Sale San Giovanni – Ieri, giovedì 5 marzo 2026, le porte della Piramide delle Erbe sono state riaperte ufficialmente alla presenza del Sindaco Costantino Germone, delle autorità locali e di alcuni professionisti della comunicazione e stato illustrato al pubblico il progetto Arrà ed i suoi fautori Iulia e Constantin Apostu.
“La Piramide delle Erbe – ha spiegato il sindaco – nonostante la genesi controversa per l’audace architettura che la contraddistingue, è oggi il simbolo del Comune. È soprattutto uno spazio strategico e funzionale all’opportunità di consolidare e sviluppare l’inclusione di Sale San Giovanni tra gli itinerari turistici relazionali dell’Alta Langa. Con l’inaugurazione del ristorante Arrà, si apre un nuovo capitolo, in stretta sinergia con il Comune e all’interno della cornice simbolica della Piramide Arrà, affidato ad una gestione professionale caratterizzata da un progetto definito, fungerà da hub logistico e culturale, capace di destagionalizzare l’offerta estendendo l’accoglienza lungo tutto l’anno”.
Constantin e Iulia si sono presentati e ringraziando gli intervenuti hanno spiegato: “vorremmo portare qui la nostra esperienza, condividere quello che abbiamo imparato in questi 20 anni senza frequentare scuole di cucina, ma lavorando in cucine che ci hanno fatto scuola, prima in Italia e poi negli ultimi 10 anni a Londra. Abbiamo passione per la gastronomia e per questo territorio che ci da materia prime eccellenti per sviluppare le nostre ricette, la Piramide ci ha colpiti subito, è inconsueta come noi”.
Alla domanda proporrete tradizione? Innovazione? Constantin ha risposto: “contaminazione…forse è la parola più indicata”.
La risposta esplicita è arrivata poco dopo direttamente dalla cucina con la presentazione del menù avviato con la reinterpretazione della “battuta al coltello” in tartare stratificata su lingue di sottilissimo pane croccante, seguita dal “carpaccio vegetariano” di sedano rapa con mousse di caprino miso, dukkah di nocciole e tartufo nero. Le “Pellegrine in Langa”, capesante gratinate combinate a zucca, topinambur, porro, prosciutto croccante, che simboleggiano il viaggio e la capacità d’integrazione. “I ravioli di zucca” alla ricotta affumicata; “La costina di manzo al nebbiolo” con delicato purè di radici e scalogni glassati ed il “Salmone” accompagnato al terroso topinanbur e caviale di trota. A concludere il “Dolce al Caramello Salato” con il sorbetto di pera e zenzero.
I commensali, chiamati con insistenza ad esprimere opinioni e criticità circa i piatti, si sono prestati ad un sondaggio (scritto, anonimo e con valutazione) da cui è emerso positivo stupore per il risultato di abbinamenti insoliti.
Dalle 17,30 alle 21 circa di oggi Arrà accoglie tutti i visitatori offrendo l’apericena. Da domani, sabato 7 marzo parte l’orario programmato di apertura settimanale.
c.s.



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