Fare impresa in terre “deboli”: nove Comuni lavorano in rete

Il nome scelto è suggestivo, “Langa dei Fiori”, ma il progetto è concreto: creare basi solide per aziende che impiantano sedi nella Langa cebana e in Alta Langa

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Sul territorio di 9 Comuni ci sono 200 imprese attive, di cui 120 del settore agricoltura, 30 per la manifattura, altrettanto nell’ambito delle costruzioni e 20 del commercio di vario genere: Che cosa si può fare perché in quelle zone crescano altre attività? Quei Comuni che insistono sulla Langa Cebana e sull’Alta Langa ci stanno provando, con l’avvio di un percorso condiviso per il futuro economico delle popolazioni che resistono ancora in quell’angolo della provincia di Cuneo. A Priero si è tenuto il primo tavolo di lavoro del progetto “Langa dei Fiori”, iniziativa che vede il Comune ospite capofila insieme a Camerana, Castelnuovo di Ceva, Mombarcaro, Monesiglio, Montezemolo, Paroldo, Sale delle Langhe e Sale San Giovanni. Al centro dell’incontro tra amministratori pubblici e tecnici la questione chiave: come creare oggi condizioni reali per lavorare e fare impresa nei territori montani, superando modelli di sviluppo che mostrano i loro limiti. Il progetto, finanziato da Fondazione Crc, attraverso il bando “Valorizzazione”, è pensato come un percorso condiviso, senza oneri diretti per le amministrazioni, e punta a leggere il territorio come un sistema unitario, capace di affrontare fragilità comuni e valorizzare potenzialità spesso disperse dalla frammentazione territoriale. I dati illustrati durante il confronto parlano chiaro: le imprese giovanili e quelle femminili non arrivano ciascuna a trenta unità. Numeri che raccontano una contrazione del tessuto economico tradizionale, ma anche l’importanza strategica di quei segmenti (giovani e donne) su cui si gioca la tenuta economica, sociale e demografica dei borghi. Spiega il sindaco di Priero, Alessandro Ingaria: «Non partiamo da soluzioni preconfezionate, ma da un metodo di lavoro basato sull’ascolto e sulla collaborazione. L’obiettivo è creare condizioni più solide per fare impresa in montagna, soprattutto per giovani e donne». Anche il nome del progetto nasce da una riflessione identitaria: pur appartenendo geograficamente alla Langa, questi Comuni faticano spesso a riconoscersi sotto un’unica etichetta. Da qui l’idea di valorizzare un tratto distintivo condiviso, quello dei fiori e della biodiversità, dalle lavande di Sale San Giovanni alle rose di Priero, fino alle orchidee dell’area delle Sorgenti del Belbo. La ricchezza cromatica dei paesaggi agricoli e naturali diventano elementi narrativi e identitari capaci di accompagnare il progetto senza forzature e senza rigidità di branding. I Comuni si avvarranno della consulenza tecnica di due esperti: Mauro Carbone ed Elisa Casetta, consulente e project manager dei progetti.
Se “Langa dei Fiori” è il progetto per creare lavoro e fare impresa, il “Mont.Lab”, sempre presentato a Priero, ha l’obiettivo di promuovere la creazione e lo sviluppo d’impresa giovanile nelle aree montane e rurali transfrontaliere, rafforzando le competenze locali, l’attrattività dei territori e la cooperazione tra attori italiani e francesi. È rivolto in via prioritaria ai giovani tra i 18 e i 35 anni. L’iniziativa ha come partner il Comune di Isola (in Francia), il Centro di Formazione Professionale Cebano Monregalese e l’ente di formazione Petra Patrimonia coinvolge, sul versante italiano, gli stessi Comuni oltre a Saint-Dalmas-le-Selvage e Saint-Étienne-de-Tinée. «Siamo felici di aver contribuito come Centro di Formazione Professionale alla scrittura di un progetto che punta all’imprenditorialità in aree montane – dichiara Marco Lombardi, direttore del Cfp di Mondovì -. È fatto per la perdita di giovani leve, la crisi delle imprese locali e la mancanza di opportunità concrete per chi vorrebbe restare o tornare».