Il gesto è semplice: svitare una targa, sostituirla con una nuova. Ma quando Alba ha rinnovato la segnaletica dedicata a Medford, il più antico dei suoi gemellaggi, l’emozione è stata palpabile. «Non è un cambio di metallo, è un modo per dire che questa storia continua», ha spiegato Luisella Vernone, presidente del comitato Alba Medford. Il pensiero è andato a Pina Toppino, presidente onoraria recentemente scomparsa, che per decenni aveva custodito la memoria di quel legame. «Per lei Medford era una seconda casa», ha ricordato una volontaria. «Diceva sempre che un gemellaggio vive finché qualcuno ha voglia di attraversare una frontiera».
Il rapporto con la città dell’Oregon nacque nel 1960, nel quadro del programma americano “People to People”. La telefonata via satellite del 1962, attraverso il Telestar, resta un simbolo di modernità. «Fu come parlare al futuro», aveva raccontato la stessa Toppino in una delle sue ultime interviste, sottolineando come quell’esperimento avesse cambiato la percezione del mondo per molti albesi.
Nel 1969 arrivò il gemellaggio con Banská Bystrica (Slovacchia), città che come Alba aveva conosciuto la resistenza. «Ci siamo riconosciuti nella stessa pagina di storia», spiega Gianni Barbero, presidente del comitato. Gli scambi sportivi e folcloristici hanno dato continuità a un rapporto fondato sulla memoria condivisa.
Il 1985 segnò l’ingresso di Böblingen (Germania), che aprì ad Alba le porte delle “Olimpiadi delle città gemelle”, una manifestazione che ha coinvolto generazioni di giovani. «L’Europa la capisci davvero quando la vedi correre in un unico stadio», afferma Daniela Viberti, presidente del comitato. Da allora, scambi culturali e gastronomici hanno rafforzato un legame vivace e concreto.
Nel 1995 fu la volta di Beausoleil (Francia), affacciata sulle colline sopra Monaco. Un rapporto costruito su turismo, cultura e scambi scolastici. «Il confine non divide, definisce un paesaggio comune», osserva il presidente Massimo Lampugnani, ricordando le prime visite ufficiali.
Il 2004 portò all’ufficializzazione del gemellaggio con Arlon (Belgio), favorito anche dalla presenza della Ferrero Ardennes. «Quando siamo arrivati lì, abbiamo trovato una comunità che conosceva già Alba», racconta Marilina Ferro, presidente del comitato. Le collaborazioni culturali e sportive hanno consolidato un rapporto che oggi coinvolge scuole, associazioni e famiglie.
Nel 2007 si aggiunse Sant Cugat del Vallés (Spagna), città dinamica della Catalogna alle porte di Barcellona. Concerti, scambi scolastici e una scuola intitolata ad Alba hanno reso questo rapporto uno dei più vivaci. «La musica è diventata la nostra lingua comune», spiega Paolo Custodero, presidente del comitato, ricordando le rassegne giovanili che hanno unito centinaia di studenti.
L’ultimo gemellaggio, nel 2017, è quello con Giresun (Turchia), città del Mar Nero legata ad Alba dalla filiera della nocciola. «Le nostre economie parlano la stessa lingua agricola», sottolinea Flavio Borgna, presidente del comitato. La firma avvenne durante la Fiera del Tartufo, suggellando un rapporto già radicato. Oggi i sette comitati lavorano insieme per mantenere vivi questi legami. «Il nostro compito non è organizzare viaggi, ma creare occasioni di incontro», afferma l’assessore ai Gemellaggi Davide Tibaldi. E un giovane volontario aggiunge: «Ogni volta che una targa viene sostituita, non celebriamo il passato: ricordiamo che il mondo è più vicino di quanto sembri».
La città e l’omaggio a Medford Sette gemellaggi, una comunità
Dietro al semplice gesto di una segnaletica da rinnovare c’è molto di più. Luisella Vernone: «è un modo per dire che questa storia continua»



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