva, è stata determinante?
«Ce ne sono state tante. Mio papà è stata una figura fondamentale: il mio primo tifoso, il mio primo critico, il mio mister. Oltre a lui, senza dubbio Luigi Scarcia e poi Daniele Lamberti, che ricordo davvero con il sorriso e che, quando torno a casa, spero di incontrare: mi si illuminano gli occhi e provo dentro di me qualcosa che mi ricorda il motivo per cui gioco a calcio».

Dai tuoi inizi, quanto è cambiato il calcio femminile?
«è un calcio completamente trasformato, cresciuto: se penso alla mia carriera, nonostante le tante esperienze, ho sempre l’impressione di non aver mai lavorato un giorno. Se anni fa mi avessero detto che avrei fatto della mia passione la mia principale attività, non ci avrei mai creduto».

Anche se sussistono pregiudizi e stereotipi…
«Sicuramente si sono fatti di passi in avanti e, come in tutte le cose, se ne dovranno fare tanti altri: ogni bambina che pratica questo sport deve affrontare delle problematiche, ma la chiave risiede nel coltivare la propria passione e divertimento, senza ascoltare nessuno se non noi stessi. Penso che il movimento stia crescendo, anche grazie all’ingresso delle società professionistiche e solide, che accompagnano e credono nel calcio femminile; anche con il progetto della Nazionale si sta costruendo qualcosa che possa rendere questa disciplina ancora più bella e passionale, per un definitivo salto di qualità».

Che signficato riveste il tuo ritorno a Cuneo?
«Questa sfida è arrivata in un momento particolare della mia carriera, dopo tre anni difficili: se ripenso alla scorsa estate, in cui la società mi ha cercato fortemente, anche durante le vacanze, mi rendo conto che qui c’è tanta voglia di creare un qualcosa di nuovo. La fascia di capitano? Una sorta di fulmine a ciel sereno: non me l’aspettavo, ma ritengo che non serva indossarla per forza: c’è bisogno che ognuna di noi dia il massimo e al servizio di tutte. Credo che, da inizio stagione ad oggi, abbiamo costruito qualcosa di indescrivibile: sono orgogliosa di far parte di un gruppo così unito».

Cosa auguri alla Emma Errico del futuro?
«Tra meno di un mese mi dovrei laureare in Scienze Tecniche dello Sport. Il futuro mi fa riflettere, a giorni alterni: spaventa non mettere, un domani, gli scarpini, ma vedremo. Mi piacerebbe poter rimanere nel settore come Preparatrice Atletica, ma fino ad allora voglio godermi questi ultimi anni in campo, sorridendo a quello che ho dato e sto dando a questo sport, tutto ciò che conta e tutto ciò che amo».