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«In campo sono l’arbitro, non una donna che arbitra»

Giorgia Scaffidi, fischietto della sezione di Alba-Bra, porta avanti una passione di famiglia con il sorriso

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Giorgia Scaffidi, giovane arbitro della sezione di Alba-Bra, ha cominciato ad arbitrare a 15 anni. Oggi, dopo quasi sei stagioni sportive, non ha perso minimamente la passione e dirige i match del campionato di Eccellenza maschile e Juniores nazionale. Il direttore di gara ci ha raccontato il suo percorso con il fischietto, dagli inizi a oggi con uno sguardo su curiosità e futuro.

Com’è cominciata la tua avventura da arbitro?
«Mio papà ha sempre arbitrato e io, quando ero piccola, andavo alle sue partite con mia mamma. Ho seguito il corso da arbitro nel 2017, il 3 dicembre di quell’anno ho fatto l’esordio con i Giovanissimi e, sin da subito, mi è piaciuto molto. Dal 2022 sono in Eccellenza».

Hai preso parte a diversi progetti, ce li puoi raccontare?
«Quando sono passata ai campionati regionali con la Seconda Categoria, ho cominciato con il “Woman Project”, iniziativa volta ad accelerare la formazione e la crescita di arbitri, assistenti e osservatori donna. Nel 2021, con il mio approdo in Prima Categoria, sono stata selezionata dal “Talent & Mentor”, progetto che ha coinvolto 10 arbitri della regione che venivano seguiti dai “mentor”. Grazie a questo progetto, ho avuto la fortuna di conoscere anche i “talent” delle altre regioni con cui siamo andati al Centro Federale di Coverciano e a Milano per festeggiare i 110 anni dell’AIA. Dal 2022 faccio parte del “Women Fifa”, che vede impegnate 40 ragazze provenienti da tutta Italia e dall’estero. Io sono stata scelta, dal comitato regionale, per rappresentare il Piemonte. Grazie a questo progetto, facciamo periodicamente call tecniche anche con arbitri di Serie A».

Percepisci, in campo, pregiudizi di genere?
«Sono stati fatti davvero tanti passi avanti. Con calciatori e dirigenti, io non noto la differenza di quando a dirigere c’è un collega uomo. Purtroppo, per la legge dei grandi numeri, ogni tanto da fuori qualcosa si sente, ma è molto più raro. In campo non sono una donna che arbitra, ma sono l’arbitro».

Quali sono le principali difficoltà che un arbitro deve affrontare nel corso di una gara?
«Ancor prima del fischio d’inizio, è fondamentale conoscere la partita che stai andando a dirigere e i giocatori impegnati in campo. Quando, il martedì, ricevo la designazione inizio a preparare, e a studiare, la partita. Durante il match è poi fondamentale rimanere concentrati fino al triplice fischio. La parte più difficile riguarda la gestione dei giocatori più carismatici».

Quali sono i momenti più belli che hai vissuto da arbitro?
«Mi ricordo molto bene l’amichevole internazionale tra Italia e Inghilterra (Under 23 Femminile) al Silvio Piola di Vercelli. In questa stagione ho anche diretto l’Alessandria al Moccagatta. Altri momenti difficili da dimenticare sono sicuramente quelli vissuti a Coverciano, dove ho conosciuto Orsato, Rosetti e Bianchi».

Quanto è importante la preparazione atletica?
«è fondamentale anche perché, in primis, devi sempre essere vicino all’azione. Mi alleno quasi tutti i giorni. Ho anche un nutrizionista e un preparatore atletico».

Molti atleti hanno riti scaramantici prima delle loro sfide, tu ne hai?
«Cerco di fare sempre le stesse cose prima della partita, soprattutto quando sono in Eccellenza. Ad esempio, uso sempre lo stesso fischietto. Sono piccole cose che mi fanno sentire più sicura».

Hai qualche idolo?
«Il mio idolo è Daniele Orsato. Io sono una persona molto decisa e mi rispecchio nel suo carattere».

Qual è il tuo sogno?
«Il mio sogno è quello di arrivare in Serie A ma, come giusto che sia, penso sia il sogno di tutti (ride, ndr). Io cerco di scendere in campo per ogni partita con il sorriso e di divertirmi perché si tratta di sport e voglio, cercando di fare bene, godermi questo viaggio».

BaNNER
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