Con Ricic.Liner 2025 la Langa rimette in circolo il futuro

Il progetto dell’associazione L’Anello Forte ha portato grandi risultati puntando sul recupero della carta siliconata sotto le etichette adesive

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C’è un momento, in ogni storia collettiva, in cui il cerchio non si chiude: si allarga. È l’istante in cui un’intuizione diventa un’onda che attraversa un territorio, lo scuote, lo rimette in moto. Nel nostro caso, quell’istante ha il volto di un gruppo di donne che ha deciso di non aspettare il cambiamento, ma di generarlo. Accanto a loro, qualche uomo che ha scelto di esserci senza rubare la scena. Da quella scintilla nasce l’energia di Ricic.Liner 2025, progetto di punta dell’associazione L’Anello Forte.
Un progetto che ha trasformato 12 tonnellate di liner in nuova materia, risparmiando oltre 27mila kg di CO2. Il liner è la carta siliconata sotto le etichette adesive: liscia, tecnica, preziosa ma difficile da riciclare con la carta comune. «Volevamo qualcosa che si potesse toccare», dicono le fondatrici. Così è nato un sistema semplice e rigoroso: contenitori dedicati, ritiri programmati, tracciabilità totale. Un modello che ha convinto 82 aziende nel 2025 e che nel 2026 punta a crescere ancora (già altre 22 aziende si sono candidate), con un entusiasmo che si moltiplica a ogni cantina che entra nella rete.
Tra le donne che hanno acceso la miccia c’era Maria Bianucci, giornalista milanese che un giorno si innamora di Monforte, lascia la città e diventa vignaiola di pregio. «Qui ho trovato la mia voce», diceva. La sua visione — concreta e poetica — continua a vibrare nell’associazione, come un filo rosso che non si spezza. La ricordano spesso, con gratitudine: è anche grazie a lei se oggi questo progetto ha un’anima così riconoscibile.
L’Anello Forte porta nel nome la sua radice: un omaggio alle donne di Nuto Revelli, le vere colonne della Langa d’antan, quelle che tenevano insieme casa, vigna e destino familiare. È da quella forza antica che nasce la visione dell’associazione.
Oggi L’Anello Forte è il cuore che batte di una rete che supera i cento soci. Una rete che cresce come crescono le cose vive: per necessità e per desiderio. «La nostra forza è la cura», ripetono. Una cura che si vede nei progetti paralleli: confezioni sostenibili, raccolte dedicate, percorsi educativi, scaffali tematici in biblioteca. Ogni iniziativa è un tassello di un mosaico più grande: un territorio che vuole imparare a non sprecare nulla, come facevano le generazioni che lo hanno costruito.
Nei giorni scorsi all’Ampelion di Alba, durante un incontro intenso e partecipato, è emersa con chiarezza la direzione del progetto: non solo riciclare un materiale complesso, ma costruire una cultura nuova. «È simbiosi industriale», ha sottolineato Roberto Cavallo, assessore all’Ambiente di Alba e da poco riconfermato Ambasciatore per il Clima dalla Commissione Europea «lo scarto di uno diventa risorsa per un altro». E in sala si percepiva che non era solo tecnica: era un modo diverso di immaginare il futuro, più leggero, più condiviso. Nel 2025 ci sono state confezioni di vino sostenibili (ottenute dal riciclo di carta e cartone derivati dai processi produttivi delle cantine), raccolta tappi di sughero, e soprattutto percorsi educativi nelle scuole (infanzia a Serravalle Langhe; primaria e secondaria di I grado a Monforte) e un progetto di divulgazione rivolto anche agli adulti.
Il riciclo sfiora il 100%, la carta rinasce, il silicone trova nuova vita. Le scuole lo hanno capito, i Comuni rispondono, le fondazioni investono. Perché qui non si parla solo di rifiuti: si parla di cultura, identità, tradizione contadina che diceva «non si butta via niente». E ora? Ora si accelera. Il 2026 è l’anno dell’allungo: più cantine, più Comuni, più alleanze. «Non vogliamo crescere per crescere», dicono le fondatrici. «Vogliamo crescere per contagiare». E la sensazione è che il contagio sia già iniziato: nelle parole, nei gesti, nei piccoli cambiamenti quotidiani che diventano abitudine. L’idea è quella di consolidare i processi, ampliare la rete di cantine e Comuni e intensificare il dialogo con istituzioni e stakeholder, con un modello pensato per essere replicabile anche in altri territori e settori produttivi. Sono previste diverse modalità di adesione (standard/premium): le cantine interessate a saperne di più possono segnalarlo attraverso il form disponibile sul sito web dell’associazione L’Anello Forte.
Perché quando un gruppo di donne dimostra che un rifiuto ostinato può diventare una risorsa condivisa, succede qualcosa di potente. Succede che la sostenibilità diventa un gesto quotidiano. Succede che un territorio cambia ritmo. Succede che un anello, invece di chiudersi, continua ad allargarsi. E questa, più che una conclusione, è solo la prossima partenza.

I dati 2025 dell’Osservatorio sui vini ad Alba

Ad Alba si è svolto il convegno “Vino e mercati – Nuovi mondi, nuovi accordi”, appuntamento annuale di Confindustria Cuneo dedicato alla presentazione dei dati dell’Osservatorio permanente dei vini. Al centro il quadro economico e commerciale internazionale e le prospettive per il settore, con un focus sulle opportunità legate all’area Mercosur.
La presidente della Sezione Vini e Liquori Paola Lanzavecchia ha richiamato la necessità di lavorare sulla valorizzazione delle eccellenze. Alberto Cugnetto, da tecnico, ha tracciato un “Piemonte a più velocità” tra produzione ed export, mentre Elena Angaramo del Centro Studi di Confindustria Cuneo ha segnalato che dal 2021 i prezzi sono in crescita, con segnali di calo in alcune categorie nell’ultimo anno. Tra i contributi, Ignacio Sanchez-Recarte (Ceev) ha evidenziato tensioni politiche a Bruxelles e attenzione alle indicazioni geografiche; mentre Francesca Migliarucci, vicedirettrice di Federvini, ha illustrato il potenziale dell’export legato al Mercosur. A chiudere, Julio Vargas (Cantu Importadora) ha raccontato le peculiarità del mercato brasiliano.