Ex manicomio di Racconigi Il futuro rimane sospeso

Vendite dei lotti, interessi e agevolazioni L’ex Neuro torna al centro del dibattito. Il Comune: «Confronto con l’Asl sul percorso»

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Negli ultimi giorni l’area dell’ex Neuro di Racconigi è tornata al centro dell’attenzione pubblica. L’Asl Cn 1 ha concluso una nuova asta che ha portato alla vendita di quattro lotti: due sono stati acquistati da una società di Fossano attiva negli impianti industriali, altri due da un privato di Pancalieri. Rimane invece senza acquirenti Villa Tanzi, uno degli edifici più significativi e più delicati del complesso.
Il sindaco Valerio Oderda, come ha dichiarato in diverse sedi, non è stato coinvolto nella procedura di vendita e sottolinea come l’ente locale non abbia ricevuto alcuna comunicazione preventiva. Parallelamente, ha accennato all’esistenza di gruppi imprenditoriali “di peso” che si starebbero muovendo attorno all’area, ma che non coincidono con gli acquirenti dell’asta. Un dettaglio che apre scenari ancora poco definiti.
Sul fronte amministrativo, il Consiglio comunale ha approvato una modifica al regolamento Imu che introduce agevolazioni fiscali per chi avvierà nuove attività produttive, commerciali o professionali a partire dal 2026. La misura prevede un’aliquota ridotta del 50% per i primi tre anni di attività, con l’obiettivo dichiarato di rendere Racconigi più attrattiva per nuovi insediamenti.
Un quadro che, preso così com’è, potrebbe sembrare lineare: un’asta, dei nuovi proprietari, un Comune che aggiorna il proprio regolamento fiscale. Eppure, osservando la sequenza degli eventi e il modo in cui si sono sovrapposti, emergono alcuni aspetti che meritano di essere approfonditi. La vendita dei lotti è avvenuta senza un coinvolgimento diretto dell’amministrazione, mentre attorno all’ex Neuro si muovono soggetti di cui non sono ancora noti i contorni progettuali. Allo stesso tempo, la città diventa più conveniente per chi vuole insediarsi. Tutto legittimo, tutto formalmente corretto. Ma la concomitanza di questi elementi invita a interrogarsi su quale direzione prenderà l’area nei prossimi anni e su quali attori saranno chiamati a definirne il futuro.
Per provare a sciogliere almeno qualche nodo, abbiamo chiesto al sindaco di chiarire alcuni passaggi. Oderda parte da un punto fermo: «Non credo ci sia stata una volontà di tenerci fuori». Il rapporto con l’Asl, spiega, è solido: «Ci confrontiamo spesso, anche su temi complessi. Però alcune scelte, a volte, non passano nemmeno sul tavolo di chi dovrebbe coinvolgerci un po’ di più».
Eppure, vista la centralità dell’area, ci si aspetterebbe un tavolo permanente. «No, non esiste un tavolo strutturato» ammette. «Negli anni abbiamo cercato soluzioni organiche e definitive, e ci sono procedure aperte con soggetti molto importanti. Il problema è che finora non si è mai arrivati a progettualità concrete. Quando ci sono state occasioni reali, però, abbiamo sempre lavorato insieme».
Sul frazionamento in micro lotti, il giudizio è netto: «È stato un errore, anche se veniale. Quelle particelle sono intercluse rispetto al complesso e difficilmente possono avere vita autonoma. Non credo che questa scelta possa portare a una soluzione definitiva».
Quanto alle “cordate importanti” di cui si è parlato, Oderda frena: «È prematuro fare nomi». E sulle agevolazioni fiscali approvate dal Comune, precisa: «Non riguardano l’ex Neuro. Oggi il complesso è classificato come area a servizi. Per qualsiasi trasformazione servirebbe un percorso preciso: conferenza dei servizi, modifica del piano regolatore, una serie di passaggi che oggi non sono nemmeno ipotizzabili».
Per ora, dunque, l’ex manicomio resta sospeso tra ciò che è stato venduto, ciò che potrebbe diventare e ciò che ancora non si può dire, mentre la città osserva e attende di capire quale sarà il prossimo passo.