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Cebon: rigenerare la terra, coltivare la comunità

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Terra. Rispetto. Rigenerazione. Comunità. Sono le parole chiave che bisogna tenere ben presenti prima di immergersi nella storia di Silvia Verganti e Mario Zoppi e della loro Cebon, una piccola azienda agricola che si occupa di coltivazione e trasformazione. Una come tante, direte voi. Non proprio, rispondo io e la differenza sta proprio lì, in quelle quattro parole.
Silvia Verganti abitava con la sua famiglia a Milano e quasi per scherzo un’amica scova sul web la “casa dei sogni” a Bovina, a metà strada tra Paroldo e Ceva. Scherzi e sogni si mescolano diventando realtà e tutta la famiglia, appena espletati i tempi tecnici, si trasferisce.
Nel frattempo, Mario, nel cebano, calcava le strade della propria famiglia tra studi legali e imprenditoria agricola, appassionandosi più alla seconda che ai primi ed è come “vicini di banco” a un mercatino agricolo che si conoscono.
Una storia raccontata di domenica mattina, passeggiando tra orti, minuscole serre, alberi da frutto in un luogo dove da troppo tempo il lavoro di campagna era stato dimenticato. Passo dopo passo, spiegazione dopo spiegazione mi rendo conto degli obiettivi ambiziosi di questi due ragazzi.
Ambiziosi, ma decisamente controcorrente.
Al centro mettono la terra, in tutte le accezioni possibili. La terra che circonda la cascina di Bovina, la terra abbandonata, ma anche la terra troppo sfruttata, la terra che si ammala, la terra che bisogna osservare per poi imparare perché solo in questo modo tornerà a essere la nostra vera Madre. Una terra che ha bisogno di essere rigenerata e ciò significa operare scelte radicali, che possiamo tradurre con: zero intensività, zero agenti chimici, niente lavorazioni meccaniche. In cascina esiste un unico trattore che viene utilizzato soltanto per spostare il materiale pesante.
Si chiama agricoltura rigenerativa, un approccio che alla base ha una forte etica basata sulla sostenibilità che Mario e Silvia condividono con altri piccoli “farmer”. Si incontrano, studiano e organizzano corsi pratici.
La maggior parte dell’attività di Cebon si svolge attorno agli orti e agli alberi da frutto. Il terreno di dimora viene preparato interamente a mano seguendo dei principi naturali ricavati dall’osservazione della natura, in cui piante diverse, ma anche animali possono convivere e essere produttivi, privilegiando la qualità rispetto alla quantità. I prodotti vengono in parte trasformati per conservare profumi e sapori durante le stagioni più fredde, ma da aprile a novembre si possono prenotare cassette di frutta e verdura appena raccolte due volte a settimana. La richiesta è tanta, la disponibilità, utilizzando questi metodi, non molta e non può essere di più. Non vogliono arricchirsi, vogliono coltivare nel modo migliore possibile, per restituirne i risultati alla propria comunità. Utopia? Può darsi, ma quella foglia di cavolo riccio raccolto in una domenica di febbraio è una delle cose più deliziose mai assaggiate e la comunità che può vantare tali sapori e imprenditori di questo stampo deve considerarsi molto fortunata.

Paolo Gula

BaNNER
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