Quattro territori specifici, quattro strategie e un’unica regia: nel Cuneese i Gruppi di Azione Locale sono uno degli strumenti più concreti per portare risorse europee e nazionali nelle aree rurali e montane con uno schema che parte dal basso e ha il pregio di unire efficacemente risorse pubbliche e private. I Gal di Langhe e Roero, Tradizione delle Terre Occitane, Mongioie e Valle Gesso-Vermenagna-Pesio si muovono seguendo un modello comune ma con priorità diverse. Negli ultimi mesi il tema è tornato al centro dell’attenzione per nuovi bandi e finanziamenti. Ma dietro le cifre si muove un sistema che incide sulla vita quotidiana di Comuni e imprese: servizi, turismo, filiere locali, giovani imprenditori e qualità della vita nelle aree interne.
Qual è il ruolo dei Gal
I Gruppi di azione locale nascono nell’ambito del programma europeo Leader e operano all’interno della programmazione dello sviluppo rurale. L’obiettivo è sostenere territori spesso marginali, mettendo insieme pubblico e privato e costruendo interventi su misura. Un approccio “bottom-up”: prima si ascoltano i bisogni, poi si costruiscono bandi e progetti. In provincia Granda, come detto, i Gal sono quattro: Langhe e Roero, Monregalese e valli del Mongioie, vallate alpine del Monviso e sistema delle valli Gesso, Vermenagna e Pesio.
Langhe e Roero: servizi e comunità
Nel territorio collinare il Gal Langhe Roero ha aperto un bando da 400mila euro rivolto a Comuni ed enti pubblici per interventi su spazi e servizi di comunità. Le risorse finanziano progetti per socialità, sport, cultura, turismo e benessere, con contributi a fondo perduto fino al 70% con spesa minima di 20mila euro e massima di 72mila. Per le domande c’è tempo fino al 29 maggio. «L’obiettivo è trasformare le strutture in luoghi realmente accessibili, vissuti e utili per la comunità, capaci di ospitare servizi e attività moderne, inclusive e durature», ha spiegato il presidente Massimo Gula. Sono interventi spesso piccoli ma mirati e strategici: centri polifunzionali, biblioteche, spazi per giovani e anziani, luoghi di aggregazione. Per accompagnare gli enti locali sono stati organizzati incontri informativi sul territorio. «Questo terzo bando amplia il ventaglio delle opportunità. Vogliamo rendere più attrattive le aree rurali e contribuire a ridurre il divario con quelle urbane». Il prossimo 4 marzo a Bossolasco è previsto un nuovo incontro di approfondimento per chi sarà interessato.
Mongioie: quel progetto da 6 milioni
Diverso il caso del Gal Mongioie, protagonista di una notizia rilevante confermata con soddisfazione a fine gennaio: oltre 6,1 milioni di euro sono in arrivo per il progetto pilota “Terre del Gal Mongioie”, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il piano coinvolge 46 imprenditori, 11 enti pubblici e prevede interventi su filiere produttive, turismo e infrastrutture. Si tratta di risorse extra Leader, legate a un bando nazionale, che il Gal ha atteso per anni. «È una notizia importante – ha evidenziato il presidente Mario Bovetti – ma è il risultato di un percorso che era cominciato nel 2022 con la precedente presidenza per una richiesta di quasi 9 milioni e che ora andrà rivalutata, in attesa anche del Decreto ministeriale». Il progetto punta a rafforzare il tessuto economico e turistico del Monregalese e delle valli circostanti, con investimenti su imprese e servizi.
