Ci sono date che non si limitano a tornare ogni anno, ma continuano a parlare al presente. Il 14 febbraio è una di queste: il giorno in cui si ricorda la scomparsa di Michele Ferrero, undici anni fa. Eppure il suo nome non appartiene al passato. Vive nei gesti più semplici, in una colazione condivisa, in un sorriso che nasce senza motivo apparente, in quella familiarità quotidiana capace di unire persone lontane. Nato a Dogliani nel 1925, nel cuore delle Langhe, Michele cresce in una famiglia dove il lavoro è fatto di pazienza, silenzio e cura. Dal padre Pietro eredita molto più di un mestiere: un modo di guardare alle persone, il desiderio di offrire qualcosa di buono, accessibile, sincero. Nel dopoguerra, da questa visione prende forma una crema di nocciole e cacao destinata a entrare nella storia, fino alla nascita, nel 1964, di Nutella, che diventerà un simbolo riconosciuto in tutto il mondo. Con Michele Ferrero la dolcezza smette di essere un lusso e diventa quotidiana. Una fetta di pane spalmata al mattino non è solo un’abitudine: è casa, è infanzia, è condivisione. Negli anni, attorno a quel gesto semplice si è costruito un immaginario fatto di emozioni vere, capace di parlare a generazioni diverse e di trasformare un prodotto in qualcosa di più profondo, quasi un ricordo comune. Chi ha conosciuto Michele Ferrero racconta di un uomo riservato, religioso, lontano da ogni esibizione. Credeva nel valore del lavoro fatto bene e ricordava ai suoi collaboratori: «se non si crede davvero nelle persone, è meglio rinunciare a fare il capo». Accanto a lui, per tutta la vita, la moglie Maria Franca Fissolo e i figli Pietro e Giovanni, in una storia familiare attraversata anche dal dolore ma sempre sostenuta da un forte senso di continuità. Oggi Giovanni guida il Gruppo con la stessa discrezione e lo stesso sguardo lungo, custodendo un’eredità fatta non solo di successi industriali, ma di valori umani. Per questo Ferrero non è soltanto un’azienda. È una comunità, una presenza familiare nelle case di milioni di persone. A distanza di sessant’anni dalla nascita di Nutella, quel legame continua a rinnovarsi, raccontando inclusione, vicinanza, condivisione. Ricordare Michele Ferrero oggi non significa guardare indietro con nostalgia, ma riconoscere quanto le sue intuizioni continuino a vivere: innovare senza perdere l’anima, crescere restando fedeli alle proprie radici, mettere al centro le persone. Così, a undici anni dalla sua scomparsa, Michele Ferrero resta una presenza discreta ma viva. Non solo nella storia di un’impresa straordinaria, ma nella memoria affettiva di chi, ogni giorno, ritrova in un piccolo gesto di dolcezza un senso di casa.
Una festa nata dal cuore dei fan, rito globale della condivisione
Nato spontaneamente nel 2007 dall’intuizione della blogger americana Sara Rosso, il World Nutella® Day si è celebrato anche nel 2026 il 5 febbraio, riunendo milioni di fan in tutto il mondo in un gesto semplice di condivisione: foto, ricette, ricordi e piccoli momenti di felicità quotidiana dedicati alla crema più amata. Una ricorrenza divenuta fenomeno globale, capace di raccontare il legame profondo tra Nutella® e le persone, presente oggi in oltre 170 Paesi e protagonista delle abitudini di generazioni diverse, rinnovando ogni anno un senso diffuso di appartenenza. L’edizione 2026 ha aggiunto un nuovo capitolo a questa storia collettiva con la pubblicazione di un volume da collezione realizzato dalla casa editrice Assouline: un racconto visivo e narrativo che ha attraversato storia, qualità, rituali della colazione, creatività e dimensione internazionale del brand, restituendo l’immagine di Nutella® come autentica icona culturale contemporanea, capace di dialogare con il mondo dell’arte, del design e della memoria condivisa. Più di una semplice celebrazione, il World Nutella® Day è stato un invito a condividere il proprio “Nutella® Way” – una ricetta, un ricordo, un momento speciale – unendo ancora una volta persone lontane in un’esperienza comune.


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