Pantani unisce il mondo «Una favola moderna»

Il biatleta francese Jacquelin porta alle Olimpiadi l’orecchino del Pirata: decisivo il ruolo del cheraschese Sergio Piumetto

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Alcune vicende sportive riescono a oltrepassare il risultato e diventare emozione condivisa. Quella che unisce il biatleta francese Emilien Jacquelin alla memoria di Marco Pantani con il cheraschese Sergio Piumetto nel ruolo di tramite decisivo è una di queste. Dopo l’annuncio in conferenza stampa alle Olimpiadi, la notizia ha avuto un’eco globale.
«Quando il mio amico campione di biathlon francese Emilien Jacquelin ha annunciato il segreto che custodivamo da settimane con la famiglia Pantani, la notizia ha fatto letteralmente il giro del mondo. Televisioni, giornali, social di moltissime nazioni l’hanno raccontata a milioni di tifosi, riconoscendo in questa storia una bellissima favola moderna». Un’emozione difficile da descrivere, come racconta lo stesso Piumetto: «Sto vivendo qualcosa di assoluto, di inimmaginabile. Sono fiero e felice per la memoria di Marco Pantani, per la sua famiglia, per i suoi veri tifosi ed ovviamente per il grande Emilien».
Il gesto simbolico – la consegna dell’orecchino appartenuto al Pirata (foto in basso) – è passato attraverso un percorso umano profondo, culminato nel viaggio fino alla residenza dell’atleta francese. Piumetto ha infatti raggiunto Jacquelin a Villard-de-Lans, dove è avvenuta la consegna dell’amuleto, alla presenza anche di Mark Dode, storica figura legata all’arrivo del Galibier. Un momento carico di significato, vissuto con intensità da tutti i presenti, come emerge anche dal racconto dell’intervista che ricostruisce la richiesta dell’atleta, la fiducia della famiglia Pantani e la consegna personale dell’oggetto simbolico. Parole di gratitudine che Piumetto sente il dovere di esprimere pubblicamente: «Voglio ringraziare Emilien Jacquelin per la sua gratitudine pubblica nei miei confronti nella sua lettera ufficiale, Tonina e Paolo Pantani e tutte le persone che hanno reso possibile questo gesto. Per me è stato un onore chiedere quell’amuleto storico e portarglielo personalmente a casa: qualcosa di indimenticabile». L’eco emotiva continua ancora oggi. «Un grazie di cuore anche a tutti coloro che ininterrottamente mi stanno contattando per condividere queste fortissime emozioni. Chi mi conosce sa che spesso salto le notti senza dormire… ma quest’ultima è stata tra le più emozionanti della mia vita».
Ed è proprio qui che prende forma il senso più profondo della vicenda: non solo una notizia sportiva, ma una storia di memoria, fiducia e passione capace di attraversare confini e generazioni. Una favola moderna, appunto.