Dietro a tante storie imprenditoriali di successo, ci sono famiglie molto unite. Vale nel Cuneese più che altrove. Vale soprattutto nel caso di questa impresa fatta di relazioni e passaggi generazionali che attraversano l’esperienza di Alessandra Rinaudo, co-fondatrice del gruppo Nicea, protagonista di un percorso imprenditoriale partito a Manta dall’atelier di mamma (e nonna) Maria Teresa e negli anni condiviso sempre di più con le figlie Nicole e Aurora Cavallo, ciascuna con una strada autonoma ma profondamente legata alle radici familiari. Perché è all’interno della famiglia che si sono sviluppati tutti i sogni, le competenze e infine le realizzazioni imprenditoriali. Per Alessandra Rinaudo l’impresa non è mai stata solo lavoro, piuttosto una dimensione esistenziale: «La famiglia e l’azienda sono sempre state intrecciate. Non abbiamo mai vissuto le due cose come mondi separati. Le mie figlie sono cresciute vedendo cosa significa costruire qualcosa giorno dopo giorno».
Nicole Cavallo rappresenta la continuità nel settore “bridal” (“nuziale”), ma con uno sguardo contemporaneo: «La sposa, in fondo, è sempre un po’ trascorsa nelle mie vene. Sto continuando un lavoro che appartiene alla mia famiglia da tre generazioni: è uno di quei mestieri che, più che sceglierlo, ti sceglie». Un percorso non scontato: «Per molto tempo pensavo che non sarebbe stata la mia strada, invece mi sono ritrovata progressivamente coinvolta, fino a esserne completamente assorbita e innamorata». Oggi la responsabilità è chiara: «Lo vivo come un grande onore, ma anche come una responsabilità importante: portare avanti un patrimonio di sapere artigianale, sensibilità estetica e relazione umana costruito negli anni». Le prospettive guardano alla continuità e all’innovazione: «Ho appena avviato un nuovo brand focalizzato sul Made in Italy, sull’abito su misura e su un servizio sartoriale di alto livello, dove ogni sposa viene seguita in modo personale. L’obiettivo è consolidare il progetto, anche grazie all’apertura recente del nostro atelier nel centro di Torino». Parallelamente c’è l’espansione: «Desideriamo raggiungere le spose anche in altre aree d’Italia con nuovi punti vendita selezionati, mantenendo la stessa cura e qualità».
Solo in apparenza diversa, la strada di Aurora Cavallo, conosciuta sui social come Cooker Girl. Perché anche per lei il punto di partenza è stato la famiglia. «Ho iniziato a cucinare perché mamma e papà arrivavano tardi la sera: un po’ per aiutare in casa e un po’ per non mangiare sempre le stesse cose». Il cibo, racconta, è sempre stato un momento centrale: «Condividere il pasto, sedersi tutti insieme a tavola è sempre stato importante. Però non c’era molto tempo per cucinare. Così mi sono messa ai fornelli». L’approdo al digitale è arrivato in modo naturale: «Da parte di mamma, papà e Nicole c’è stato subito grande supporto. Nessuno poteva immaginare che risvolti avrebbe avuto, ma grazie al nostro background aziendale c’era già consapevolezza delle opportunità del mondo digitale». Un percorso che si è tradotto con naturalezza in una community ampia e in un linguaggio diretto, capace di parlare a una generazione diversa rispetto a quella della moda tradizionale.
Per mamma Alessandra questa pluralità di esperienze è un valore: «Ognuna ha trovato la propria strada. Non ho mai imposto nulla. Le ragazze si sono sempre sentite libere di scegliere, come è giusto che sia in questo contesto attuale. Credo che la cosa più importante sia trasmettere metodo, serietà e rispetto per il lavoro». Il risultato è una famiglia imprenditoriale che unisce sartorialità e comunicazione digitale, relazioni personali e nuovi modelli di business. Così il Made in Italy può evolvere partendo da radici solide e dal legame tra generazioni. In questo caso, con una forte impronta femminile.
Moda per spose e cucina social: qui il Made in Italy non ha limiti
L’atelier di nonna Maria Teresa è il luogo da dove tutto è partito. Alessandra Rinaudo è al centro di una storia che Nicole e Aurora Cavallo stanno trasformando tra innovazione e futuro

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