«Alla fine di giugno Pietro Gallesio diede la parola alla doppietta. Ammazzò suo fratello in cucina, freddò sull’aia il nipote accorso allo sparo, la cognata era sulla sua lista ma gli apparì dietro una grata con la bambina ultima sulle braccia e allora lui non le sparò ma si scaraventò giù alla canonica di Gorzegno. Il parroco stava appunto tornando da visitare un moribondo di là di Bormida e Gallesio lo fulminò per strada, con una palla nella tempia. Fu il più grande fatto prima della guerra d’Abissinia». C’è tutto nell’inizio di “Un giorno di fuoco” di Beppe Fenoglio: cronaca, dramma, memoria.
Noi langhetti – e lasciatemi dire noi, anche se vengo da una terra dove il vento parla catalano – certe atmosfere le portiamo dentro come un sasso levigato. Fenoglio ci ha insegnato che ogni inizio è una fenditura nella realtà, un varco che non si richiude più.
Con quello stesso spirito, Canale si prepara alla sua sera di “Incipit offresi”. Il 19 febbraio, alle 18, la Biblioteca Civica “Prof. Pietro Cauda” diventa un piccolo teatro della parola: luci basse, sedie vicine, un’attesa che vibra. Non una presentazione, ma un rito collettivo, organizzato nella capitale roerina da Paolo Destefanis, responsabile della biblioteca, dove ogni voce ha un minuto per leggere il proprio chi è.
Da undici anni questo campionato itinerante attraversa biblioteche e piazze per scoprire chi ha una storia che preme per uscire. Ha fatto emergere più di 150 nuove voci, trasformato decine di incipit in libri veri, e portato migliaia di persone a scoprire che leggere può essere un gioco, un incontro, un rischio. Accanto al pubblico, ascolta anche la casa editrice Edizioni Langhe Roero Monferrato, custode delle memorie di queste colline dal 1972.
La sfida è semplice solo per chi la guarda da fuori: un minuto per leggere, poi il voto della sala; altri trenta secondi per i finalisti, quindi la giuria tecnica. Il vincitore di tappa ottiene un buono libri e l’accesso alle semifinali. Più avanti, nella finale del giugno 2026, arrivano i premi importanti: riconoscimenti economici, corsi della Scuola Holden, pubblicazioni, una lampada-libro, e un nuovo premio dedicato alla sostenibilità.
Ma la domanda che torna sempre è un’altra: che cos’è un incipit che funziona? Chi lavora dietro le quinte, Loredana Prisco, organizzatrice instancabile dagli esordi di “Incipit offresi” sorride: «Non esiste una formula. A volte vince chi ha una voce sicura, a volte chi trema. L’anno scorso ha trionfato una diciottenne timidissima: la lettura fragile, l’incipit luminoso. Il libro che ne è nato lo ha confermato».
Il tempo non cambia la scrittura: cambia il corpo. Sessanta secondi stringono, accelerano il respiro, vai in tachicardia, costringono a scegliere. In quel minuto si vede tutto: la fragilità, la forza, la storia che vuole nascere.
In undici edizioni sono passate più di 500 persone. E più di 75 libri sono nati da questo format, anche da autori eliminati nelle prime fasi. Perché gli editori ascoltano, scelgono, scommettono.
È una cucina di idee, certo. Ma è anche una piccola start-up della parola: un luogo dove gli inizi trovano casa.
Vinaioli del Castellinaldo: nuovo presidente
Passaggio di testimone per la presidenza dell’associazione Vinaioli del Castellinaldo. A Luca Morra, che aveva coordinato iniziative come “La Primavera del Castellinaldo” e “Barb-Is”, succede ora Riccardo Grasso (foto), esponente di una dinastia di vigneron locali in cui compare il padre Giuseppe Grasso, sindaco del paese del Barbera negli anni in cui l’associazione muoveva i suoi primi passi. «Il Barbera Doc Castellinaldo – scrive l’autore Paolo Destefanis – riconosciuto come realtà a sé dal 2021 coinvolge anche le diramazioni enoiche di Vezza d’Alba, Canale, Priocca, Magliano Alfieri, Castagnito e Guarene».



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