Una vita al volante dei tir di Overland in cinque edizioni, tra deserti, ghiaccio e guerre. Ma non solo: Domenico “Mimmo” Alicandri Ciufelli è anche istruttore di tuffi e dirigente di CuneoGinnastica. Come tutti gli autori di grandi imprese, professa umiltà: «Sono altri i protagonisti di Overland». Tra l’altro, molti dei primi autisti di quel format straordinario trasmesso dalla Rai erano cuneesi. «Ci conoscevamo dai rally africani e dalle gare endurance. Lì è nato il legame con gli ingegneri di Overland». Il progetto della prima edizione firmata dall’imprenditore Beppe Tenti era ambizioso: collegare Roma a New York attraversando la Siberia e lo stretto di Bering. «Servivano mezzi speciali, capaci di resistere a temperature sotto i meno 60 gradi. Iveco accettò la sfida». Ma il primo viaggio non andò come previsto. «Il mare non gelò. Intervenne un aereo militare russo, che trasportò motrici e container in Alaska. Un episodio diplomatico incredibile».
Da lì inizia una lunga serie di spedizioni: dalle Americhe alla Terra del Fuoco, dall’Africa al Medio Oriente, dall’Asia fino al ritorno in Europa. «Capitava di restare bloccati nel fango o nella sabbia. Bisognava spalare per liberare i camion». Le difficoltà non erano solo tecniche: «Permessi, controlli, tensioni politiche. In alcuni Paesi era prassi pagare tangenti al confine». Tra i ricordi più forti c’è un episodio nello Yemen. «Un uomo armato ci sparò perché non ci eravamo fermati al suo posto di blocco». Ma Alicandri Ciufelli preferisce ricordare anche la dimensione umana: «In una zona molto povera del Perù abbiamo soccorso un bambino gravemente malato. Un nostro medico lo ha visitato, aveva la polmonite. Lo abbiamo portato in un centro medico della prima città». Un’altra volta in Cina, un camion della carovana fu derubato. Nel giro di 24 ore la polizia locale aveva individuato il responsabile e restituito la refurtiva. «Vai a capire come hanno fatto». Oltre l’avventura, Overland è stato laboratorio culturale: «Viaggiare significa imparare a comunicare. Bastavano gesti (all’italiana), pazienza e rispetto. In Iraq c’era la guerra, in Africa c’erano i talebani. Mai avuto però problemi con la gente, solo con i governi». Un’esperienza che ora, nonostante gli acciacchi dell’età, trasmette nello sport: è dirigente e coordinatore di attività natatorie e ginniche a Piasco. «Allenare i giovani è un’altra sfida. Ma lo spirito è lo stesso: superare i limiti. Mi manca la strada. Oggi sarebbe ancora più complicato viaggiare in quei Paesi, ma rifarei tutto». E quando gli si chiede cosa gli è rimasto davvero di quegli anni, la risposta arriva senza esitazioni: «La curiosità. È quella che ti fa partire e ti accompagna per tutta la vita».
«Al volante dei tir di Overland ho capito come va il mondo»
L’ex autista cuneese Domenico Alicandri Ciufelli, istruttore di tuffi e dirigente di CuneoGinnastica, racconta la sua avventura guidando oltre guerre e confini


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