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Da “Family Business” a “Business Family” Ecco la via per la crescita nel Cuneese

Affiancare l’imprenditore in questo percorso di trasformazione è il ruolo che Deloitte svolge quotidianamente, mettendo a disposizione le competenze tecniche e la visione strategica necessarie per trasformare un’impresa di famiglia in una grande famiglia imprenditoriale

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Dalle eccellenze enogastronomiche conosciute in tutto il mondo alle officine di meccanica di precisione che forniscono l’automotive globale: il tessuto economico della provincia di Cuneo è un mosaico di imprese familiari di successo, fondate sul “saper fare” tramandato tra generazioni. Oggi, però, questo modello si scontra con un mercato che, tra globalizzazione e nuove esigenze tecnologiche, richiede un cambio di passo. La vera sfida non è solo preservare l’eredità, ma dotarla degli strumenti e competenze per competere e prosperare, assicurando continuità e creando nuove opportunità.
«Il tessuto imprenditoriale cuneese è ricco di storie di successo familiare, ma oggi il vero salto di qualità sta nel trasformare questa eredità in una struttura manageriale solida», sottolinea Franco Chiavazza, Partner Deloitte (foto a sinistra). «Non si tratta di un punto di arrivo, ma di un nuovo punto di partenza», aggiunge Matteo Bonatto, Director Deloitte (foto a destra). «È un’evoluzione necessaria per assicurare la prosperità di queste eccellenze per le generazioni a venire».
Questa trasformazione da “family business” a “business family” non è un tradimento dei valori, ma lo strumento principale per la loro valorizzazione, passando da un modello con decisioni accentrate a un sistema dove la proprietà familiare si sposa con una gestione manageriale.
«Il primo passo è definire regole chiare», spiega Matteo Bonatto. «Significa istituire un Consiglio di Amministrazione che possa includere anche consiglieri indipendenti e separare i ruoli aziendali da quelli familiari». Un consigliere indipendente, infatti, porta una visione imparziale e competenze specifiche, ma soprattutto stimola un dialogo costruttivo basato su dati oggettivi e strategie formalizzate. «Non si tratta di perdere il controllo, ma di esercitarlo in modo più intelligente e strategico, attraverso processi che rendono l’azienda meno dipendente dalla singola persona e, quindi, intrinsecamente più forte e di maggior valore, favorendo la contaminazione con nuove idee da esperienze esterne alla azienda familiare», aggiunge Matteo Bonatto.
Parallelamente, è cruciale implementare sistemi di controllo di gestione efficaci per monitorare le performance e prendere decisioni basate su dati oggettivi. Non si tratta di aggiungere burocrazia, ma di avere a disposizione un set di indicatori chiave per guidare l’azienda. Significa avere dati chiari per rispondere a domande cruciali come: “stiamo concentrando i nostri sforzi sui clienti a più alta marginalità?” E ancora: “ci sono prodotti che, di fatto, stanno assorbendo risorse senza generare un profitto adeguato?”.
In un contesto di incertezza, la capacità di anticipare le difficoltà è un vantaggio competitivo. La crisi d’impresa non è un evento improvviso, ma il risultato di squilibri che, se individuati per tempo, possono essere corretti. «Strumenti come gli indici previsti dal Codice della Crisi non sono solo un obbligo normativo, ma rappresentano un sistema di monitoraggio avanzato che permette all’imprenditore di agire d’anticipo», afferma Franco Chiavazza. «È un approccio che Deloitte ha consolidato supportando i propri clienti nell’evoluzione dei loro sistemi di controllo».
I benefici di questa trasformazione sono concreti. Un’azienda strutturata ottiene più facilmente credito, diventa un partner più credibile e, soprattutto, ha un valore economico superiore. La sua valutazione è più alta non solo in caso di vendita, ma anche per la pianificazione patrimoniale della famiglia.
Forse, però, il vantaggio più significativo risiede nella gestione della continuità. Il passaggio generazionale è il momento più delicato nella vita di un’impresa familiare: affrontarlo con una struttura solida e regole chiare riduce drasticamente le incertezze, assicurando che il patrimonio di competenze e valore, costruito in decenni di lavoro, non venga disperso, bensì potenziato.
Una “business family” gestisce questa transizione in modo proattivo, separando il piano della proprietà da quello della gestione. La nuova generazione può così essere inserita gradualmente in un sistema già funzionante o esercitare un ruolo di indirizzo strategico come parte della proprietà, affidando l’operatività a manager di fiducia. In entrambi i casi, l’eredità viene protetta e valorizzata.
«In definitiva, strutturarsi non significa perdere la propria anima, ma costruire un’azienda che non solo sopravvive, ma prospera attraverso le generazioni. Diventa un patrimonio di valore per la famiglia e per l’intero territorio. Affiancare l’imprenditore in questo percorso di trasformazione è il ruolo che Deloitte svolge quotidianamente, mettendo a disposizione le competenze tecniche e la visione strategica necessarie per trasformare un’impresa di famiglia in una grande famiglia imprenditoriale», conclude Matteo Bonatto.

BaNNER
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