Valle Gesso: piccolo è bello
Il quarto Gal cuneese, quello della Valle Gesso-Vermenagna-Pesio, rappresenta una realtà molto attiva. «Siamo il Gal più piccolo e anche il più caratteristico del Piemonte – spiega la presidente Raffaella Giordano – ma molto virtuoso. Il nostro punto di forza è la capacità tecnica degli uffici e la copertura del territorio». L’area comprende valli alpine e territori fragili, dove la progettazione locale è fondamentale. «Fin dall’inizio ho puntato a far conoscere il più possibile le attività. Organizziamo incontri, tavoli di lavoro e momenti di confronto per accompagnare chi vuole investire». Tra i progetti simbolo c’è quello sulla connettività: «Abbiamo sostenuto un’iniziativa che ha portato internet in 300 famiglie della valle. Un risultato importante: oggi molte persone possono scegliere di restare e molte possono trasferirsi in questi luoghi di montagna». Il Gal ha finanziato anche reti di filiera e progetti di comunità. «Nel bando sulle filiere hanno partecipato 40 soggetti. Vedere imprenditori sedersi allo stesso tavolo è stato un motivo di grande soddisfazione». C’è anche particolare attenzione dedicata alle attività artigianali. «Abbiamo sostenuto sette nuove imprese, cinque sono state finanziate con 20mila euro ciascuna». Tra le misure in corso ci sono anche le comunità intelligenti, che puntano a servizi innovativi e turismo sostenibile: «Se una comunità lavora insieme migliora la qualità della vita e diventa più attrattiva – aggiunge infine Giordano –. Noi ci incontriamo spesso con gli altri presidenti e con la Regione. Il confronto è continuo e devo dire che c’è molta attenzione per le nostre iniziative da parte dell’assessore regionale Marco Gallo».
Monviso: aziende e comunicazione
Nel quadro delle politiche di sviluppo rurale, anche il Gal Tradizione delle Terre Occitane è entrato nella nuova programmazione 2023-2027 con risorse aggiuntive e una strategia centrata su servizi, attrattività e rafforzamento delle comunità locali. La presidente Mariolina Pianezzola sottolinea come il lavoro si basi su un modello comune in tutta la regione, ma con interventi adattati a ogni territorio: «Stiamo già operando a pieno regime. Con la nuova programmazione abbiamo ricevuto ulteriori risorse, circa l’8-9% in più, che abbiamo deciso di destinare al potenziamento ulteriore di bandi già chiusi, in particolare quelli per la nascita di nuove imprese nelle aree montane». Un segnale di continuità che consente di finanziare progetti rimasti in graduatoria e di sostenere settori strategici come artigianato, turismo, servizi alla persona e ristorazione. Il tema dei servizi, soprattutto nelle aree interne, resta centrale. «È determinante per la permanenza dei residenti. Per ciò lavoriamo molto su questo fronte, con un approccio che parte dai bisogni reali del territorio». Non a caso, tra le iniziative già concluse, il Gal ha registrato una forte partecipazione di nuovi imprenditori extra agricoli, mentre è in fase di definizione la graduatoria per le imprese forestali. Un altro ambito è quello degli Smart Village. Nei prossimi giorni è inoltre prevista l’uscita di un nuovo bando per enti pubblici, con una dotazione di circa 450mila euro e un contributo fino al 90%. L’obiettivo è sostenere interventi strutturali per anziani, giovani, cultura e tempo libero, rafforzando la rete di servizi nei piccoli centri. Accanto ai bandi, il Gal promuove anche iniziative di comunicazione e networking, come eventi dedicati alle filiere produttive e alla promozione dei territori montani, partecipando inoltre a Terres Monviso. «Facciamo molta informazione – conclude Pienazzola – perché spesso le opportunità non sono conosciute. Il nostro obiettivo è accompagnare chi vuole investire, dai giovani imprenditori a chi decide di rimettersi in gioco».
Un modello per le aree interne
Nel complesso il quadro mostra un sistema articolato: bandi per imprese e servizi, progetti di innovazione, sostegno al turismo e alla residenzialità. Interventi che se da un lato non sempre fanno notizia, dall’altro incidono concretamente su borghi e comunità. Con effetti concreti. In altre parole, il futuro dei territori rurali e montani passa anche da qui. Tra fondi europei, programmi nazionali e progettazione locale, i Gal sono strumenti molto concreti in grado di accompagnare costruire uno sviluppo diffuso e, come dimostrano in particolare queste esperienze del Cuneese, di trasformare efficacemente le risorse in servizi e qualità della vita.

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