Il vino come cultura, ma anche come osservatorio economico e sociale. È un po’ questa la chiave con cui Go Wine guarda al 2026. L’associazione nata ad Alba, guidata da Massimo Corrado, detta il calendario degli eventi e raccoglie analisi sull’andamento dei prezzi e il rapporto con i consumatori. «Il vino non è soltanto un prodotto – ci ha spiegato l’avvocato Corrado – ma un elemento identitario del territorio. Il nostro lavoro è mettere in relazione chi lo produce con chi lo beve, creando occasioni di incontro e conoscenza». Un approccio che negli anni ha trasformato Go Wine in uno dei principali soggetti di promozione culturale del vino piemontese, con iniziative in tutta Italia.
Nel 2026 il programma riparte da Alba e dal Piemonte. Tra gli appuntamenti più attesi torna “I Grandi Terroir del Barolo”, tra primavera e autunno, con degustazioni dedicate ai cru e alle differenze tra le aree di produzione. L’evento coinvolge decine di cantine e si svolge tra i comuni della denominazione. Accanto a questo, la “Festa del Vino – I Vitigni Autoctoni del Piemonte” riunisce produttori da tutto il territorio regionale e rappresenta una delle manifestazioni più partecipate. Il calendario comprende anche la rassegna dedicata ai nebbioli del Piemonte, che tocca diverse città italiane e consente di confrontare produzioni di Langhe, Roero, Alto Piemonte e altre aree. «Il Nebbiolo è un grande ambasciatore del territorio – sottolinea Corrado – ma dobbiamo far conoscere tutte le sue espressioni». Non mancano iniziative legate all’enoturismo, come il progetto “Cantine d’Italia”, che promuove la visita diretta in azienda. «Oggi chi ama il vino vuole vivere il territorio e le cantine stanno investendo sempre di più in accoglienza».
Ma, a questo proposito, quanto costa visitare le cantine? E il prezzo del vino? Secondo i dati raccolti da Go Wine, tra il 2020 e il 2025 i vini italiani hanno registrato aumenti medi significativi. In alcune denominazioni di fascia alta gli incrementi hanno superato il 20%, spinti dall’aumento dei costi energetici, della logistica e delle materie prime, ma anche dalla forte domanda internazionale. «Negli ultimi anni i prezzi sono cresciuti in modo evidente – osserva Corrado – soprattutto per le etichette più richieste. È comprensibile, ma bisogna evitare che il vino diventi un prodotto elitario. Tutto parte da un ragionamento pratico: se vado con mia moglie a visitare una cantina e oltre all’ingresso voglio acquistare una o due bottiglie, quanto spenderò complessivamente visto che dovrò per forza usare l’auto? Non poco». Leggiamo il resoconto dell’indagine a campione: la media nazionale degli aumenti è stata del 32%. E la Guida Cantine d’Italia 2026 comunica numeri e dati da nord a sud, confermando che il costo di una visita base è salito del 7%.
Intanto cresce anche l’interesse per le piccole aziende e le realtà legate al territorio: «Il consumatore vuole conoscere la storia del vino e questo è un valore per le nostre colline». Go Wine rafforza inoltre le attività formative, con degustazioni guidate e incontri culturali. Il progetto “Bere il territorio” mira ad avvicinare nuovi appassionati. Il 2026 si presenta quindi come un anno di consolidamento e rilancio. «Il nostro obiettivo – conclude Corrado – è costruire una comunità attorno al vino. Il dialogo tra produttori e consumatori è fondamentale». Il ruolo di ponte tra Langhe e mondo del vino spetta a Go Wine.


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