Idee, scelte ed investimenti: quale futuro per la montagna? Questo il tema che ha caratterizzato l’incontro “Il futuro ad alta quota” che si è tenuto nella serata di mercoledì 25 febbraio presso la Sala Michele Ferrero di Confindustria Cuneo: il convegno, partito dall’omonimo libro scritto da Andrea Ferrazzi (Direttore di Confindustria Belluno Dolomiti), ha provato a mettere a fuoco le potenzialità dei territori montani intesi come spazio in cui imprese e comunità possano generare nuove occasioni di lavoro, filiere e servizi.
Ad introdurre l’evento, il dialogo fra il Direttore Generale di Confindustria Cuneo Giuliana Cirio e l’imprendotore Angelo Gaja: “C’è la consapevolezza di avere una ricchezza che può essere messa a frutto. La montagna – ha commentato Gaja – ha perso popolazione e qualcuno parla di inverno demografico: e se fosse possibile trasformarlo in una primavera? Questo attrezzando la montagna per offrire la possibilità, anche a causa del cambiamento climatico, di accoglienza a soggetti che vogliono scegliere l’altitudine”.
“Questo territorio non può prescindere dal tema montagna, delle terre alte e delle marginalità alla quale sono condannate tutte le aree che non riescono a dimostrare una vera e propria sostenibilità economica: ed è qui – spiega Cirio – che il ruolo di un’associazione di categoria entra in campo, con il compito di favorire degli investimenti, sia pubblici che privati in un territorio in cui sarebbe difficile, riconoscendone la peculiarità e l’importanza. Le potenzialità nascono dalla conoscenza delle caratteristiche delle nostre terre, in alcuni casi ancora troppo poca”.
Ha partecipato al dibattito anche Fredo Valla, regista e sceneggiatore che da oltre 40 anni vive nel piccolo comune di Ostana, il quale ha letto insieme alla moglie Leda alcuni passi del suo intervento sul tema, pubblicato nella raccolta “Dialoghi sulla montagna”.
Centro e base di partenza del convegno, come detto, il libero “Il futuro ad alta quota”: il volume di Andrea Ferrazzi è allo stesso di analisi e proposta, smontando i luoghi comuni sulla montagna come periferia senza speranza e restituendola come laboratorio del domani, capace di attrarre giovani, idee e energie nuove. Un invito quindi a chi non si rassegna a vedere l’Italia arretrare, e vuole scommettere sulla forza dei margini per ridisegnare il futuro del Paese: “Anche ad alta quota ci può essere un futuro, se saranno rispettate alcune politiche che dovranno considerare le nuove condizioni economiche e sociali in cui viviamo. – ha spiegato il Direttore di Confindustria Belluno Dolomiti – Le potenzialità sono elevate, ma non dobbiamo cadere nell’illusione che la montagna sia cartolina o un luogo sacro: sono posti dove le comunità vivono, e vivono se possono soddisfare le proprie esigenze ed aspettative. Per questo, il tema cruciale è il ripensare a questi luoghi”.
Nel cuore della serata, si è tenuta una tavola rotonda di confronto, per discutere delle possibilità di nuovi modelli di sviluppo dei territori ad alta quota e dei loro bisogni e necessità, moderata da Mauro Danna (vicedirettore di Confindustria Cuneo), a cui hanno partecipato: Marco Gallo, Assessore Regionale alla Montagna; Daniela Balestra (Presidente di Confartigianato Cuneo); Marco Bussone (Presidente UNCEM), l’imprenditrice Alessia Giorgia Caramello; Sabrina Rocchia (Sindaca di Pietraporzio); in collegamento, Anna Giorgi (Delegata temi montani della Statale di Milano – Unimont).
A chiudere l’incontro l’intervento del Presidente della Provincia di Cuneo Luca Robaldo.



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