AForesto di Cavallermaggiore, dove le notizie di solito scorrono lente, negli ultimi giorni il clima si è scaldato attorno all’ipotesi di un impianto per il trattamento di scarti legnosi nella zona produttiva. Non un termovalorizzatore né un pirogassificatore, precisa il sindaco Davide Sannazzaro, ma una struttura dedicata al recupero energetico da pali telefonici dismessi, già trattati con impregnanti. «Nessun legame con le traversine ferroviarie, che sono materiali ben più critici», chiarisce.
Il primo cittadino ribadisce però che finora non esiste alcuna richiesta formale né al Comune né alla Provincia, ma che l’amministrazione ha avviato contatti preliminari con Arpa Piemonte e tecnici per muoversi con cautela. «La tutela dell’ambiente e dei cittadini – dice – resta una priorità».
La minoranza, guidata da Chiara Voghera, non si dice rassicurata. Chiede chiarimenti su impatti sanitari, ambientali e agricoli, ricordando che l’interesse per l’area risale all’estate 2024. «Una volta costruita la struttura, chi garantisce che le autorizzazioni non vengano ampliate?», osserva, sollevando anche dubbi sulla trasparenza del percorso informativo.
Nel dibattito entra anche il consulente interpellato dal sindaco, Roberto Cavallo, professionista di Alba e figura riconosciuta a livello internazionale nel settore ambientale. La minoranza aveva contestato la sua presunta vicinanza politica alla maggioranza, ma Cavallo replica: «Ho consulenze con molte amministrazioni. Per esempio con il Comune di Ascoli Piceno dove il sindaco è di Fratelli d’Italia. Non essendoci nulla di ufficiale, a Sannazzaro ho semplicemente consigliato di organizzare una campagna di ascolto per arrivare a soluzioni condivise».
Il sindaco respinge le accuse dell’opposizione: «Le critiche sono strumentali. L’area del Foresto è destinata da anni a insediamenti produttivi. La prudenza non è reticenza: è rispetto delle procedure». E aggiunge che, se mai arrivasse una richiesta formale, il progetto sarebbe valutato con un’istruttoria completa su salute, ambiente e compatibilità agricola. Nel frattempo, il primo cittadino ha incontrato alcuni residenti della frazione, confermando l’intenzione di creare un gruppo di lavoro condiviso. «Vogliamo coinvolgere maggioranza e opposizione per approfondire insieme la questione – spiega – non c’è nulla di formale, ma serve un percorso informato». Anche Voghera conferma la disponibilità a partecipare: «Prima mi confronterò con i residenti con cui ho parlato in questi giorni, ma credo che parteciperò personalmente. Il tavolo servirà per avere risposte chiare da Arpa, Asl e altri enti».
A Foresto, intanto, si resta in attesa: nessuna istanza ufficiale, molte domande aperte e un confronto che sta appena iniziando, un tavolo per ragionare, dirimere questioni, affrontare l’oggetto della vicenda in maniera razionale e senza attriti. Una situazione che potrebbe evolvere in modo rapido, anche quando sembrerà tutto immobile e, magari, scoppiare come una bolla di sapone.
Scarti legnosi: il progetto agita la frazione di Foresto
Nel Comune di Cavallermaggiore c’è discussione, ma il sindaco sottolinea che non esiste alcuna richiesta formale. L’intervento della minoranza


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