Attenti, curiosi, partecipi. Gli studenti e le studentesse del Liceo “Vasco-Beccaria-Govone” si sono immersi, venerdì 27 febbraio 2026, in una giornata tutta dedicata all’Intelligenza Artificiale e al rapporto con la dimensione umana.
La X edizione del Convegno “Beccaria”, promosso in collaborazione con EFT Piemonte, ha coinvolto 200 allievi e allieve, chiamati a interrogarsi su uno dei temi più complessi e decisivi del nostro tempo: il ruolo dell’uomo in un mondo sempre più guidato dagli algoritmi.
A guidare il percorso sono stati i docenti di EFT Piemonte Barbara Baldi, Raffaella Castellina, Andrea Piccione, Andrea Goia e Luca Basteris, che hanno accompagnato i ragazzi in un dialogo aperto tra etica, tecnologia e futuro. La mattinata si è aperta con una sessione plenaria dal titolo “Verità, libertà e tecnologia dell’IA”, durante la quale sono state affrontate domande cruciali: è davvero possibile mantenere l’essere umano “al centro” dei sistemi di intelligenza artificiale? In che modo queste tecnologie stanno già influenzando il nostro modo di pensare, scegliere e agire?
Dalla tarda mattinata e nel pomeriggio, spazio ai laboratori tematici che hanno coinvolto le classi in attività partecipate e stimolanti. I ragazzi si sono confrontati con temi come i bias e i pregiudizi negli algoritmi, il funzionamento dei grandi modelli linguistici tra reale comprensione e “pappagalli stocastici”, il ruolo dei meme nel raccontare l’intelligenza artificiale e, infine, la progettazione del futuro attraverso il prompting engineering.
L’intelligenza artificiale ci renderà uomini diversi? Saremo semplici utenti più efficienti o davvero capaci di immaginare un futuro “more than human”? La risposta arriverà con il tempo; noi sappiamo però che la partecipazione degli studenti è stata attenta, curiosa e di alto livello, segno di una generazione che, su alcuni aspetti di questo vasto argomento, dimostra già una notevole comprensione e consapevolezza delle tecnologie digitali. Un dato che incoraggia e che restituisce fiducia: le nuove generazioni sembrano pronte non solo a usare l’intelligenza artificiale, ma anche a interrogarsi criticamente sul suo impatto. È da qui che può nascere l’uomo nuovo che verrà, capace di tenere insieme innovazione, responsabilità e centralità dell’essere umano.
c.s.


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