ABusca c’è una storia esemplare di imprenditoria al femminile e di complicità generazionale. Esemplare, perché mette in risalto alcune doti peculiari delle donne: la creatività, la delicatezza, l’attenzione per i dettagli, la dedizione per il lavoro, la passione e la concretezza. Tutte queste qualità sono alla base del successo quotidiano della Cioccolateria Fagiolo Peirano, laboratorio di idee più che di pasticceria. Un luogo governato da donne, sospese fra tradizione e futuro con mamma Giuseppina e le figlie Giorgia e Giuliana.
Le origini sono ancorate nel passato, risalgono almeno al 1893, anno documentato grazie a una lunga ricerca negli archivi. «Abbiamo recuperato certificati e testimonianze di una tradizione ancora più antica – ci spiega Giorgia Fagiolo Peirano –. Il riconoscimento di impresa storica d’Italia, ottenuto nel 2012, è il risultato di questo lavoro». La famiglia, tra Dronero, Boves, Fossano e Busca, ha attraversato generazioni di pasticceri e artigiani nel Cuneese. Il prodotto simbolo è il celebre “Bacio blu di Busca”, creato dal nonno e rilanciato da Giorgia e Giuliana.
Il vero passaggio di testimone è avvenuto dopo il pensionamento di Giuseppina, insegnante per anni. Che ci racconta: «Ho sempre collaborato in pasticceria con i miei genitori, da ragazzina e poi da insegnante. Spesso ci fermavamo di notte a incartare i dolci. Un giorno ho detto alle ragazze: ripartiamo. Tradizione sì, ma con innovazione e qualità». È stata lei a curare la ricerca storica, il legame con il territorio e l’idea di un piccolo museo nel retro del laboratorio, dove sono raccolti oltre seicento oggetti, documenti e fotografie e che accoglie scolaresche e visitatori, con degustazioni e ricordi. «Per me è stata una grande soddisfazione tornare alle origini e trasmettere questa avventura», ci dice Giuseppina. Accanto a lei, Giorgia e Giuliana hanno competenze diverse. Giorgia ha fatto studi economici e poi una lunga esperienza in banca, ma la passione per il cioccolato l’ha riportata in laboratorio. «Da piccola facevo esperimenti nella cucina di casa. Sentivo che questo era il mio mondo». Oggi si occupa della ricerca sui prodotti, con nuove ricette e linee di cioccolateria per un mercato di nicchia. Giuliana, invece, ha una formazione artistica e ha disegnato il logo della Cioccolateria e il packaging. Le scritte in stile gotico, il campanile, le maschere e i simboli della città trasformano ogni confezione in un messaggio di autenticità. Anche le piccole imperfezioni grafiche del marchio di famiglia – che nasce dall’unione consapevole tra il cognome paterno e quello materno – sono state lasciate volutamente, per sottolineare l’artigianalità di Fagiolo Peirano.
La forza dell’azienda è in questo equilibrio tra differenze. «Non è semplice lavorare in famiglia – ammette Giorgia –. Abbiamo caratteri diversi e a volte ci scontriamo, ma proprio da questo confronto nasce la nostra crescita». Ogni prodotto fa riferimento a Busca, tra monumenti, leggende e tradizioni. Un modo per distinguersi in un mercato sempre più competitivo. Il percorso non è stato facile. La crisi economica, il Covid, i cambiamenti del commercio hanno messo alla prova una microimpresa che deve gestire tutto in autonomia: produzione, vendita, comunicazione, social e amministrazione. «Oggi chi fa impresa artigiana deve avere più competenze», sottolineano. Giuseppina guarda avanti: «Mio nipote rappresenta la settima generazione, indicata nelle punte della corona nel nostro logo. Ora vive a Milano e fa il fotografo, un domani chissà».
Fagiolo Peirano, una squadra che vince con i dolci e la storia
La svolta di mamma Giuseppina e il lavoro multitasking delle due sorelle Giorgia e Giuliana per dare più valore alla Cioccolateria di Busca. Dal 1893 a oggi

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