«Quando abbiamo iniziato, nel 1994, la Fiera della Zucca non avrebbe mai pensato di raggiungere numeri simili. Negli anni il pubblico è cresciuto, la nostra manifestazione nel 2026 avrà il riconoscimento di evento nazionale, ma soprattutto abbiamo affrontato l’impatto di 60 mila persone in poco più di due giorni di manifestazione sul tema della sicurezza e non è uno scherzo. Come? Piano preventivo in accordo con la Prefettura studiato in ogni particolare». Il sindaco di Piozzo Sandro Lasagna, insieme al presidente della Pro Loco Fausto Ameglio (con il figlio Francesco in qualità di tecnico) erano tra gli uditori della giornata sulla sicurezza (mercoledì 4 febbraio) indetta dal prefetto di Cuneo Mariano Savastano. È stato lo stesso rappresentante del Governo sul territorio cuneese a citare la Fiera della Zucca, nel corso delle conferenze stampa indette sul tema della sicurezza come “case study”, nel senso di come fare “buone pratiche” per assolvere ai compiti degli amministratori per affrontare il tema nel modo giusto. D’altra parte sono i numeri a stare dalla parte dei piozzesi capaci di attirare migliaia di persone ogni anno nella Langa monregalese. Eccoli, illustrati da Francesco Ameglio: le 60mila presenze sono da considerare distribuite nei tre giorni di Fiera, le “compresenze” sfiorano le 20mila persone, 350 è il numero di addetti, in totale, alla sicurezza, compresa la Protezione Civile, 45 gli steward in servizio. «Per un paese di soli 986 abitanti – spiega il sindaco Lasagna – si tratta di uno sforzo enorme, ma ripagato sia in termini di visibilità turistica, sia per gli aspetti logistici ed organizzativi che dobbiamo ogni anno aggiornare e ripensare, ma sempre con un occhio attento alla sicurezza».
Intanto in 380 hanno risposto all’invito del prefetto Mariano Savastano, riempiendo la Sala Falco e quella accanto, in videoconferenza. Amministratori dei Comuni, presidenti di Pro Loco, organizzatori di eventi hanno ascoltato per circa quattro ore non solo le considerazioni dei tecnici di ogni tipo sui temi di sicurezza e safety, ma le “linee guida” da cui oggi più che mai non dovranno derogare. Perché la sensibilità aumentata su questi temi dopo i gravi fatti di Crans-Montana, ricordando piazza San Carlo e addirittura il cinema Statuto a Torino ha portato la comunità non ad affrontare leggi nuove, ma ad amplificare l’attenzione sui criteri che fanno dire al pubblico: «Mi sto recando ad un evento, in un locale, in una piazza in cui mi sento sicuro». Savastano contava sulla partecipazione: «Una risposta del territorio che induce ancora di più a sottolineare il carattere di formazione di queste occasioni, lontano da atteggiamenti censori o limitativi – ha detto Savastano al pubblico –. La Prefettura non è qui per sanzionare ma per accompagnare e capire. La sicurezza non è nemica della festa, ma presupposto perché l’evento possa esistere e svolgersi in serenità. Per questo propongo un nuovo patto di collaborazione e saremo concentrati anche su quei locali che da bar, a una certa ora, si trasformano in locali da ballo». Forze dell’ordine, tecnici della sicurezza, esperti dell’intervento sanitario e dell’emergenza in genere hanno esposto relazioni che hanno parlato di prevenzione, circolari, adempimenti. «Spesso la burocrazia è indigesta, farraginosa – hanno replicato alcuni presidenti di Pro Loco ed organizzatori –. Capiamo e condividiamo la necessità di maggiore sicurezza, ma i problemi ci sono». Alcuni esempi: ai Comuni sono affidate responsabilità sempre maggiori in materia di sicurezza, senza che vi sia un adeguato rafforzamento delle risorse, in particolare degli organici di Polizia locale. E poi: «La complessità crescente rischia di produrre non eventi meno sicuri, ma meno eventi, perché il volontariato rinuncia. La richiesta è stata chiara: più chiarezza, uniformità di interpretazione, modelli standard, formazione e tavoli di lavoro territoriali». La sindaca di Cuneo Patrizia Manassero: «I sindaci non possono essere lasciati soli di fronte alle responsabilità, occorre un accompagnamento stabile». Il sindaco di Alba Alberto Gatto ha raccontato l’esperienza di una città abituata a grandi eventi, dalla Fiera del Tartufo a Vinum: «La prevenzione è oggi molto più consapevole rispetto al passato». Il passaggio più critico l’ha riferito Gianpaolo Scaiola, Silb-Fipe (locali da ballo): «I casi di abusivismo sono centinaia, ma controllarli alle 21 non intercetta attività che iniziano dopo mezzanotte». Tra gli interventi del tecnici anche quello di Valter Borgogno: «Non si tratta di avvertire colpe o di paure nell’applicazione dei parametri richiesti dalle norime, ma di responsabilità: la sicurezza non può essere mai rimandata». Come Piozzo, anche a Peveragno, alcuni proventi “immagazzinati” dai Comuni, sono “girati” alle Pro Loco per rimpolpare le casse in vista degli investimenti per la sicurezza. Perché il problema maggiore resta quello legato alle risorse disponibili. Il Prefetto ha ascoltato le ragioni della sala, sottolineando che le istanze saranno discusse in modo approfondito nella prossima riunione, già fissata per mercoledì 11 febbraio. Significativo l’esempio di Savastano: «Parliamo di principi inderogabili come safety e security, cioè prevenzione di incidenti e protezione da atti che possano portare danni seri a chi partecipa agli eventi. Comprereste mai un’auto con i freni che non funzionano anche se a fronte di uno sconto importante?». E ancora: «La fretta è la prima nemica della sicurezza. Quando fate burocrazia, non state compilando moduli, ma costruendo uno scudo. L’obiettivo non è spegnere la vita sociale, ma impedire che l’aggregazione si trasformi in tragedia. La sicurezza di un evento non si esaurisce nel giorno in cui si svolge, ma inizia molto prima e continua anche dopo. A fare la differenza sono la qualità della pianificazione e il rispetto delle tempistiche: organizzare tutto all’ultimo indebolisce anche i dispositivi di controllo e prevenzione».
Sia il presidente della Provincia Luca Robaldo, che ha salutato la platea a inizio incontro, sia Rosanna Minucci, questore di Cuneo, hanno espresso parole di vicinanza della Granda ai poliziotti feriti negli scontri di Torino di alcuni giorni fa. L’applauso convinto della sala ha accompagnato il pensiero rivolto alle forze dell’ordine.
Eventi pubblici e sicurezza, Piozzo è esempio virtuoso
La Fiera della Zucca citata dal Prefetto di Cuneo come caso di studio per il Piano “safety e security”. Centinaia di organizzatori all’incontro in Provincia


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