“Onde di Terra”, sogno personale diventato progetto condiviso

Renato Sevega, fondatore di Siscom, la software house con sede a Cervere, ha trasformato in sinerga con il regista Andrea Icardi un’intuizione in un investimento culturale identitario dal forte valore territoriale

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Nato tra le colline dell’Alta Langa e ambientato negli anni cruciali della trasformazione industriale piemontese, “Onde di Terra” si è affermato come uno dei casi cinematografici indipendenti più significativi dell’ultimo anno. Un film capace di raccontare non solo la pallapugno e le radici contadine del territorio, ma soprattutto il passaggio epocale tra gli anni ’60 e ’70, quando l’industrializzazione spingeva i giovani verso Torino e Alba, lasciando le campagne sospese tra tradizione e cambiamento.
Dietro il successo di pubblico – oltre 25.000 spettatori nelle proiezioni ufficiali cinematografiche, e altrettanti 25.000 nelle proiezioni organizzate da comuni e enti privati – c’è una scelta precisa: quella di un imprenditore che ha deciso di investire risorse economiche e visione strategica nella produzione culturale.
Renato Sevega, fondatore di Siscom – azienda informatica attiva a livello nazionale nel settore della digitalizzazione dei Comuni – non proviene dal mondo del cinema. Eppure è stato lui a rendere possibile la nascita del progetto, assumendosi il rischio economico e produttivo di un lungometraggio totalmente indipendente.
«Sono un informatico da cinquant’anni – racconta – ma a un certo punto ho sentito il bisogno di restituire qualcosa al territorio. Volevo dare cultura».
Non un’operazione di marketing, bensì un investimento identitario. L’incontro con il campione di pallapugno Massimo Berruti e con il regista Andrea Icardi ha acceso la scintilla, trasformando un’intuizione in un progetto strutturato.
Siscom ha sostenuto economicamente la produzione, garantendo autonomia creativa e radicamento locale: una troupe interamente del territorio, riprese effettuate nei primi mesi del 2024, un lavoro lontano dalle logiche delle grandi produzioni centralizzate. Il risultato è stato superiore alle aspettative: incassi che hanno superato quelli di produzioni con budget ben più consistenti e sale che, anche per un film d’essai, hanno visto tornare le code ai botteghini. Un segnale chiaro di come l’impresa possa generare valore culturale e, al tempo stesso, valore economico.
Andrea Icardi ricorda l’origine creativa del film: due soggetti proposti al produttore. Il primo, legato alla pallapugno, viene accantonato; il secondo, letto in due sere da Sevega, diventa il cuore del progetto. È la storia poetica e drammatica di una ragazza del Sud che arriva nelle Langhe per un matrimonio combinato – il “bacialè” – spunto narrativo che permette di raccontare un’intera comunità nel 1973, nel pieno della sua trasformazione.
«L’idea era mia – spiega Icardi – ma è diventata subito condivisa». Ed è proprio questa sinergia tra impresa e professionisti del cinema ad aver creato un modello produttivo virtuoso. Sevega, pur non essendo un produttore cinematografico di formazione, ha creduto nel progetto lasciando spazio alle competenze artistiche. Dal canto loro, regista e troupe hanno investito energie e professionalità anche oltre il budget disponibile, trasformando un film indipendente in un prodotto di livello nazionale. A completare l’identità del film è stata la colonna sonora firmata da Enrico Sabena, anch’egli profondamente legato al territorio. Le musiche di “Onde di Terra” infatti sono state selezionate dalla rivista specializzata “Colonne Sonore” tra le migliori del 2024.
Il lavoro musicale ha richiesto un minutaggio superiore alla media, con una partitura pensata non come semplice accompagnamento, ma come elemento narrativo integrato. La dimensione intima della storia – il matrimonio combinato – è stata resa attraverso un minimalismo delicato, dominato dal pianoforte; la rappresentazione corale della comunità delle Langhe ha invece trovato nell’orchestra la sua espressione naturale. In chiusura del film, Sabena ha inserito due brani orchestrali già esistenti ma fortemente identitari: “Terra di Granda”, composto come inno musicale della Provincia di Cuneo, e “Figlia dei Venti”, dedicato alle Langhe e registrato ad Alba con la partecipazione dell’Orchestra Nazionale Romena e della violoncellista Simona Colonna. Una scelta che rafforza ulteriormente il legame tra opera cinematografica e territorio.
Il riconoscimento ricevuto nella categoria “La cultura per l’impresa”, nell’ambito del Premio “Io Investo in Cultura” assegnato da Confindustria Cuneo alla fine del 2025 assume così un significato concreto.
“Onde di Terra” dimostra che l’investimento culturale non è un gesto accessorio, ma una forma di responsabilità imprenditoriale capace di generare ritorni sociali, economici e identitari.
Sevega, abituato che nell’impresa serve lungimiranza, guarda già oltre il cinema, con nuove iniziative culturali in cantiere, mentre il film prosegue la sua distribuzione nelle sale del Piemonte, con l’obiettivo di raggiungere il circuito nazionale.
In un’epoca in cui spesso la cultura fatica a trovare sostegno, l’esperienza di Siscom ed in particolare la sensibilità del suo patron Renato Sevega rappresenta un caso emblematico: un’azienda tecnologica che sceglie di finanziare un’opera radicata nella memoria collettiva, trasformando un sogno personale in un progetto condiviso.
Da un informatico che voleva “dare qualcosa al territorio” è nato un film che ha saputo parlare a migliaia di spettatori. E che dimostra, nei fatti, come la cultura – quando sostenuta da visione e coraggio imprenditoriale – possa diventare impresa nel senso più alto del termine.