L’idea di trasformare la poesia in competizione è già qualcosa che merita un approfondimento. Se poi si tratta addirittura di un vero e proprio torneo, la curiosità è ancora più giustificata. L’ha soddisfatta chi si è presentato lunedì scorso al Pappatacho’s Blues Bar di Fossano, dove la poesia è salita sul palco diventando appunto competizione. Il locale di viale Ambrogio da Fossano è stato infatti lo scenario di una tappa del Poetry Slam delle “7 Sorelle”, valida per l’accesso alle fasi nazionali del circuito Lips, la Lega italiana Poetry Slam. Parliamo di un format diretto, decisamente dinamico, dove la parola poetica incontra il confronto dal vivo e il giudizio del pubblico. Perché di questo si tratta: una forma di poesia che combina la scrittura con la recitazione dal vivo in una competizione amichevole, dove poeti improvvisano o recitano i loro testi originali, giudicati dal pubblico o da una giuria.
A sfidarsi sono stati sette “slammer”, uno per ciascuna area della provincia di Cuneo, in una sorta di mappa poetica del territorio: Nicola Duberti per il Monregalese, Maria Violi per Cuneo, Joe Pavons per Fossano, Paola Bolla per il Saviglianese, Federico Raviolo per il Saluzzese, EriMusia per il Braidese e Lois Casetta per l’Albese. Poeti “classici”, performer di vario genere e cantautori chiamati a misurarsi con una formula che non ammette scorciatoie: tre minuti a testa per declamare i propri testi, senza musica, basi preregistrate, costumi o oggetti di scena. Contano unicamente la voce, il linguaggio del corpo, l’energia della scrittura. La sfida precedente era andata in scena al Lord Byron Pub di Savigliano, dove altri sette coraggiosi autori si sono confrontati a colpi di rime. Anche a Fossano, a decretare vincitori e passaggi di turno è stata una giuria popolare estratta a sorte tra il pubblico presente. È un elemento centrale del Poetry Slam, che ribalta il tradizionale rapporto tra autore e spettatore e affida alla sala il ruolo di giudice, con voti democraticamente assegnati a ogni performance. Gli slammer in genere possono essere chiamati a esibirsi più volte nel corso della serata, su decisione del Master of Ceremony, e a ogni round devono presentare una poesia diversa.
A condurre la gara è stato il torinese Francesco Deiana che, autore a sua volta, era incaricato di scandire i tempi, spiegare le regole e mantenere il ritmo della competizione. Sono ammessi testi in qualsiasi lingua, dialetto o forma espressiva: dalla poesia sonora alla Lis. Non a caso il tradizionale “sacrificio” iniziale (una poesia fuori concorso che serve a spiegare le modalità di voto) è stato proposto proprio nella lingua dei segni, con la partecipazione delle interpreti Kenia Galfione e Giulia Quaranta. Prima dell’evento, un incontro con organizzatori e autori disponibili a dialogare con il pubblico ha anticipato temi e curiosità della serata.
L’evento rientra nella rassegna diffusa Granda in Rivolta, realizzata con il sostegno di Fondazione Crf, Fondazione Crc, Strafossan e Libreria Ubik, e conferma la vocazione del progetto a portare linguaggi culturali contemporanei in spazi non convenzionali, costruendo occasioni di incontro tra territori, pubblico e nuove forme di scrittura. Applausi.
Il torneo delle “Sette Sorelle” a colpi di rime e creatività
L’ultima tappa del Poetry Slam a Fossano ha confermato l’unicità di un format che mette a confronto gli autori tra poesia e improvvisazione

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