Alba Cheer Titans senza limiti: «Guardiamo ai college Usa»

Il co-fondatore, general manager e gym owner Simone Villa racconta il forte legame con la città: «Una fiducia che restituiamo in forma di responsabilità sociale»

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“Passione, lealtà e coraggio” con queste parole cardine Alba Cheer Titans da un decennio regala spettacolo, entusiasmo e un peculiare senso dello sport in provincia di Cuneo. Partita con cinque atlete e un allenatore nel lontano (ma non troppo) 2015, la società è riuscita a ritagliarsi uno spazio di rilievo, con una disciplina di nicchia come quella del cheerleading, varcando i confini non solo regionali, diventando una realtà d’élite in Italia, ma nazionali. Con un importante seguito: ad oggi, fra le proprie file, può contare circa 300 iscritti, fra settore non competitivo, giovanile ed agonistico, con un migliaio di persone a gravitare costantemente attorno alla Palestra Titans, indispensabile base operativa che illumina con i suoi colori, il viola e il bianco, corso Asti. Nel vivo della stagione 2025-26, a raccontarci il “mondo Titans” è il co-fondatore, general manager e gym owner Simone Villa.

Simone, come nasce l’intuizione Alba Cheer?
«L’idea è nata per caso: non conoscevamo approfonditamente lo sport del cheerleading che avevamo approcciato e scoperto già nel 2012, quando in Italia si stava sviluppando l’embrione di quella che puntava ad essere un’autentica federazione. Nel 2015 abbiamo quindi deciso di fondare una società sportiva che si occupasse specificamente di cheerleading: si è messo in moto un meccanismo virtuoso ed accelerato, partendo da una storica foto di cinque atlete ed un allenatore, oltre ad alcuni corsi periferici sul territorio. Nel mese di aprile 2016 le nostre ragazze fecero parte della rappresentativa nazionale che, agli albori, veniva portata ai Campionati Mondiali in Florida: questo ha fatto sì che, in prima persona, potessi aggregarmi a quella spedizione potendo toccare con mano la patria di questo sport, gli Stati Uniti. Ho quindi imparato un modello di business che potesse essere replicato su scala nazionale. Da quel momento si sono susseguite una serie di tappe cruciali che ci hanno permesso di essere ciò che siamo oggi».

Che legame avete instaurato con il territorio?
«Il rapporto con la città è intenso ma, in un certo senso, non è mai cambiato: infatti, e di questo ne siamo molto grati, Alba ha rappresentato un perno del nostro successo, indipendentemente dalle amministrazioni che si sono alternate negli anni. Un territorio che ha sempre dimostrato una forte apertura, forse proprio quell’apertura internazionale che caratterizza Alba: ci siamo presentati con un progetto strutturato e serio, che il tessuto culturale e sociale della città ha apprezzato. Sin da subito ci sono stati concessi i patrocini per svolgere i progetti scuola, a cui teniamo tanto, e siamo stati invitati a diversi tipi di eventi: ricordo l’esordio al “Mermet”, in una gara di Serie A di pallapugno, con un’esibizione nella quale abbiamo unito novità e tradizione; o penso alla collaborazione ormai quasi decennale con Triangolo Sport per “Corri Sotto le Torri”. Una fiducia che cerchiamo di restituire in forma di responsabilità sociale».

Come viene percepito il cheerleading nel 2026 dagli albesi?
«L’approccio delle persone, questo sì, è cambiato molto: dalla curiosità iniziale siamo arrivati alla consapevolezza, grazie alla diffusione dei valori e dei contenuti del cheerleading, che oggi sono noti. Siamo partiti dallo stereotipo delle gonnelline e dei pompon, rompendolo completamente e creando l’identità sportiva della disciplina, riconosciuta anche dal Comitato Olimpico come sport. Di conseguenza è mutato, appunto l’approccio: dal curioso, all’interessato, all’appassionato».

Centro nevralgico, la Palestra Titans…
«Una struttura indispensabile creata ad hoc partendo dalle nostre esigenze tecniche: attrezzature come il trampolone interrato, la piscina di gommapiuma, la pedana facilitante, oltre a tante altre, ci permettono di gestire un lavoro di eccellenza su scala internazionale. Un impianto che ci consente inoltre di ospitare altre società, le quali possono usufruire anche della consulenza dei nostri allenatori. Al confine fra Alba e Guarene vi è inoltre Casa Titans, una sorta di foresteria con locale ristorazione, spazi ricreativi e di studio, in cui i ragazzi possono svolgere le attività di doposcuola e, d’estate, i camp».

Propositi per il futuro?
«In questo momento, ci piacerebbe offrire la possibilità ai nostri atleti, al termine del percorso che stanno svolgendo con noi, di entrare in un college americano, proseguendo la propria carriera in modo autentico nel contesto in cui questo sport è nella sua massima espressione».